Un cessate il fuoco, annunciato da Melania Trump, è iniziato all’alba ad Olesky, una città isolata nel sud dell’Ucraina, sotto occupazione russa e alle prese con gravi carenze di beni di prima necessità. Ma malgrado la tregua circoscritta – accettata da entrambe le parti in un clima di riavvicinamento tra Vladimir Putin e Donald Trump – i bombardamenti non sono cessati: entrambi i fronti hanno riferito di attacchi avvenuti durante la notte, tra cui diverse raffiche di missili balistici dirette verso Kiev.
A Olesky, dove gli abitanti rimasti intrappolati sono privi di cibo e medicinali da diverse settimane, Kiev e Mosca hanno confermato la sospensione dei combattimenti, avvenuta come previsto alle due del mattino. La first lady statunitense aveva annunciato ieri questa misura localizzata per agevolare l’invio di aiuti umanitari. Aveva inoltre dichiarato che i residenti intenzionati ad allontanarsi avrebbero ricevuto assistenza coordinata e la disponibilità di mezzi di trasporto “verso la destinazione da loro scelta”.
Accuse incrociate tra Kiev e Mosca
Kiev accusa la Russia di voler favorire lo spostamento delle persone verso i territori sotto il proprio controllo. Mosca smentisce: il ministero della Difesa russo ha fatto sapere che le proprie truppe avrebbero condotto una “ricognizione tecnica” sul campo, al fine di mettere in sicurezza un corridoio, garantire la consegna di aiuti umanitari e consentire l’evacuazione dei civili. Mosca ha inoltre affermato che la maggior parte degli abitanti che desideravano partire lo ha già fatto; la popolazione di Olesky – colpita da gravi inondazioni nel 2023 in seguito all’esplosione di una diga, che secondo Kiev è stata causata dalla Russia – è passata da circa 24mila residenti agli attuali duemila circa.
Situata lungo il fiume Dnipro, che segna la linea del fronte nella regione meridionale di Cherson, Olesky è finita sotto occupazione russa fin dalle prime settimane dell’invasione su larga scala avviata nel febbraio 2022. La città dista meno di 10 chilometri in linea d’aria da Kherson, il capoluogo regionale, riconquistato dall’esercito ucraino durante una controffensiva nel novembre 2022. Olesky e i suoi ultimi abitanti vivono in una condizione di estremo isolamento: la città è costantemente minacciata da droni esplosivi – sia russi che ucraini – che prendono di mira i veicoli, mentre le strade che vi conducono sono minate. Secondo alcuni ex residenti, questa situazione ha causato, nelle ultime settimane, gravi carenze di generi alimentari e medicinali. Ucraina e Russia si accusano a vicenda di ostacolare la consegna di viveri e le operazioni di evacuazione.
L’operazione avviene in un contesto di riavvicinamento tra il presidente Trump e la Russia. Il Cremlino si è dichiarato aperto a ulteriori tregue umanitarie di questo tipo, sottolineando tuttavia che i negoziati previsti per novembre tra Mosca, Kiev e Washington non comporteranno alcun rallentamento delle operazioni militari.
Missili su Kiev: colpito il Ponte Sud
A Kiev, in stato di allerta quasi permanente, ieri attacchi russi hanno ucciso una persona vicino a un supermercato e danneggiato strutture mediche; in seguito, alle prime luci dell’alba, una nuova salva di missili balistici si è abbattuta sulla capitale, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che è stato colpito il Ponte Sud, con danni alle infrastrutture della metropolitana che hanno reso necessaria la sospensione parziale del servizio.
Attacchi a Kharkiv e l’appello di Zelensky
I russi hanno lanciato attacchi anche a Kharkiv, uccidendo due persone. A confermarlo, il sindaco Igor Terekhov, in un post su Telegram ripreso da Ukrinform. Gli attacchi al distretto di Novobavarsky, aggiunge il primo cittadino, hanno danneggiato palazzi residenziali, case private e automobili. Oltre alle due vittime, sono stati registrati anche quattro feriti. Oleh Syniehubov, capo dell’Amministrazione regionale militarie di Kharkiv, sui social ha precisato che nell’attacco missilistico sono stati feriti due uomini di 61 e 77 anni, una donna di 60 anni e una ragazza di 17 anni. “È importante che i nostri partner comprendano che l’Ucraina ha bisogno di strumenti concreti per distruggere i lanciatori di missili balistici russi”, ha dichiarato Volodymyr Zelensky, sollecitando la rapida attuazione di “accordi politici”.
I raid russi e gli attacchi ucraini con i droni
Il ministero russo della Difesa ha reso noto di aver preso di mira, durante la notte, aziende del complesso militare-industriale legate alla produzione di droni e missili da crociera, infrastrutture di trasporto a Kiev e imbarcazioni “utilizzate nell’interesse delle forze armate ucraine”. Nei territori ucraini sotto occupazione, un autobus che viaggiava da Mosca verso la Crimea annessa è stato colpito da un drone ucraino, causando un morto e 31 feriti, secondo quanto riferito da Evgueni Balitski, il governatore insediato dalla Russia. Inoltre, in Russia, attacchi di droni hanno provocato due vittime nelle regioni di confine di Brjansk e Belgorod, stando a quanto comunicato dalle autorità locali.
Rispondi