Serena Mollicone, una Ris-posta all’assoluzione

Le tracce di legno, colla e resina trovate sui nastri adesivi che avvolgevano il capo di Serena Mollicone presentano caratteristiche chimiche compatibili con quelle dei materiali rilevati sulla porta sequestrata nella caserma dei carabinieri di Arce. Lo ha riferito in aula il luogotenente del Ris Rosario Casamassima, ascoltato durante la decima udienza del processo d’Appello bis per la morte della studentessa. “Il complesso delle indagini condotte supporta l’ipotesi che la porta in sequestro sia la superficie con la quale ha impattato”, ha detto il tecnico, illustrando gli accertamenti chimico-analitici e gli esperimenti condotti con una parrucca per verificare la formazione delle tracce.

Casamassima ha richiamato anche il ritrovamento di cinque frammenti di legno tra i nastri adesivi e i capelli della vittima, escludendo, sulla base delle analisi illustrate, elementi indicativi di una contaminazione accidentale.

Nel corso della deposizione sono state esaminate anche tracce di vernice bianca con punteggiature di ruggine, messe in relazione con campioni prelevati nell’alloggio. Il luogotenente ha inoltre avuto un confronto con Lavorino, ribadendo la natura tecnica e imparziale del proprio lavoro.

Consuelo Mollicone è difesa dagli avvocati Sandro Salera e Anthony Iafrate; Antonio Mollicone dall’avvocato Dario De Santis; Armida Mollicone è rappresentata dall’avvocata Federica Nardoni. Franco, Annamaria e Marco Mottola sono difesi dagli avvocati Germani, Di Giuseppe e Quadrini.

Le risultanze degli accertamenti saranno valutate dalla Corte insieme agli altri elementi processuali.

Rispondi