Mio caro diario

Caro diario, vediamo un po’ a che punto siamo, dopo questo weekend di cortei, zucche, dolcetti e scherzetti. Ovviamente, tiene banco la Manovra economica, con le scelte del governo che provocano enormi polemiche nell’opposizione. I tagli agli organici della scuola accendono il dibattito con opposizioni e sindacati, che contestano le scelte del governo sui quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Altrettante polemiche ha portato la stretta sulle pensioni che porterebbe un risparmio sulla spesa pensionistica stimato dalla Relazione tecnica in 14,2 miliardi di euro lordi nell’arco di dieci anni. Poi c’è la levata di scudi delle banche e delle assicurazioni, che contestano l’entità del prelievo da 5,8 miliardi richiesto al settore finanziario tra le voci di copertura della spesa.

Seconda notizia di oggi: Giorgia Meloni, intervistata nel nuovo (ennesimo?) libro di bruno Vespa, nega di essere minimamente interessata al ruolo di Presidente della Repubblica. Detto questo, però, punge l’opposizione chiedendosi in nome di quale legge democratica il suddetto Presidente debba sempre e per forza venire dal centrosinistra e non dal centrodestra, come se l’e’alta carica istituzionale fosse “cosa loro”. Be’, a onor del vero proprio così non è (basti pensare a Cossiga, o a Scalfaro, che veniva dalla destra democristiana), ma abbiamo capito il concetto di base…

Terza notizia, si riaccende il dibattito su quando andare al voto. A riaccenderlo stavolta è Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord. “Ma cosa ci sarebbe di male nell’andare a votare il 9 e 10 maggio? Non capisco lo stupore…sarebbe una scelta di grande responsabilità a favore dei cittadini”.

Il corposo risparmio per le casse pubbliche è l’argomento principale – ma non l’unico – a sostegno della tesi del sindaco di Taormina. Accorpare le politiche alle Amministrative delle principali città del Paese, tra queste Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo, consentirebbe di evitare un esborso di 250 milioni di euro ai contribuenti.

Caro diario, vedremo se il suo invito sarà raccolto.

Giorgio Cavalli

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