Nel terzo trimestre dell’anno Eni ha conseguito un utile netto adjusted pari a 2,8 miliardi di euro (+125% rispetto al terzo trimestre del 2025). L’utile netto si attesta a 3,2 miliardi.
L’ebit proforma adjusted di gruppo si è attestato a 6 miliardi di euro, raddoppiato rispetto al trimestre di confronto (crescita del 12% su base sequenziale), grazie alla solida performance in tutti i business, in particolare il significativo contributo dei satelliti upstream, ai benefici delle misure di ristrutturazione in corso nella chimica e alla gestione dei costi.
Nell’E&P (exploration and production) l’ebit proforma adjusted è stato di 4,63 miliardi di euro, in aumento del 76% rispetto al periodo di confronto grazie alla crescita dei volumi e al miglioramento del mix in uno scenario di prezzi favorevole. GGP (Global Gas & LNG Portfolio) and Power l’ebit proforma adjusted è stato pari a 0,45 miliardi di euro. Ggp con un ebit proforma adjusted di 0,41 miliardi di euro ha registrato una crescita del 46%, grazie alla ottimizzazione del portafoglio di attività in un contesto di mercato più volatile.
Enilive ha conseguito un ebit proforma adjusted pari a 0,41 miliardi di euro, una crescita dell’80% rispetto al trimestre di confronto, trainato dalla bioraffinazione che ha beneficiato di un miglioramento dello scenario di mercato e della solida performance. Plenitude ha registrato un ebit proforma adjusted di 0,19 miliardi di euro, in crescita del 95% rispetto al trimestre di confronto, per la crescita dei volumi di produzione di energia rinnovabile.
Nel refining, l’ebit proforma adjusted è stato di 0,73 miliardi di euro, in aumento significativo rispetto al trimestre di confronto, grazie ai migliori tassi di utilizzo degli impianti in uno scenario favorevole, in parte compensato dall’aumento dei costi dei noli e dal restringimento dei differenziali tra i greggi pesanti e leggeri. Il business della chimica di Versalis pur continuando a beneficiare dei progressi del programma di ristrutturazione in corso e delle chiusure di impianti dello scorso anno, ha riportato una perdita di 0,18 miliardi di euro, a causa del significativo deterioramento dei margini dei prodotti.
Considerati gli eccellenti risultati industriali dei nove mesi e il miglioramento delle proiezioni sui flussi di cassa per l’intero esercizio 2026 (16,5 miliardi di euro), Eni ha deliberato la distribuzione a dicembre di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione (circa 1,3 miliardi di euro) e un ulteriore incremento del 12% del programma di buyback, che sale a 3,8 miliardi di euro.
Nel terzo trimestre dell’anno, il business E&P di Eni ha registrato una robusta crescita organica della produzione del 7% rispetto al terzo trimestre 2025, al netto degli effetti prezzo, e del 2% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 1,83 milioni boe/g, grazie alla progressiva entrata a regime dei nuovi progetti in Africa Occidentale, offshore del Messico e Norvegia, nonchè alla piena operatività della JV Searah. è quanto si legge in un comunicato della società.
“Gli eccellenti risultati conseguiti nel terzo trimestre derivano dalla forza del nostro modello operativo e dai selettivi investimenti nel nostro portafoglio ampiamente diversificato di asset competitivi. Grazie alla forza dei fondamentali, alle prospettive di crescita in continuo miglioramento e alla performance finanziaria storicamente solida, siamo ben posizionati per continuare ad assicurare ai nostri clienti forniture energetiche sostenibili, sicure e sempre più decarbonizzate”. Lo afferma l’ad di Eni Claudio Descalzi commentando i risultati trimestrali.
Per Eni il 2026 si conferma anno di risultati superiori alle previsioni, grazie al solido andamento dei business in grado di estrarre pieno valore dal favorevole scenario commodity. Tale andamento si traduce in eccezionali ritorni per gli azionisti.
In particolare, con riferimento ai settori di attività, il Gruppo prevede per l’esercizio 2026:
- una revisione al rialzo della stima di crescita della produzione oil&gas su base omogenea in un intervallo compreso tra 6 e 7%;
- l’ebit proforma adjusted di Ggp rivisto al rialzo a circa 1,5 mld di euro, in crescita del 50% rispetto alla previsione iniziale;
- Rivisto al rialzo l’ebitda proforma adjusted di Enilive a 1,4 mld di euro, in rialzo di circa il 30% rispetto alla previsione iniziale;
- l’ebitda proforma adjusted di Plenitude e’ atteso a circa 1,2 mld di euro.
La capacità rinnovabile installata a fine esercizio è pari a 6,5 GW, con 1,2 GW aggiuntivi di capacità in costruzione (Plenitude al 100%); capacita’ di bioraffinazione pari a 1,65 Mtpa (milioni di tonnellate all’anno), cui si aggiungono 0,5 mtpa il cui completamento meccanico e’ atteso entro la fine dell’anno; in fase di sviluppo un’ulteriore capacita’ di 1,5 mtpa (quota Enilive).
Per i risultati consolidati, rivista al rialzo la previsione annuale di flusso di cassa con un gearing (rapporto di indebitamento) proforma ai minimi storici: allo scenario aggiornato, il Cffo (cash flow from operations) adjusted e’ previsto ora pari a 16,5 mld euro riflettendo l’eccellente andamento industriale del business e rappresentando un miglioramento gestionale di 1,2 mld euro rispetto alla guidance iniziale e alle sensitivity del Gruppo; Capex lordi confermati a 7 mld di euro; capex netti previsti inferiori a 4,5 mld di euro. Il gearing proforma atteso al limite inferiore dell’intervallo del 10-15%.
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