Non si ferma l’ondata di allarmi bomba coordinati che sta paralizzando il traffico aereo internazionale. Stando a quanto riferito dal Guardian, sono almeno otto i voli europei colpiti nelle ultime ore da minacce e segnalazioni anonime. L’emergenza si fa ancora più pesante per l’Italia: oltre al volo Milano-Varsavia dirottato in Austria e ai due aerei diretti a Roma, fonti qualificate confermano altri due allarmi bomba su voli arrivati a Milano Malpensa.
Oltre al dirottamento a Vienna del volo Wizz Air partito dallo scalo varesino, si apprende che la massima allerta ha interessato altri due aerei atterrati a Malpensa:
- Aegean Airlines (volo A3552): partito da Salonicco e atterrato a Malpensa alle 9:33, finito sotto procedura di bonifica per una segnalazione d’ordigno.
- Ryanair (volo FR8953): partito da Porto e atterrato a Malpensa alle 10:22, anch’esso isolato in pista per i controlli di sicurezza degli artificieri.
Secondo le ricostruzioni della testata britannica, la scia di allarmi ha interessato aerei di varie compagnie tra le 9:55 e le 11:00:
- Aer Lingus (volo EI-DEH / EI402) Dublino – Roma (9:55): intercettato dai caccia militari francesi e dirottato d’urgenza ad Évreux, in Normandia, per controlli a terra.
- Wizz Air (volo W46387) Milano Malpensa – Varsavia (10:52): dirottato su Vienna, in Austria, dopo la minaccia ricevuta durante il volo.
- Finnair (volo AY1761) Helsinki – Roma Fiumicino (10:52): atterrato regolarmente nella Capitale alle 9:30 e subito sottoposto a bonifica da parte degli artificieri.
- Ryanair (volo FR1730) Londra Stansted – Sofia (10:45): dirottato a Plovdiv, in Bulgaria.
- Ryanair (volo FR6410) Madrid – Sofia (10:45): oggetto di segnalazione di sicurezza.
- Ryanair (volo FR3606) Copenaghen – Sofia (10:45): finito sotto allarme durante il sorvolo.
- Lot Polish Airlines (volo LO235) Varsavia – Bruxelles (10:48): interessato da un allarme d’emergenza.
- Finnair (volo AY1471) Helsinki – Vienna (11:00): sottoposto ai protocolli di sicurezza previsti per minaccia di bomba.
Tra gli episodi più critici per l’Italia c’è quello del volo Wizz Air decollato da Milano Malpensa e diretto a Varsavia-Okcie, costretto all’atterraggio d’emergenza nello scalo austriaco.
Il vettore ha precisato come la scia di intimidazioni stia investendo l’intero settore: “Wizz Air non è l’unico vettore a essere stato preso di mira: anche altre compagnie hanno ricevuto minacce che hanno comportato il dirottamento dei voli e l’attivazione dei relativi controlli di sicurezza”.
Massima tensione negli scali italiani e francesi. A Fiumicino, l’aereo Finnair proveniente da Helsinki è stato subito isolato in pista per consentire agli artificieri della Polizia di Stato di effettuare le operazioni di bonifica e ispezione dei bagagli.
Parallelamente, sui cieli francesi si è alzato in volo l’allarme per l’Aer Lingus partito da Dublino e diretto a Fiumicino: l’Aeronautica militare di Parigi ha inviato i propri caccia intercettori per scortare l’aeromobile fino alla base aerea di Évreux, dove il velivolo è stato isolato per le bonifiche.
Iran, tre navi in fiamme a Hormuz
Ancora tensioni nello Stretto di Hormuz da cui transita il 20 per cento del petrolio mondiale. In Iran, le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato che due petroliere e un rimorchiatore hanno preso fuoco dopo aver urtato mine navali a Hormuz, sostenendo che le imbarcazioni stessero tentando di percorrere una “rotta non autorizzata” attraverso questo passaggio strategico.
Intanto la Corea del Sud annuncia l’invio della Marina nello Stretto conteso tra Teheran e gli Stati Uniti. Il ministero della Difesa coreano manderà a Hormuz velivoli da pattugliamento marittimo oltre a una squadra specializzata nella neutralizzazione di ordigni esplosivi nelle acque vicine allo Stretto.
La missione si unisce agli sforzi della comunità internazionale per ripristinare la libera navigazione a Hormuz, teatro di un perenne braccio di ferro tra il regime degli ayatollah e Washington. La Corea del Sud ha inoltre confermato che il governo ha deciso di estendere l’area operativa dell’unità navale “Cheonghae”, impegnata in attività anti-pirateria e attualmente dislocata nelle acque a sud dell’Oman, in prossimità dello Stretto.
Il passaggio nello Stretto continua ad essere pieno di rischi. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa statale Irna, le forze iraniane hanno riferito che, nella notte tra mercoledì e giovedì, una grande petroliera — che navigava sotto una bandiera non specificata — ha urtato una mina e ha preso fuoco mentre “tentava di attraversare un canale illegale situato a sud dello Stretto”.
Inoltre, in un “episodio separato”, una seconda imbarcazione — che stava “cercando di deviare dalla rotta designata” a est dello Stretto — è rimasta “immobilizzata da un grave incendio”. Secondo Teheran, anche un rimorchiatore, inviato per spegnere le fiamme, ha preso fuoco. Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato di mantenere un “saldo controllo sullo Stretto di Hormuz” e hanno accusato gli Stati Uniti di “istigare le imbarcazioni a commettere violazioni e ad attraversare passaggi minati”; una condotta che, secondo i militari iraniani, “porterà solo a maggiori perdite finanziarie e sconfitte politiche” per Washington e i suoi “alleati regionali”.
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