Raid News 24

In Ucraina nelle ultime 24 ore sono 150 civili sono rimasti uccisi o feriti. Lo ha riferito il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, condannando gli attacchi contro le principali città ucraine.

Gueterres ha anche espresso preoccupazione per l’aumento degli attacchi ucraini sul territorio della Federazione Russa. Nei bombardamenti sono stati colpiti anche un ospedale e infrastrutture energetiche.

Ci sono cinque bambini tra i 28 morti degli attacchi di ieri in Ucraina. Almeno venti abitanti di un condominio sono stati uccisi nel bombardamento di un edificio di cinque piani a Priluki, nella regione di Chernihiv.

Raid russo su un autobus a Kramatorsk, almeno 12 morti

Almeno dodici persone sono rimaste uccise in un attacco russo contro un autobus a Kramatorsk, città chiave del fronte orientale ucraino. Lo hanno reso noto le autorità locali e la procura nazionale. “Secondo le prime informazioni, 12 persone sono rimaste uccise e altre 14 ferite. Il bilancio delle vittime e dei feriti potrebbe aggravarsi”, ha annunciato la procura ucraina sui social media.

Al momento non sembrano esserci prospettive per una soluzione negoziata del conflitto in Ucraina. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio al quotidiano greco Kathimerini, esprimendo preoccupazione per il rischio di un’escalation. “In questo momento non sembrano esserci prospettive di una soluzione negoziata”, ha affermato Rubio. “Il mondo intero affronta questa situazione come qualcosa che potrebbe aggravarsi e forse trasformarsi in un conflitto più ampio”, ha aggiunto. Gli Stati Uniti restano pronti a “facilitare e continuare a esplorare ogni opportunità per una soluzione negoziata”, ha assicurato il capo della diplomazia americana.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il suo collega russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico durante il quale si è parlato della sicurezza del Mar Nero, dopo che tre navi commerciali turche hanno subito attacchi nell’ultima settimana. La presidenza turca ha specificato che Erdogan ha colto l’occasione per augurare buon compleanno al presidente russo. Erdogan ha poi sottolineato l’importanza di proseguire gli sforzi per garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Nero e ribadito che Ankara è pronta a contribuire agli sforzi per favorire l’avvio di contatti diretti tra Russia e Ucraina, confermando il ruolo che la Turchia intende svolgere come possibile intermediario nel dialogo tra le due parti.

Stretto di Hormuz: fino a 100mila dollari al mese ai comandanti delle petroliere

Arrivano a 100 mila dollari al mese lo stipendio dei comandanti delle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. In più, ricevono un bonus di 50.000 dollari per ogni viaggio. Lo rivela il Financial Times spiegando che è questa la cifra che gli armatori stanno offrendo come “indennità di rischio” per convincere i marittimi a imbarcarsi.

Per i marinai, in genere, lo stipendio mensile è invece di 1.500 dollari mentre per i capitani arriva a circa 15 mila dollari: ma questo importo raddoppia se navigano nel Mar Rosso meridionale e nel Golfo di Oman. E arriva a essere dalle 4 alle 6 volte in più nel momento che transitano nello Stretto. Si tratta di un’indennità di rischio per il pericolo costante di attacchi iraniani con missili e droni. La maggior parte dei marittimi proviene da comunità più povere di paesi come le Filippine, l’India e l’Indonesia, oltre che dalla Russia, dall’Ucraina e dall’Europa orientale. Sono in genere attratti da questa professione impegnativa grazie a salari che sono già di gran lunga superiori a quelli che potrebbero guadagnare nel proprio paese.

Tuttavia, gli alti prezzi pagati per il greggio che riesce a uscire dallo Stretto e i rischi legati all’impossibilità di spedire il petrolio prodotto nel Golfo fanno sì che i produttori della regione siano disposti a pagare queste tariffe così elevate per il transito. Le tariffe di nolo per i carichi trasportati attraverso la via navigabile contesa hanno raggiunto questa settimana il record di 1,3 milioni di dollari al giorno, rispetto ai circa 20.000-50.000 dollari al giorno dello scorso anno. Entrare nel Golfo, caricare e uscirne richiede in genere circa quattro giorni.

Va considerato che una superpetroliera tipica trasporta circa 2 milioni di barili di petrolio e naviga con un equipaggio composto da un massimo di 35 marittimi, guidati da un capitano, noto anche come comandante. Oltre ai costi dell’equipaggio, secondo i broker assicurativi, gli armatori delle petroliere stanno pagando un’assicurazione contro i rischi di guerra compresa tra il 6 e il 10% del valore dello scafo della nave il parametro tipico per misurare i costi assicurativi per operare nella regione. Ciò significa che una superpetroliera potrebbe pagare fino a 20 milioni di dollari di assicurazione contro i rischi di guerra per il viaggio nel Golfo.

Anche i prezzi del carburante navale hanno raggiunto nuovi massimi la scorsa settimana, riflettendo i timori del mercato riguardo alle forniture future.

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