Mio caro diario

Giorgetti contro tutti. O tutti contro Giorgetti, fai tu, caro diario. I partiti della maggioranza, soprattutto Lega e Forza Italia, stanno stalkerando il ministro dell’Economia per fargli modificare la legge di bilancio. Diversi ministri si sono lamentati per alcune misure che, secondo loro, non sarebbero state concordate. Anche le Regioni chiedono risorse, invitando governo e Parlamento a indirizzare ogni euro disponibile per il Fondo sanitario nazionale. Ma Giorgetti ha più volte ribadito che “la coperta è corta”, e che resta il problema delle coperture finanziarie.

Le elezioni di Midterm. Giorgia Meloni si dice convinta che siano carovita e aumento dell’inflazione le ragioni della sconfitta di Trump. Da qui non è difficile immaginare i timori per le prossime elezioni politiche italiane, anche se Fratelli d’Italia respinge qualsiasi parallelismo tra la situazione americana e la nostra.

Una buona notizia. Il Senato ha approvato in via definitiva all’unanimità il disegno di legge sul cinema. La finalità della legge, (la prima firmataria è la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, oggi presente in tribuna a Palazzo Madama con il regista Pupi Avati), è quella di disciplinare il settore del cinema e dell’audiovisivo quale componente fondamentale del patrimonio culturale nazionale e strumento di promozione della cultura italiana. Si tratta di innovazione tecnologica e dello sviluppo dell’intera filiera della produzione, distribuzione, esercizio, conservazione e diffusione delle opere cinematografiche e audiovisive, del rafforzamento della competitività del sistema economico e del mercato del lavoro. Lo Stato assicurerà dal canto suo la stabilità normativa, la certezza dei procedimenti, il pluralismo culturale, la sostenibilità industriale e la tutela delle professionalità coinvolte.

Giorgio Cavalli

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