Scambio di colpi tra Iran e Usa e nuova escalation di tensioni in Medio Oriente. L’esercito degli Stati Uniti ha abbattuto, nella notte, due droni iraniani che minacciavano le navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz.
“Oggi le forze statunitensi in Medio Oriente hanno intercettato e distrutto due droni iraniani che rappresentavano una minaccia per il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz”, ha comunicato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) con un post su X, aggiungendo che le truppe americane restano pronte a difendersi da ogni aggressione da parte di Teheran.
Usa e Iran, il nodo dei beni congelati
Il segretario USA al Tesoro, Scott Bessent, intende mettere i beni iraniani congelati a disposizione degli Stati arabi del Golfo Persico per compensarli dei danni causati dagli attacchi di Teheran, passati e futuri. È quanto apprende Reuters da fonti ben informate. Bessent, prosegue Reuters, avrebbe chiesto ai suoi funzionari di valutare l’entità dei danni già subiti in modo da calcolare l’ammontare del possibile risarcimento.
Il Tesoro, riferisce un’altra fonte al New York Post, utilizzerà “tutti gli strumenti disponibili per consentire che tutte le risorse iraniane siano messe a disposizione dei nostri alleati del Golfo per sostenere la ricostruzione e le riparazioni per eventuali danni futuri causati dall’Iran”.
Ieri Mohsen Rezaei, un consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, aveva dichiarato alla Cnn che lo sblocco di beni iraniani congelati per 24 miliardi di dollari era uno dei punti cruciali della trattativa con gli USA.
Ancora scontri e scambio di accuse tra Israele e Libano, nove morti
A due giorni dall’annuncio della tregua tra Israele e Libano continuano tensioni e scontri tra i due Paesi del Medio Oriente. L’esercito di Beirut ha reso noto che diversi suoi soldati sono stati uccisi in un attacco israeliano contro un veicolo nel Sud del Paese. “Diversi militari, tra cui un ufficiale, sono stati uccisi in un barbaro raid israeliano contro un veicolo militare sulla strada Khardali-Nabatieh”, ha fatto sapere l’esercito in una nota pubblicata su X. In base alla tregua condizionata, Hezbollah dovrebbe cessare i suoi attacchi contro Israele e ritirarsi dalle zone vicino al confine, mentre l’esercito libanese dovrebbe dispiegarsi in nuove “zone pilota” nell’area, dove eserciterà il controllo esclusivo. Sempre a detta dell’esercito libanese le vittime del raid aereo sono un alto comandante, un altro ufficiale e un soldato.
L’attacco ha colpito un veicolo militare su una strada tra Kfar Tebnit e Khardali, nella zona di Nabatieh, “provocando la morte di due ufficiali, con il grado di generale di brigata e capitano, e di un soldato”, hanno reso noto le Forze Armate libanesi, citate dal Times of Israel. Ma non è finita qui perché almeno sei persone -secondo i media libanesi – sono morte e altre quattro sono rimaste ferite in un attacco israeliano al villaggio di Al-Saksakiyeh, nel Sud del Libano.
A stretto giro sull’accaduto è giunta la replica israeliana che ha ammesso di aver ucciso “per errore” i soldati libanesi. Nel dettaglio il veicolo colpito dal raid aereo è stato individuato mentre si muoveva “in modo sospetto” vicino alla città di Tebnit, all’interno di quella che l’esercito definisce una “zona di combattimento attiva”, precedentemente evacuata e dove, sempre secondo le autorità israeliane, vi erano indicazioni di attività del gruppo sciita.
L’esercito israeliano ha sostenuto che l’attacco è avvenuto dopo l’individuazione del veicolo e in risposta a una “minaccia concreta” di fuoco contro le sue truppe schierate nella zona, aggiungendo che l’operazione era diretta “contro Hezbollah e non contro l’esercito libanese. Le Forze di Difesa Israeliane stanno indagando sull’incidente e ne trarranno le dovute conclusioni”, conclude il comunicato. Gli attacchi israeliani sono proseguiti per tutta la notte e la mattinata di sabato nel Libano meridionale, con bombardamenti in quasi tutti i distretti, tra cui Nabatieh, Sidone, Tiro, Jezzine Marjayoun e Bint Jbeil. L’esercito libanese non partecipa alla guerra tra Israele e il gruppo sciita libanese Hezbollah, sebbene sia stato bersaglio di numerosi attacchi dall’inizio del conflitto.
Sul fronte diplomatico si è mosso il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che ha esortato il presidente libanese Joseph Aoun, il quale aveva chiesto a Teheran di smettere di “interferire” negli affari del suo Paese, a “salvare” il Libano dal suo “vero nemico”, Israele. “A giudicare dalle dichiarazioni di Aoun, si potrebbe pensare che l’Iran abbia occupato un quinto del Libano, sfollato un quarto della popolazione libanese e bombardato quotidianamente il Paese. Se il Libano fosse una merce di scambio per l’Iran, avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Salvi il Libano dal suo vero nemico, signor presidente”, ha scritto Araghchi su X.
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