Notte di stelle, premi e forte impatto emotivo agli Emmy Awards. Tra i momenti più significativi della serata spicca la vittoria di Stephen Colbert, che si aggiudica il riconoscimento per il miglior programma varietà con il suo “The Late Show with Stephen Colbert”.
Un premio che assume un chiaro valore simbolico e suona come una sferzata a Donald Trump. Il Presidente USA, infatti, aveva attaccato duramente il conduttore, portando alla cancellazione dello show dopo undici anni di messa in onda. Sul palco, Colbert ha scelto di non toccare l’argomento, limitandosi a ringraziare autori e moglie senza fare alcun riferimento al tycoon.
L’apice dell’emozione è stato toccato con la consegna del premio umanitario Bob Hope a Michael J. Fox. L’attore, affetto dal morbo di Parkinson dall’età di 29 anni, ha trasformato la sua battaglia personale in una missione tramite la sua fondazione, capace di raccogliere oltre 3 miliardi di dollari per la ricerca. Oggi sessantacinquenne, Fox è stato accolto sul palco su una sedia a rotelle da una lunghissima e commossa standing ovation.
Sul fronte delle serie televisive, nessuna sorpresa tra le produzioni drammatiche. Si riconferma regina The Pitt, la serie targata Max ambientata in un pronto soccorso ospedaliero e già rivelazione nel 2025. Il suo interprete principale, Noah Wyle, si è aggiudicato la statuetta come miglior attore protagonista per una serie drammatica.
Le altre grandi interpretazioni della serata vedono il trionfo di Rhea Seehorn e Matthew Rhys. L’ex stella di Better Call Saul, 54 anni, ha conquistato visibilmente emozionata il suo primo Emmy come miglior attrice protagonista drammatica per Pluribus su Apple TV+, mentre Rhys si è imposto come attore protagonista per la serie The Beast in Me, trasmessa in Italia su Netflix.
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