La Russia ha annunciato che lunedì la sua applicazione per le allerte di emergenza è stata oggetto di un “massiccio attacco informatico”, poche ore dopo che l’Ucraina aveva segnalato un’intrusione analoga.
Un apparente scambio di colpi tra le due parti in conflitto, proprio mentre giungeva al termine la loro tregua più lunga. Il ministero russo per le situazioni di emergenza ha riferito che gli hacker hanno diffuso “informazioni false” attraverso l’applicazione, progettata per avvisare la popolazione di imminenti attacchi di droni e altre minacce. Qualche ora prima, l’Ucraina aveva espresso il sospetto che il proprio sistema di allerta per i raid aerei fosse stato compromesso, in seguito alla comparsa sull’app di avvisi infondati riguardanti una minaccia di radiazioni.
Gli attacchi informatici sono avvenuti in concomitanza con la conclusione, domenica, della più lunga tregua del conflitto – limitata alla regione ucraina orientale di Kherson – dopo che la Russia, secondo quanto riferito da Kiev, ha respinto la proposta di un prolungamento. Mosca non ha indicato nell’immediato i responsabili dell’attacco alla propria applicazione, mentre il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche (Spravdi) ha attribuito alla Russia l’intrusione subita da Kiev.
La rara pausa nei combattimenti, mediata dalla First Lady statunitense Melania Trump e avviata martedì scorso, aveva reso possibile una missione umanitaria nella città di Oleshky, attualmente sotto occupazione russa, in un conflitto che sta ormai entrando nel suo quinto anno. “Il cessate il fuoco, rimasto in vigore dal 27 ottobre al 1 novembre, è terminato”, ha spiegato Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino. Egli ha definito la tregua temporanea “un passo importante nei nostri sforzi umanitari congiunti” con la Russia. I colloqui tra Russia e Ucraina, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero riprendere questo mese, dopo essere stati di fatto congelati in seguito agli attacchi congiunti lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran a febbraio.
Zelensky: stop alle raffinerie in cambio dei Patriot
Domenica, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che il suo Paese sarebbe disposto a cessare gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe – come richiesto dal suo omologo statunitense Donald Trump – a condizione che Washington fornisca a Kiev i potenti missili intercettori Patriot.
Il governatore della regione di Kherson, Oleksandr Prokudin, ha esortato la popolazione locale a mantenere la massima vigilanza dopo la fine del cessate il fuoco e a “rispondere immediatamente agli avvisi riguardanti attacchi russi”. “L’applicazione per le allerte aeree è stata probabilmente oggetto di un’interferenza ostile”, ha comunicato l’aeronautica militare ucraina. “Non vi è alcuna minaccia di radiazioni”. Il portavoce dell’aeronautica militare, Yuriy Ignat, ha confermato all’Afp che l’applicazione era stata hackerata. Qualche ora dopo, il ministero russo per le Situazioni di emergenza ha dichiarato che i propri team erano al lavoro per porre rimedio a un “massiccio attacco informatico” che “consentiva agli aggressori di diffondere false informazioni al pubblico”.
Zelensky: “Sono pronto a incontrare Putin in Turchia”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto a incontrare l’omologo russo Vladimir Putin in Turchia, auspicando che Recep Tayyip Erdogan faciliti il vertice. “Siamo pronti per questo incontro in Turchia. So che il presidente Erdogan ha legami con Putin. Pertanto, sosteniamo l’incontro in Turchia”, ha detto Zelensky in un’intervista alla Cnn turca, aggiungendo che l’obiettivo principale di un tale incontro sarebbe un cessate il fuoco lungo tutta la linea del fronte. “Abbiamo bisogno di segnali chiari da parte di Putin che indichino la sua disponibilità a porre fine alla guerra. E’ importante che l’incontro trilaterale tra i team tecnici di Ucraina, Stati Uniti e Russia abbia effettivamente luogo e che le delegazioni lavorino in modo costruttivo”.
Zelensky ha escluso che Kiev rinuncerà ai suoi territori nonostante le pretese avanzate dalla Russia. “Di certo non rinunceremo ai nostri territori, ma ovviamente la Russia li vuole”, ha dichiarato. “Ce lo fanno sapere, in particolare tramite i mediatori americani. Pretendono che ci ritiriamo volontariamente da territori che loro stessi non sono riusciti a conquistare. Non è un’idea sensata. E’ irrazionale”, ha denunciato il leader di Kiev.
Del resto sul fronte negoziale i passi sono lentissimi e l’intesa di Oleshky non giustifica alcun ottimismo. Anzi. Zelensky ha ammonito che “la Russia sta perdendo” sul terreno. A ottobre, ha detto, le Forze di difesa dell’Ucraina “hanno inflitto al nemico perdite record e hanno recuperato più territorio di quanto gli occupanti russi siano riusciti a conquistare”.
Dunque, Mosca dovrebbe “scegliere il cessate il fuoco e la diplomazia”. A breve dovrebbe esserci l’atteso incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Ma nessuno si fa illusioni sul risultato.
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