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La Russia attacca un treno passeggeri e un distributore a 2 km dalla Polonia.

Le forze russe hanno colpito la locomotiva di un treno passeggeri nella regione della Volinia, al confine con la Polonia. Lo ha riferito Ukrzaliznytsia, la società ferroviaria nazionale ucraina, in un post su Telegram. “Per il secondo giorno consecutivo il nemico attacca la ferrovia. Oggi, nella regione di Volinia, a due chilometri dal confine con la Polonia, il nemico ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri. Il gruppo di monitoraggio ha avvertito in anticipo l’equipaggio del treno della minaccia e grazie a questo nessuno è rimasto ferito”, si legge nella nota.

Anche una stazione di servizio è stata colpita dalle forze russe. Lo riporta Ukrinform citando un post di Suspilne su Telegram. “Una stazione di servizio vicino a Yagodyn, al confine con la Polonia, è stata danneggiata a seguito di un attacco della Federazione Russa. A causa dei detriti caduti, i luoghi di una stazione di servizio e diversi camion parcheggiati nelle vicinanze hanno preso fuoco”, si legge. La portavoce della dogana della Volinia, Valentyna Chernysh, ha reso noto che durante il bombardamento aereo tutte le operazioni al confine sono state interrotte.

Un treno privato sul quale viaggiavano l’ex premier britannico Boris Johnson e diversi consiglieri europei per la sicurezza è stato evacuato durante un attacco di droni russi vicino al confine tra Ucraina e Polonia. Tutti sono rimasti illesi.
Il convoglio stava rientrando in Polonia dopo una conferenza sulla sicurezza a Kiev quando, intorno alle 5, si è fermato a causa di un allarme droni. Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, i controllori hanno svegliato una parte dei passeggeri, che sono stati fatti scendere temporaneamente. Poco dopo è stato dato il cessato allarme. A bordo si trovavano anche Gunter Sautter, uno dei più stretti consiglieri del cancelliere tedesco Friedrich Merz per la politica estera e di sicurezza, consiglieri britannici, francesi e italiani, parlamentari tedeschi, diplomatici e accademici. La delegazione aveva partecipato a Kiev alla riunione annuale della Yalta European Strategy, durante la quale rappresentanti occidentali avevano discusso con il governo del presidente Volodymyr Zelensky di possibili negoziati di pace con la Russia.
L’ex premier svedese Carl Bildt, anche lui sul treno, ha riferito che il convoglio immediatamente successivo è stato colpito da un drone russo. “Non era il nostro treno, ma quello che viaggiava pochi minuti dietro di noi, vicino al valico di frontiera”, ha dichiarato. “E’ stato evacuato mentre il drone si avvicinava e nessuno è rimasto ferito”.

Tusk: “escalation potrebbe coinvolgerci”

“Un drone russo ha colpito il territorio ucraino a soli 800 metri dal confine con la Polonia”. Lo ha dichiarato il premier polacco Donald Tusk, avvertendo che gli attacchi di Mosca “si intensificheranno” nelle prossime settimane e che l’”escalation” potrebbe coinvolgere anche la Polonia.

Zelensky: “Mosca è una minaccia comune”

I raid delle forze russe al confine con la Polonia dimostrano che la Russia è una minaccia comune. A lanciare l’allarme è stato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
“Tutti i servizi necessari stanno lavorando vicino al confine ucraino-polacco in Volinia, dove i russi hanno deliberatamente bruciato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di rifornimento con un attacco di droni”, ha scritto su Telegram. “Proprio affinchè questi attacchi non vadano oltre, verso l’Europa, ogni giorno combattono gli ucraini e le ucraine, danno la propria vita e non permettono all’aggressione di espandersi. Il terrorismo russo è una minaccia comune per molti, ma è certamente possibile e necessario sconfiggerlo in Ucraina”, ha assicurato.

Guerra in Ucraina, Modi e Xi si offrono mediatori

Il premier indiano Narendra Modi e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno dato al collega russo Vladimir Putin la loro disponibilità a mediare una soluzione del conflitto in Ucraina. Lo ha riferito il portavoce de Cremlino, Dmitri Peskov, a quanto riporta l’agenzia Tass. “Modi e Xi Jinping, nel corso dei loro contatti con Putin a margine del Brics, hanno attivamente offerto i propri servizi per favorire una soluzione della questione ucraina”, ha dichiarato.

Mosca non esclude un trilaterale a ottobre

La Russia non esclude la possibilità che a ottobre si tengano colloqui trilaterali sull’Ucraina. Lo ha annunciato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Sì, non escludiamo una tale possibilità”, ha detto rispondendo a una domanda su una possibile riunione Russia- Stati Uniti-Ucraina.

Gli Emirati pronti ad ospitare colloqui di pace

Il principe ereditario Khaled bin Mohammed bin Zayed Al Nahyan ha dato a Putin la disponibilità degli Emirati Arabi Uniti a fornire una piattaforma per negoziati sull’Ucraina. Lo ha riferito il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov. “Il principe ereditario di Abu Dhabi ha confermato a Putin che gli Emirati Arabi Uniti sono pronti a ospitare colloqui sull’Ucraina”, ha detto. E per la Russia, sarebbero “una sede pienamente accettabile per eventuali negoziati”, ha assicurato.

Kushner: “Accordo se Kiev accetta di cedere territori”

L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, ha affermato che per concludere un accordo che ponga fine alla guerra, manca solo l’ok dell’Ucraina a cedere i suoi territori entro i limiti richiesti dal leader russo Vladimir Putin. Lo rendono noto i media ucraini. Secondo il rappresentante dell’amministrazione statunitense, Washington ha già preparato la parte principale dell’accordo di pace, ma la sua firma è bloccata dalla riluttanza dell’Ucraina a fare concessioni territoriali allo Stato.

Tajani: “La Russia non farà guerra all’Occidente, non le conviene”

 “Non credo ci sarà una guerra, c’è una grande tensione, ma io credo che nessuno abbia intenzione di fare una guerra, anche la Russia non ha intenzione di fare alcuna guerra, perché saprebbe bene di perderla. Contro l’Occidente la Russia sarebbe sconfitta, quindi non credo che convenga alla Russia fare una guerra”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a Radio24 Mattina. Il titolare della Farnesina ha poi affrontato il tema della sicurezza marittima: “La missione europea Aspides, con una grande presenza italiana, continuerà ad andare avanti nella speranza di non dover intervenire, ma ci sarà un’azione di forte controllo, di forte protezione ai mercantili perché guai a bloccare il mercato mondiale e la libertà di navigazione”, ha detto, sottolineando che “già c’è una situazione complicata a Hormuz, evitiamo che ci sia anche a Bab el-Mandeb”.

Il ministro ha commentato anche l’attacco di droni russi contro il treno in Ucraina nei pressi del confine con la Polonia: “La Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente, bisogna sempre essere fermi ma senza perdere mai l’obiettività, la capacità di serietà, di mediazione, di dialogo, quindi fermi nella risposta”. “È chiaro che la Russia non può continuare con questa aggressività e mandare segnali all’Europa”, ha aggiunto Tajani. “Certamente non ci facciamo intimidire ma siamo sostenitori di una forte azione di pace e ci auguriamo che i colloqui si possano realizzare, tra tutti, magari con la mediazione americana o anche con la mediazione dell’India e della Cina”.

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