Raid News 24

“Con l’Iran è in corso un dialogo costruttivo e gli Stati Uniti non attaccheranno di nuovo di certo prima delle elezioni di medio termine”. Ad assicurarlo è stato il presidente americano Donald Trump. “Stiamo avendo discussioni produttive con la Repubblica Islamica dell’Iran”, ha scritto su Truth. “Voglio chiarire a tutti che mentre l’Iran è in pessime condizioni, sia economicamente sia militarmente, e mentre il blocco rimarrà pienamente in vigore ed efficace – con il petrolio che scorre in numero record di barili attraverso lo Stretto di Hormuz (22 milioni di barili, ieri sera solo, senza un barile proveniente o diretto in Iran!) – non attaccheremo l’Iran in nessun momento prima delle elezioni di medio termine che si terranno negli Stati Uniti il 3 novembre”, ha spiegato. “L’Iran non avrà un’arma nucleare”, ha ribadito.

Teheran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio né cederà le sue scorte, nonostante le pressioni e le minacce degli Stati Uniti. Lo ha ribadito, riporta Al Jazeera, il responsabile iraniano per l’energia atomica, Mohammad Eslami. “Ancora una volta, la questione dell’arricchimento dell’uranio è stata sollevata e si è detto che dovrebbe essere inserita nell’agenda dei negoziati. Ma l’arricchimento è parte integrante del processo nucleare”, ha affermato Eslami. “Persino gli americani hanno fatto della tecnologia nucleare una priorità nei loro documenti di sviluppo nazionale, sicurezza nazionale e difesa nazionale”, ha aggiunto il funzionario iraniano, “quindi queste affermazioni sono inganni e menzogne”.

D’altro canto, nonostante le rassicurazioni del presidente americano sul fatto che gli Stati Uniti non attaccheranno prima del voto di Midterm, Il Pentagono starebbe elaborando un nuovo piano di attacco contro l’Iran. Lo riporta il New York Times, citando funzionari anonimi dell’amministrazione americana. Il quotidiano afferma che tre portaerei saranno presto dispiegate in Medio Oriente. Il Pentagono starebbe inoltre elaborando piani per colpire depositi di missili e droni in Iran, nonché altri obiettivi militari e del settore energetico nel Paese.

Negli ultimi mesi, il Pentagono e il team di sicurezza nazionale di Donald Trump avrebbero presentato al presidente cinque proposte relative a un’operazione militare su larga scala contro l’Iran o il movimento ribelle yemenita Ansar Allah (Houthi). Secondo l’articolo, Trump le avrebbe respinte tutte.

Allo stesso tempo, molti funzionari della cerchia ristretta di Trump ritengono che un’operazione militare contro l’Iran non avrà alcun effetto sui piani di Teheran. Alcuni di loro sono convinti che la politica di pressione economica sull’Iran alla fine produrrà i suoi risultati, ma che servirà ancora tempo per costringere Teheran a fare concessioni significative.

Rispondi