Tra Ucraina e Russia la guerra segna l’ennesimo bollettino di attacchi incrociati. Una petroliera è stata colpita da un drone ucraino al largo della costa meridionale russa, provocando un vasto incendio e una nube di fumo nero che ha avvolto alcune zone della località turistica di Sochi.
Il Ministero dei Trasporti russo ha dichiarato che una petroliera battente bandiera liberiana è stata attaccata da “droni navali” e che “il greggio sta bruciando a cielo aperto nelle acque del Mar Nero”.
I vigili del fuoco non sono riusciti a domare l’incendio a causa della sua intensità, ma l’equipaggio di 23 persone – tutti cittadini indiani – è stato tratto in salvo, ha aggiunto il ministero.
È salito a 11 morti il bilancio dell’attacco russo con missili e droni che ha colpito nella notte l’Ucraina, prendendo di mira soprattutto il sistema energetico. Lo ha riferito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo cui sono state attaccate infrastrutture a Kiev e in altre 12 regioni.
“Uno degli obiettivi chiave è stata la nostra infrastruttura energetica”, ha dichiarato Zelensky. Secondo canali Telegram di Kiev, la principale centrale termoelettrica della regione della capitale è stata colpita per la seconda volta in una settimana.
Cinque persone sono morte a Pryluky, nella regione settentrionale di Chernihiv, dove l’attacco ha distrutto un edificio residenziale di cinque piani. Altre 26 persone, tra cui cinque bambini, sono rimaste ferite. Zelensky ha avvertito che sotto le macerie potrebbero esserci altri morti e feriti.
La battaglia navale tra Mosca e Kiev
Sempre nella giornata di ieri due navi mercantili di proprietà turca sono state colpite nel Mar Nero, nella zona marittima della Bulgaria. Una delle due imbarcazioni è affondata.
La Bulgaria ha concluso senza trovare superstiti le ricerche dei dieci membri dell’equipaggio del mercantile Alfa Watan, affondato ieri nel Mar Nero dopo l’attacco con droni navali e aerei. Lo ha annunciato il servizio di soccorso, mentre un’altra nave colpita, la Able, resta alla deriva e rischia di affondare. L’Alfa Watan, battente bandiera togolese e di proprietà turca, navigava dall’Egitto verso la Romania quando è stato attaccato attorno alle 2.45 locali di martedì, l’1.45 in Italia, a 70 miglia nautiche, circa 130 chilometri, dalla costa bulgara, all’interno della zona economica esclusiva del Paese.
“Non c’è traccia dei marinai e molto probabilmente non ce ne sarà”, ha dichiarato a Varna Rumen Nikolov, responsabile delle emergenze e dei soccorsi dell’Amministrazione marittima. L’operazione, alla quale hanno partecipato diversi mezzi aerei e navali, si è conclusa ufficialmente ieri alle 17 e non riprenderà. Nella zona sono stati trovati un’imbarcazione capovolta, tre zattere di salvataggio e resti del mercantile.
Fonti della Difesa hanno precisato all’Efe che le navi della Marina continueranno a sorvegliare l’area e a prestare attenzione all’eventuale presenza di superstiti, senza però condurre ricerche attive. Le autorità bulgare non conoscono né il carico dell’Alfa Watan né la provenienza dei droni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attribuito l’attacco alla Russia, sostenendo che la ricostruzione è stata verificata con Sofia.
Il governo di Sofia ha confermato l’accaduto senza indicare la provenienza dei droni. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva attribuito alla Russia un altro attacco con droni, che ha provocato due morti su una nave carica di cereali al largo della Romania.
Rispondi