E-lezioni di geografia…

Tempo di elezioni in giro per il mondo, piccole e grandi, da noi e altrove. Iniziamo con le nostre amministrative.

Seggi aperti per il secondo turno delle elezioni comunali. Oggi dalle 7 alle 15 si torna al voto per i ballottaggi in quarantadue comuni sopra i 15mila abitanti. Tra questi ci sono anche sei capoluoghi: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Si vota per il primo turno anche in 148 comuni della Sardegna dove sono chiamati al voto 400mila cittadini.

Alle ore 23 di domenica è stato del 39,79% il dato dell’affluenza ai seggi. Secondo quanto pubblicato sul sito Eligendo, l’affluenza nelle 1.212 sezioni è in calo di circa 7 punti percentuali (46,56%) rispetto alla stessa ora del primo turno.

Alle ore 23 di ieri è stato del 46,45% il dato dell’affluenza ai seggi per il primo turno delle elezioni comunali in Sardegna, in crescita di oltre 2 punti percentuali rispetto al 44,20% della precedente tornata. Lo riporta il sito Eligendo del ministero dell’Interno.

Guardando ai risultati del primo turno i candidati espressione del centrodestra partono in vantaggio a Lecco (con Filippo Boscagli) a Macerata (con Sandro Parcaroli) e a ad Arezzo (con Marcello Comanducci).

Il centrosinistra dal canto è ‘avanti’ ad Agrigento (con Michele Sodano), a Trani (con Marco Galiano) e a Chieti (con Giovanni Legnini).

Fari puntati non solo sui capoluoghi. Spicca, ad esempio, la sfida di Viareggio dove, ai blocchi di partenza, è testa a testa tra Sara Grilli (centrodestra) e Federica Maineri (centrosinistra)

Perù, Keiko Fujimori verso la vittoria nelle presidenziali

In Perù, la candidata di destra Keiko Fujimori si sta affermando come la probabile vincitrice delle elezioni presidenziali in Perù, avendo ottenuto il 52,67% dei voti validi con il 50% delle schede scrutinate, contro il 47,32% del suo rivale al ballottaggio, il candidato di sinistra Roberto Sánchez.

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In Perù in vantaggio la candidata di destra Fujimori

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Con lo spoglio ufficiale che si avvicina alla metà, il distacco tra i due candidati è di 5,35 punti percentuali, con Fujimori che ha ottenuto 5.180.829 voti e Sánchez 4.654.882.

Nonostante il vantaggio mostrato dai dati riportati dall’Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali (ONPE), le proiezioni delle società di sondaggi Ipsos e Datum, basate su un campione rappresentativo di seggi elettorali, indicano un sostanziale pareggio, con un leggero vantaggio per Sánchez.

Si conferma il trend degli exit poll

Si conferma così il trend emerso nei primi minuti dopo la chiusura delle urne chiuse con gli exit pool che davano in leggero vantaggio Fujimori rispetto al suo avversario di sinistra. Una tendenza che si è consolidata nelle ore successive con lo spoglio delle schede.

La ‘Primera Dama’ verso la vittoria nelle presidenziali

Keiko Fujimori è la primogenita di Alberto Fujimori, presidente e dittatore del Perù tra il 1990 e il 2000. Dopo il divorzio dei genitori nel 1994 ha assunto il ruolo formale di ‘Primera Dama” del Perù a soli 19 anni, accompagnando il padre negli appuntamenti ufficiali. Keiko Fujimori è leader del partito Forza Popolare che incarna l’ideologia del “fujimorismo”, un mix tra populismo di destra, conservatorismo e liberismo economico.

Fujimori si è candida per la quarta volta consecutiva a guidare il Perù dove si sono succeduti otto presidenti negli ultimi 10 anni. In cima alla preoccupazione dei cittadini c’è il deterioramento della sicurezza. L’espansione dell’influenza della criminalità organizzata attraverso estorsioni e omicidi mirati ha fatto infatti scendere la corruzione e lo stato dell’economia al secondo e al terzo posto tra le preoccupazioni dei peruviani.

Sanchez, ex ministro del Commercio Estero del presidente Pedro Castillo, punta invece sulla giustizia sociale e un maggiore intervento statale in settori strategici come il gas naturale e l’industria mineraria, con una maggiore supervisione sulle grandi aziende. In materia di sicurezza, Sanchez sostiene che le gang non possono essere sconfitte solo con la forza ma anche con la creazione di opportunità economiche per i ceti più deboli.

Un elemento centrale del programma di Sanchez è la creazione di un’Assemblea Costituente che sostituisca la Carta del 1993, promulgata durante la presidenza di Alberto Fujimori. Durante i comizi e le apparizioni televisive, Sanchez ha spesso indossato il ‘sombrero chotano’, il tradizionale cappello contadino associato all’ex presidente Castillo, attualmente in carcere, nel tentativo di conquistare il voto degli elettori rurali e indigeni.

Pashinyan vince le elezioni in Armenia

Il partito al governo del primo ministro Nikol Pashinyan ha vinto le elezioni parlamentari in Armenia, secondo i primi risultati pubblicati in mattinata. Secondo la Commissione elettorale centrale, i risultati dopo lo spoglio di tutti i seggi mostrano che il partito Contratto Civile di Pashinyan è in testa davanti all’alleanza Armenia Forte del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan, rispettivamente con il 49,8% e il 23,3% dei voti.

Anche altre due forze di opposizione – l’alleanza “Armenia” dell’ex presidente Robert Kocharyan e il partito Armenia Prospera – hanno superato la soglia elettorale per entrare in parlamento, ottenendo rispettivamente il 9,9% e il 4% dei voti. L’affluenza è stata del 59%, ha reso noto la commissione.

Pashinyan ha salutato la “vittoria storica” del suo partito che garantirà l’eternità e lo sviluppo dell’Armenia. Si è impegnato a continuare il percorso di riavvicinamento con l’Occidente sviluppando allo stesso tempo le relazioni dell’Armenia con la Russia. Il suo avversario Karapetyan ha definito le elezioni “vergognose” e ha denunciato violazioni e repressione, affermando che decine di membri dello staff della sua campagna elettorale sono stati arrestati. Il comitato investigativo armeno ha affermato di aver aperto 59 procedimenti penali per presunte violazioni elettorali, compreso il voto multiplo, e di aver arrestato nove persone.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si congratula con il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, che ha vinto le nuove elezioni parlamentari nel Paese. “Caro Nikol Pashinyan, congratulazioni per la tua vittoria elettorale. Lo spirito della Rivoluzione di velluto che hai guidato nel 2018 è vivo e vegeto”, ha scritto von der Leyen su X. “Valutiamo profondamente la nostra partnership con un’Armenia democratica che si sta avvicinando sempre di più all’Europa. L’Armenia può contare su di noi”, ha aggiunto.

Massimiliano Orfei

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