Raid News 24

“No, non credo che stiamo negoziando con l’Iran. In un modo o nell’altro, qualcosa accadrà molto presto. La maggior parte delle persone pensa che succederà dopo le elezioni (di midterm, ndr) e vedremo cosa accadrà”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti.

Gli eserciti di Stati Uniti e Israele hanno elaborato piani specifici per nuovi attacchi all’Iran dopo le elezioni di americane di midterm. Lo ha rivelato il New York Times, citando funzionari statunitensi e fonti, dopo che lunedì scorso decine di caccia israeliani hanno sorvolato la Siria e l’Iraq, raggiungendo il confine con l’Iran.
Il Segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu in Israele questa settimana per discutere di nuovi attacchi, secondo quanto riferito dai funzionari statunitensi. Tra gli obiettivi ci sarebbero le infrastrutture energetiche iraniane, gli impianti nucleari e l’arsenale di missili e droni. Alcuni funzionari affermano che un’altra serie di attacchi su larga scala potrebbe spingere l’economia iraniana sull’orlo del collasso e costringere Teheran a concessioni diplomatiche dopo quasi otto mesi di conflitto.

Il quotidiano newyorkese individua tuttavia motivi per essere scettici sul fatto che una nuova guerra possa avere più successo della prima fase degli intensi attacchi congiunti sferrati tra febbraio e aprile. Quegli attacchi causarono una impennata dei prezzi dell’energia e dell’inflazione in tutto il mondo, minarono la sicurezza in Medio Oriente e impoverirono le scorte di intercettori missilistici del Pentagono.

Anche per questi motivi, e’ tutt’altro che certo che il presidente Usa, Donald Trump, darà il via libera a nuovi attacchi, dopo che ha già ripetutamente bloccato piani per la ripresa di operazioni militari su larga scala. E secondo diversi analisti, anche le elezioni israeliane del 27 ottobre potrebbero complicare i piani. Se Netanyahu dovesse perdere, diventerebbe primo ministro ad interim e potrebbe essere difficile avviare un’altra guerra. Anche se altri analisti ritengono che Netanyahu potrebbe sfruttare la prospettiva di un imminente attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele per fare pressione sui suoi rivali affinche’ si uniscano a un governo di unità nazionale per gestire la guerra, il che rafforzerebbe il suo potere.

Nuovi raid in Ucraina, 7 morti. Trump: “La fine della guerra è vicina”

Notte di scontri e attacchi tra Russia e Ucraina. Sette le vittime registrate sul fronte ucraino, poche ore dopo l’incontro tra l’inviato del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, e il leader russo Vladimir Putin, a San Pietroburgo. Trump ha espresso ottimismo, affermando che i negoziatori sono “forse più vicini che mai” alla fine della guerra. Il Cremlino ha fatto sapere di essere “in linea di principio” aperto alla ripresa di colloqui trilaterali che coinvolgano le due parti e gli Stati Uniti. Tuttavia, gli attacchi non sono cessati in seguito alla visita. Su entrambi i fronti.

In Ucraina, gli attacchi hanno causato la morte di un uomo a Sumy e di una donna a Kharkiv, entrambe nel nord-est, oltre a tre vittime nella regione sud-orientale di Zaporizhzhia e due nella regione orientale di Donetsk, hanno comunicato le autorità. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha reso noto sui social media che i bombardamenti hanno provocato il ferimento di 15 persone nella capitale ucraina. Ha inoltre riferito che gli attacchi hanno danneggiato le infrastrutture della metropolitana in corrispondenza del ponte Pivdenny, causando, secondo i funzionari, limitazioni al traffico tra diverse zone della città.

Sotto attacco anche la Russia. Il sindaco di Mosca, Serghei Sobjanin, ha dichiarato che due persone sono rimaste ferite a causa di un massiccio lancio di 630 droni verso la regione, 163 dei quali diretti verso la capitale russa. Secondo il governatore della vicina regione di Tula, le difese aeree russe hanno abbattuto 70 droni. Un’altra persona è rimasta ferita nella regione di Lipetsk, secondo quanto riferito dal governatore locale. Mosca ha reso noto che la difesa aerea ha neutralizzato 808 droni ucraini sopra le regioni russe, inclusa l’area di Mosca, nel corso della notte.

I droni sono stati abbattuti sopra le regioni di Belgorod, Brjansk, Vladimir, Vorone, Kaluga, Kursk, Lipeck, Leningrado, Orel, Rostov, Rjazan’, Smolensk, Tambov, Tver’, Tula e Jaroslavl’, oltre che sopra la Crimea e il Mar Nero, si legge in una nota del ministero russo della Difesa. Un drone ucraino ha attaccato un autobus della centrale nucleare di Zaporizhzhia e ucciso l’autista, stando a quanto riferito dall’ufficio stampa della centrale in un comunicato pubblicato sui social. “Oggi, un drone ucraino ha colpito nuovamente l’autobus utilizzato per il trasporto del personale della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Dopo il turno diurno, il veicolo stava riaccompagnando il personale a casa ed era diretto verso il garage. L’autista è rimasto ucciso nell’attacco”, si legge nella nota. E l’allerta non è cessato. Nelle prime ore della giornata, l’aeronautica militare ucraina ha diramato un’allerta riguardante “ulteriori missili balistici diretti verso Kiev”, invitando i residenti a rimanere nei rifugi.

Sul fronte diplomatico, Witkoff era giunto in Russia dopo aver incontrato martedì, a Oslo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, un faccia faccia volto a ricucire la profonda frattura tra Trump e il leader ucraino. Anche il genero di Trump, Jared Kushner, ha partecipato ai colloqui con Putin, collegandosi da remoto. Il consigliere del Cremlino Yuri Usakov ha assicurato ai giornalisti che la Russia è “in linea di principio pronta a riprendere” i colloqui trilaterali a metà novembre – dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti – e che il Cremlino desidera che tali discussioni si concentrino sulla sicurezza nel periodo post-bellico. Zelensky anche ha affermato che anche l’Ucraina è favorevole alla ripresa dei colloqui trilaterali.

Usakov ha riferito che Witkoff ha informato Putin di “alcuni nuovi aspetti negli approcci degli europei e di Kiev” emersi durante l’incontro di Oslo, precisando tuttavia che “non contenevano molta sostanza”. è in fase di preparazione anche l’annunciato vertice tra Putin, Trump e il leader cinese Xi Jinping, previsto per il mese prossimo a Shenzhen, in Cina; Usakov lo ha definito “il primo incontro di questo genere nella storia”. Nel corso del loro colloquio, durato tre ore, Witkoff ha elogiato Putin per aver accolto la richiesta di Trump di liberare il cittadino statunitense Stephen Hubbard, un insegnante d’inglese in pensione sulla settantina, che era stato detenuto con l’accusa di aver combattuto per l’Ucraina – accuse che l’uomo ha sempre respinto.

“Lei parla spesso del mio presidente, il presidente Trump, come molto umano; ebbene, anche lei lo è, signore, e glielo riconosco”, ha dichiarato Witkoff. Sui social media, Witkoff ha descritto i colloqui con Putin come “costruttivi”, aggiungendo pero’ che “resta ancora molto lavoro importante da compiere”.

Le discussioni tra Stati Uniti, Ucraina e Russia proseguiranno a livello tecnico, ha aggiunto. Trump è tornato alla Casa Bianca nel gennaio 2025 promettendo di porre fine alla guerra in 24 ore; tuttavia, oltre un anno di negoziati guidati dagli Stati Uniti non ha portato ad alcuna svolta significativa.

Negli ultimi giorni, un Trump visibilmente frustrato ha nuovamente allentato la pressione sull’Ucraina per riavvicinarsi a Putin, con un accordo per l’acquisto di gasolio russo destinato a ridurre i prezzi – prezzi che pero’ secondo molti osservatori sono schizzati alle stelle a causa della guerra da lui scatenata contro l’Iran. Trump ha inoltre posticipato l’imposizione di sanzioni contro l’apparato bellico russo; una decisione che mercoledì ha giustificato come necessaria per ottenere il rilascio di Hubbard. “Se avessimo imposto quelle sanzioni, di lui ci si sarebbe potuti dimenticare. Non lo avreste mai più rivisto”, ha dichiarato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. Witkoff ha riferito a Putin che Washington è “grata” per l’accordo sul diesel, che ha suscitato indignazione a Kiev e in tutta Europa.

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