Caro diario, oggi giovedì 22 ottobre registro gli interventi del ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, entrambi rivolti agli sviluppi relativi alle violenze avvenute durante le manifestazioni dello scorso fine settimana. Il primo è intervenuto a SkyTg24, e rispondendo a una domanda su nuove fattispecie create dall’ultimo decreto sicurezza in seguito ai disordini. “E’ vero che creiamo nuovi reati e inaspriamo le pene, ma siamo ‘costretti’ a farlo davanti a comportamenti nuovi, imprevisti e imprevedibili, che hanno un vuoto di tutela penale. Il nostro Codice risale al 1930, i 14 anni di oggi non sono certo paragonabili a quelli di centro anni fa”. Poi però ha aggiunto: ” Non sarebbe blasfemo abbassare l’età di imputabilità, ma non abbiamo alcuna intenzione di farlo, non ne abbiamo neanche parlato”.
Piantedosi invece ha voluto innanzitutto riferirsi ai possibili legami con la situazione francese e alle supposte interferenze russe sugli scontri. “Obiettivamente vi dico che non c’è ancora nessuna evidenza di legami con la Francia e con la Russia”, ha detto il ministro dell’Interno. “È emerso, anche dalle analisi che hanno fatto gli specialisti e anche appartenenti all’autorità giudiziaria, qualcosa di mai visto, mai visto al mondo. È un fenomeno assolutamente nuovo, inedito, insidiosissimo, molto fluido – ha aggiunto Piantedosi – che non ha un riferimento percepibile a quelle che sono organizzazioni tradizionali alle quali le forze di polizia si contrappongono di tipo antagonistico o quant’altro”.
E allora, caro diario, torno a insistere sulla mia riflessione di qualche giorno fa. Il fenomeno va studiato e approfondito sia in termini di ordine pubblico (come prevenirlo, come bloccarlo) sia in termini di studio sociale (perché avviene, come avviene, come spegnerlo). Finché questo non si farà, sarà facile assistere di nuovo a eventi come quelli di sabato scorso. Chiudo con le parole del Presidente Mattarella, che faccio mie: “Sui giovani serve visione ampia, non meschina sottovalutazione.”
Giorgio Cavalli
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