Guerra russo-ucraina
Russia Unita, il partito di Putin (nonché unico vero partito il lizza) ha conquistato un numero record di seggi alla Duma di Stato nelle elezioni parlamentari concluse ieri 20 settembre. È quanto emerge dai dati della Commissione elettorale centrale esaminati da Ria Novosti. Si prevede che Russia Unita conquisterà 355 dei 450 seggi. Nella precedente Duma di Stato, il partito era rappresentato da 310 deputati.
Un attacco russo alla Nato potrebbe essere più vicino di quanto si creda. Non una vera offensiva su larga scala come quella contro l’Ucraina, ma un tentativo di mettere alla prova l’Alleanza. È il monito lanciato da funzionari dell’intelligence europea e ripreso dal quotidiano britannico The Guardian, secondo cui un eventuale attacco potrebbe verificarsi nel giro di “mesi, non anni”.
Guerra Usa-Iran
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato di essere “in una fase decisionale” sull’Iran. “Accadranno cose molto importanti in un futuro non troppo lontano”, ha dichiarato parlando a Fox News. “Le opzioni sono: annientare l’Iran, lasciarlo andare in rovina economicamente o raggiungere un accordo”, ha aggiunto. “La mia domanda è, se e quando farà saltare in aria l’intera nazione? Farebbero meglio a rigare dritto!”, ha poi intimato. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “in costante comunicazione con gli Houthi”, le milizie dello Yemen appoggiate dall’Iran. In un’intervista a Fox News il presidente americano ha poi riferito che gli Houthi “hanno accettato di non combattere gli Usa”.
Il presidente del Parlamento iraniano e tra i negoziatori con gli Usa, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che “bisogna sia combattere che negoziare”, mentre si protrae il conflitto con gli Stati Uniti, giunto ormai quasi al settimo mese. “Significa che dobbiamo respingere il nemico e infliggergli colpi devastanti impiegando la nostra piena potenza militare”, ha dichiarato poi rivolgendosi al Parlamento. “Tuttavia, una volta ottenuti successi significativi sul campo di battaglia e quando il nemico si troverà in una posizione di debolezza, dovremo ricorrere alla diplomazia per consolidare tali risultati”, ha aggiunto Ghalibaf, anche tra i negoziatori con gli Usa.
“Lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso finché tutti gli impegni assunti dagli Stati Uniti non saranno rispettati”. L’Iran ha comunicato ai mediatori pakistani e qatarioti di aver posto sette condizioni preliminari all’avvio di qualsiasi trattativa con gli Stati Uniti.
Attacchi Houti all’Arabia Saudita
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato che l’Arabia Saudita potrebbe aver bisogno di sostegno militare nel conflitto in corso con le forze Houthi in Yemen. Fidan ha aggiunto che la Turchia, in quanto parte dell’Alleanza della Mecca, affronterà la questione con il Pakistan e potrebbe fornire l’assistenza tecnica necessaria.
Intervenendo in un’intervista in diretta all’emittente turca NTV, Fidan ha affermato che l’integrità territoriale e la sovranità dell’Arabia Saudita sono state oggetto di attacchi particolarmente gravi e che la Turchia, in virtù degli impegni assunti nell’ambito dell’alleanza, è solidale con Riad.
“L’Arabia Saudita potrebbe aver bisogno di un sostegno a livello militare. In quanto Alleanza della Mecca, affronteremo la questione con il Pakistan e possiamo fornire l’assistenza tecnica necessaria”, ha dichiarato Fidan.
Il ministero degli Esteri turco ha condannato gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere nei pressi della Mecca e ha sottolineato che l’alleanza sta monitorando da vicino la situazione. Secondo Fidan, eventuali esigenze di carattere militare riguarderebbero con ogni probabilità specifici ambiti tecnici.
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