Un problema alla mano impedirà a Lorenzo Musetti di prendere parte all’Atp 500 di Tokyo dove al debutto avrebbe dovuto affrontare il britannico Arthur Fery, sconfitto in tre set al primo turno dei recenti Us Open.
È stato lo stesso tennista toscano a comunicare la notizia attraverso i propri profili social. “Purtroppo non potrò giocare a Tokyo quest’anno a causa di una piccola frattura all’anulare della mano destra che mi sono procurato durante un allenamento”, ha scritto l’azzurro.
Musetti ha espresso tutto il proprio rammarico per il forfait, sottolineando il legame con il pubblico giapponese. “Sono molto dispiaciuto, soprattutto perché non vedevo l’ora di tornare a giocare davanti ai miei tifosi giapponesi e vivere ancora una volta la splendida atmosfera di Tokyo”.
Nonostante l’infortunio, l’azzurro punta a un rapido recupero. “Farò tutto il possibile nei prossimi giorni per recuperare ed essere pronto a giocare a Shanghai”, ha spiegato Musetti, fissando il prossimo obiettivo della sua stagione.
Nel messaggio pubblicato sui social, il tennista ha voluto anche ringraziare i sostenitori per la vicinanza ricevuta: “Grazie a tutti per il vostro supporto e per i tantissimi messaggi. Spero di vedervi molto presto”.
A Sinner va anche peggio. Se il ginocchio non guarisce si deve operare. E rischia altri sei mesi di stop .Malgrado non ci sia alcuna conferma ufficiale, sembra sia finalmente noto il problema che lo affligge da oltre tre mesi: la sindrome della bandelletta ileotibiale. La diagnosi non risulta confermata pubblicamente dal giocatore o dal suo staff medico, per cui è corretto parlarne come di un’ipotesi.
La bandelletta ileotibiale è una robusta struttura di tessuto connettivo che percorre il lato esterno della coscia, dall’anca fino alla parte superiore della tibia. Contribuisce alla stabilità dell’arto durante il movimento. Quando la regione vicina al lato esterno del ginocchio diventa dolorosa sotto carico ripetuto, si parla di sindrome della bandelletta ileotibiale, spesso chiamata anche “ginocchio del corridore”. Il meccanismo è più complesso del semplice “sfregamento” della bandelletta sull’osso: possono essere coinvolti la compressione dei tessuti locali, la gestione dei carichi e il controllo del movimento.
Come si manifesta?
Il sintomo tipico è un dolore ben localizzato sulla parte esterna del ginocchio. Può comparire dopo un certo tempo di attività, aumentare con la ripetizione dei movimenti e attenuarsi riducendo il carico. In alcuni casi la zona è dolente alla pressione e il fastidio diventa abbastanza intenso da costringere a interrompere l’allenamento. Non è un problema esclusivo dei corridori: può comparire anche in altri sport che richiedono movimenti ripetuti e carichi elevati sugli arti inferiori.
La diagnosi parte dalla visita ortopedica: contano la sede precisa del dolore, il modo in cui compare, l’esame del ginocchio e la valutazione dei movimenti dell’anca e dell’arto inferiore. È necessario distinguere questa sindrome da altre cause di dolore laterale, comprese lesioni meniscali o problemi articolari. La risonanza magnetica non è sempre necessaria; può essere utile se i sintomi sono atipici, persistono oppure occorre escludere altre lesioni.
Il trattamento è prevalentemente conservativo e va adattato alla persona e allo sport praticato:
- Modificare temporaneamente i carichi che provocano dolore.
- Impostare una fisioterapia attiva, con rinforzo dei muscoli dell’anca e dell’arto inferiore e lavoro sul controllo del movimento.
- Riprendere gradualmente i gesti sportivi, osservando la risposta dei sintomi durante l’attività e nelle ore successive.
La chirurgia viene presa in considerazione soltanto in casi selezionati, quando un percorso conservativo adeguato non ha dato risultati. La durata del recupero varia: dipende dai sintomi, dai carichi richiesti e dalla risposta alla riabilitazione, quindi non è possibile dedurla dalle notizie sul caso di un singolo atleta. In genere si parla comunque in genere di tempi di recupero di circa sei mesi.
Lascia un commento