Caro diario. Oggi mercoledì 28 ottobre non mi occuperò di politica. O forse sì. Quello che mi preme registrare oggi sono tre processi diversi per omicidio, uno appena terminato, uno in corso e l’ultimo appena cominciato. Omicidi contro donne. Femminicidi, come certifica la legge da poco varata dal governo. Tre casi agghiaccianti, tre femminicidi compiuti da uomini di tre diverse culture, il che certifica come questo orribile fenomeno sia frutto di una sottocultura che forse facciamo fatica a riconoscere.
Cominciamo dall’assassino più giovane. La Corte d’Assise del tribunale di Roma (presidente Antonella Capri) ha condannato all’ergastolo Mark Samson, per il femminicidio di Ilaria Sula. La studentessa di 22 anni di statistica all’Università La Sapienza fu uccisa a coltellate il 25 marzo del 2025 da Samson. reo confesso. Una sentenza che ha confermato tutti i capi di imputazione esattamente come sono stati formulati dalla procura.
Maria Perna, la magistrata titolare del fascicolo, ha riferito in aula: “Samson è reo confesso solo perché è stato messo di fronte alle sue responsabilità; ha ammesso circostanze solo quando è stato messo di fronte al fatto compiuto”. La madre dell’assassino, Leonora Soleman Manlapaz, ha patteggiato due anni di reclusione perché accusata di concorso in occultamento di cadavere aggravato dal nesso teleologico.
Con le costituzioni di parte civile è entrato invece nel vivo il processo in corte d’assise, a Roma, a carico di un altro assassino, il 45enne Claudio Agostino Carlomagno, accusato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, nonché di occultamento e vilipendio del cadavere della sua ex moglie, Federica Torzullo, di quattro anno più giovane. Il corpo della donna, martoriato con 23 coltellate, è stato ritrovato il 18 gennaio scorso ad Anguillara Sabazia, sotterrato dietro la sede dell’azienda dell’imputato, oggi presente in aula e difeso dall’avvocato Andrea Miroli. Carlomagno ha confessato il delitto, compiuto nella villetta, dove la coppia abitava con il figlio di 10 anni, una decina di giorni prima che venisse ritrovato il cadavere. Il movente? Un classico: la vittima voleva definitivamente porre fine alla relazione, e Carlomagno avrebbe dovuto lasciare la villa di Anguillara, mentre il piccolo sarebbe stato affidato in maniera esclusiva alla madre.
Infine, il terzo assassino. La Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Francis Kaufmann per l’omicidio di Villa Pamphili, che vede imputato il 47enne originario della California per il duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, ritrovate senza vita nel parco pubblico romano.
I pm titolari dell’inchiesta contestano all’imputato il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere.
Ci sono una serie di elementi, secondo l’accusa, che dimostrano che Francis Kaufmann è una persona lucida, un narcisista patologico ma che certamente è capace di intendere di volere. La sentenza è prevista il 5 novembre.
Giorgio Cavalli
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