Mio caro diario, ecco cos’è successo tra ieri e oggi al governo e all’opposizione. Cominciamo dalla premier Giorgia Meloni, che intende portare in Consiglio dei ministri un provvedimento che introduce per legge il numero massimo degli studenti stranieri per classe, nonché un altro provvedimento che introduca l’obbligo per i genitori di studenti stranieri di imparare l’italiano e il divieto di burqa e hijab a scuola. Per la premier i bambini italiani sono diventati la minoranza, e chiamare tutto questo integrazione è una menzogna.
Sempre la Premier ha gettato acqua sul fuoco della polemica sulle frasi riguardo le donne del vicepremier Antonio Tajani: “Penso che sia stata solo una frase uscita male. Non ingigantirei”, e ha elogiato lo studente congolese che con il suo intervento ha salvato la professoressa accoltellata a Roma da un altro studente.
Roberto Vannacci , il leader di Futuro Nazionale, si è detto assolutamente d’accordo sul divieto di burqa a scuola così come sul numero massimo degli stranieri all’interno delle classi, osservando che se “è normale che ci siano questi provvedimenti” è però “un peccato che arrivino solo ora: dovevano arrivare anni fa”.
La segretaria del Pd Elly Shlein ha invece mandato a dire alla premier che deve solo dire quando andremo a votare, perché prima porrà fine ai suoi fallimenti e meglio sarà. Per Schlein, Meloni ha problemi con la sua calcolatrice, e in realtà sulla Sanità la spesa sul Pil è calata. “La Sanità pubblica è allo stremo: l’avete tagliata per favorire quella privata”.
Poi la segretaria del PD ha specificato che, per quanto riguarda il campo largo, ci sarà prima il programma e poi la scelta del nome del leader. Scelta a cui si può giungere attraverso un “accordo come avviene nei maggiori Paesi europei dove guida chi ha più consenso o con le primarie, a cui mi sono detta sempre disponibile”.
Rispondendo alle domande sulle divergenze all’interno del campo largo riguardo la guerra russo-ucraina, Shlein ha detto: “Noi del Pd abbiamo sempre sostenuto la difesa di un popolo da un’invasione criminale, quello che pretendiamo dall’Unione europea è che ci sia una voce negoziale. Chiediamo che ci sia una voce sola in Europa, l’Europa faccia uno sforzo diplomatico per portare Putin a sedersi al tavolo negoziale per “una pace giusta, e su questo siamo d’accordo con il M5s, mentre non siamo d’accordo sul fatto che noi intendiamo, fino a che non c’è un negoziato, sostenere il Paese che ha subito l’invasione criminale, e in cui oggi sono morti altri quattro civili sotto i missili russi. Ma su questo possiamo discutere e discuteremo finché non troviamo un compromesso come abbiamo sempre fatto, perché non faremo più come nel 2022 di dividerci facendo vincere la destra, lo dobbiamo ai nostri elettori”, ha scandito.
Infine Giuseppe Conte, che ha preconizzato che il governo non terrà e ci saranno le elezioni anticipate. Poi ha spiegato: “Hanno il problema di rincorrere quotidianamente Vannacci e le sue proposte bizzarre e alcune oscene che sta mettendo sul tavolo per cercare di conquistare una leadership a destra. Non credo che non ci siano margini di tenuta di questo governo, quindi andremo a elezioni anticipate. Ormai sono sfibrati e in competizione ossessiva tra loro. Noi siamo pronti”.
Giorgio Cavalli
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