Nuova escalation tra Russia e Ucraina. Kiev ha ripreso gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe. Il divieto su questi raid è stato revocato a causa della “pericolosa” interruzione nella trasmissione di intelligence e delle limitazioni all’utilizzo di Starlink durante i massicci bombardamenti da parte di Mosca. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista al Financial Times.
Un incendio è divampato in una raffineria di petrolio in seguito a un massiccio attacco di droni nella regione russa di Ryazan, ha riferito il governatore locale Pavel Malkov. “Durante la notte e questa mattina, la nostra regione è stata oggetto di un massiccio attacco di droni. Si è verificato un incendio all’interno di una raffineria di petrolio”, ha fatto sapere il politico. “Inoltre, un magazzino e diversi veicoli sono stati danneggiati in un altro impianto a Ryazan”, ha scritto il governatore sul suo canale Telegram. Secondo le informazioni preliminari, non si registrano vittime. L’entità dei danni materiali è attualmente in fase di valutazione. I servizi di emergenza sono al lavoro sul posto.
“Il divieto è stato revocato. Ne abbiamo abbastanza”, ha tuonato Zelenski. Secondo il leader di Kiev, l’Ucraina non ha colpito il settore energetico russo per tre giorni per soddisfare i desideri di Washington. La Russia, nel frattempo, ha però continuato ad attaccare impianti energetici ucraini e ha ucciso più di 100 civili nell’ultima settimana”.
Intanto bombe e missili russi colpiscono senza sosta l’Ucraina (infrastrutture e abitazioni civili) mentre Kiev rimane scoperta sul fronte dell’intelligence dopo le restrizioni al servizio satellitare Starlink gestito da Space X, la società di Musk.
Attacco della Russia su Dnipro
Due persone sono morte e cinque (compreso un bambino) sono rimaste ferite nel distretto di Dnipro, in Ucraina, a causa di attacchi russi che hanno colpito alcune abitazioni. Lo riporta il Kiev Independent, che spiega come le due vittime si trovavano in una casa privata nella comunità di Novooleksandrivka. Colpite anche case a Pavlohrad, città in cui le autorità stanno ancora verificando se ci sono feriti o morti.
La regione di Dnipro è stata bersaglio di ripetuti attacchi russi negli ultimi giorni: il 10 ottobre, un bambino di 11 anni è stato ucciso e altre cinque persone sono rimaste ferite.
Tre persone uccise dai missili russi nell’Ucraina centrale
La Russia ha lanciato un massiccio attacco aereo contro la città ucraina di Kropyvnytskyi, nell’Ucraina centrale, uccidendo almeno tre persone e ferendone altre sei. Lo riporta il Kiev Independent. Kropyvnytskyi, è spiegato, è il capoluogo dell’oblast di Kirovohrad, in Ucraina, e conta circa 220mila abitanti.
Il governatore Andrii Raikovych ha parlato di un attacco “intenso”, iniziato nella tarda serata del 14 ottobre, che ha colpito infrastrutture logistiche e di trasporto, oltre a stabilimenti industriali della zona.
Cinque delle persone ferite sono state ricoverate in ospedale.Il governatore non ha specificato quali obiettivi siano stati colpiti in città. L’entità complessiva dei danni è ancora da definire. Poco prima della dichiarazione di Raikovych, l’aeronautica militare ucraina aveva diramato un “allarme rosso” per Kropyvnytskyi, a causa della minaccia rappresentata da droni russi ad alta velocità e dotati di motori a reazione presenti nella regione.
Musk chiede le dimissioni di Zelensky
Dopo le notizie sulle limitazioni nell’uso militare in Ucraina di Starlink, il miliardario Elon Musk ha chiesto le dimissioni del presidente Volodymyr Zelensky. Musk lo ha chiesto rilanciando un post su X in cui si sostiene che il leader di Kiev non voglia la fine del conflitto, poiché questo lo costringerebbe ad affrontare delle elezioni, con il rischio di perdere il potere. “E così il massacro continua. È giunto il momento che Zelensky se ne vada”, ha scritto Musk su X.
Gli Stati Uniti chiedono all’Europa di sbloccare i beni russi congelati
L’avvicinamento tra Russia e Usa segna un altro passo in avanti. Lo rivela il Financial Times. Gli Stati Uniti avrebbero proposto ai Paesi europei di sbloccare una parte dei beni sovrani russi congelati dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca e di trasferirli in un fondo sotto la supervisione di Washington, nel tentativo di rilanciare i negoziati di pace. Lo riporta il quotidiano britannico, che cita come fonti “quattro persone informate sulla questione”.
L’ipotesi, scrive il Financial Times, è stata avanzata durante i colloqui tenuti la scorsa settimana a Miami tra i negoziatori per la pace americani e i rappresentanti di Ucraina, Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e Nato. Gli Stati Uniti hanno suggerito diverse possibili modalità per sbloccare i beni, tra cui il trasferimento in un nuovo veicolo finanziario appositamente costituito e sottoposto alla supervisione di Washington.
Le modalità dell’eventuale sblocco la destinazione delle somme sono ancora oggetto di confronto. I rappresentanti europei, scrive ancora il Ft, hanno respinto il piano, presentato dall’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero di Trump.
La proposta, riporta il quotidiano, “ha tuttavia suscitato forte preoccupazione nelle capitali europee e a Kiev, sollevando interrogativi sulle intenzioni degli Stati Uniti e sul loro approccio, nettamente diverso, rispetto alle pressioni esercitate su Mosca affinché ponga fine all’invasione dell’Ucraina”.
Trump sull’Iran: “I loro leader sono morti. Non so più con chi trattare”.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato a parlare dell’Iran, dicendo di essere andato “troppo oltre”. “I loro leader sono morti. Questo è uno dei problemi. Forse mi sono spinto troppo oltre. Non so con chi diavolo trattare. Probabilmente sono andato troppo oltre. Mi dispiace”, ha detto parlando in Arizona.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato di aver distrutto un veliero affiliato all’Iran “che svolgeva attività di sorveglianza e prendeva di mira navi della Marina statunitense nel Golfo dell’Oman”. “I membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo prima che il veliero venisse distrutto. Le operazioni di rimpatrio sono in corso”, si legge in un post, che aggiunge che l’incidente è avvenuto il 6 ottobre. “Negli ultimi sette mesi, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha continuato a prendere di mira indiscriminatamente migliaia di marinai civili che transitavano nelle acque regionali”. Il post era accompagnato da un video che sembra mostrare il CENTCOM mentre prende di mira l’imbarcazione.
Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che la vera causa dell’aumento dei prezzi a livello mondiale è la crisi dello Stretto di Hormuz, innescata dagli attacchi contro l’Iran guidati da Stati Uniti e Israele. “Lo Stretto di Hormuz è la vera ragione dell’aumento dei prezzi”, ha dichiarato Zelensky intervenendo al talk show britannico Piers Morgan Uncensored. “Tutto il mondo lo capisce in modo assolutamente chiaro. Al cento per cento, nemmeno al 90%”, ha aggiunto.
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Teheran non cerca una guerra senza fine né negoziati prolungati con gli Stati Uniti, ma che combatterà finché le sue richieste non saranno soddisfatte. In un discorso televisivo, Ghalibaf ha affermato che l’Iran intende negoziare per creare una “deterrenza sostenibile”, secondo quanto riportato dall’emittente statale IRIB.
Separatamente, in un post sui social media, ha affermato che tutte le scadenze fissate dal governo statunitense, compresa la campagna di pressione economica sull’Iran, sono state superate e che la Repubblica islamica è ancora operativa. Ha ironicamente proposto che al Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent venga conferito il Premio Nobel per la Fisica, affermando che le sue previsioni sugli esiti delle pressioni americane hanno dimostrato l’insensatezza del concetto di tempo.
Rispondi