Giulia Presutti rinuncia alla conduzione di Report. La giornalista, in una mail inviata al direttore dell’approfondimento Rai, Paolo Corsini, ha comunicato di voler fare un passo indietro per il bene della trasmissione.
“Faccio volentieri un passo indietro, nella speranza di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l’onore di contribuire” ha scritto Giulia Presutti nella mail al direttore Corsini.
“Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda – ha sottolineato – non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità. Spero che Report continui a fare lo splendido lavoro di servizio pubblico che ha sempre fatto” ha concluso la giornalista.
Nel frattempo gli inviati del programma hanno aperto un canale con la Rai. Si punta ad andare in onda l’8 novembre. “Oggi abbiamo aperto un canale di comunicazione con la Rai. L’interesse di tutti è andare in onda l’8 novembre con Report, con la consueta autonomia e indipendenza. È questo che abbiamo fatto presente all’azienda”. Lo ha detto Danilo Procaccianti, uno degli inviati esterni di Report, al termine dell’incontro che si è svolto in via Teulada tra la redazione del programma e il direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini.
Nel corso dell’incontro, ha ribadito, “si è aperto un canale di comunicazione e questo per noi è positivo. Adesso aspetteremo di capire quali sono le decisioni dell’azienda”.
“Non si è parlato di nomi, non abbiamo voluto farlo perché per noi è importante che Report vada in onda con la consueta autonomia e indipendenza, e deve andare in onda l’8 novembre. La squadra è disponibile a questo e su tale obiettivo abbiamo dialogato positivamente con l’azienda. Ci siamo dati del tempo, tra le prossime 12 e 24 ore”, ha spiegato Procaccianti.
Questa “era un’assemblea, non un incontro di trattativa. Non si è parlato né di nomi né di modalità di conduzione, ma soltanto di autonomia e indipendenza di Report, che penso siano gli aspetti che interessano a tutti”. I conduttori scelti dalla Rai al posto di Sigfrido Ranucci, e cioè Giulia Presutti (che in realtà stava per annunciare il suo ritiro) e Daniele Piervincenzi “non erano presenti all’incontro”, come ha precisato Procaccianti.
“II Cdr Approfondimento è stato convocato oggi dal direttore Paolo Corsini. Nell’incontro, al quale ha partecipato anche il segretario dell’Usigrai, abbiamo ribadito come il marchio Report sia un patrimonio della Rai e di chi ci lavora, e meriti scelte condivise e rispettose anche delle relazioni sindacali. In questo quadro abbiamo precisato che ogni ipotesi di rinvio della data di messa in onda del programma ci trova contrari. Sarebbe un danno per la Rai e gli ascolti di Rai Tre e per gli utenti del servizio pubblico che si aspettano il ritorno delle inchieste di Report. Il direttore Corsini ha confermato la volontà di andare in onda con Report nei tempi previsti e si è preso 24 ore per esprimere le sue valutazioni su quanto emerso nella riunione che ha avuto oggi con una parte di lavoratrici e lavoratori del programma”. Così in una nota il cdr Approfondimento e la segreteria Usigrai.
“Abbiamo rinnovato dunque alla direzione Approfondimento – prosegue il comunicato – la richiesta di tutelare la trasmissione e la redazione dagli attacchi di chi mira a distruggerne la credibilità perché teme il giornalismo d’inchiesta. A questo proposito abbiamo nuovamente chiesto che l’Azienda renda note le motivazioni che hanno spinto la Rai alla sostituzione di Sigfrido Ranucci, sottolineando come a tutela di tutti i giornalisti Rai anche per il futuro debba esserci chiarezza sulle ragioni delle scelte aziendali”.
“I vertici Rai devono garantire la messa in onda di Report secondo quanto previsto in palinsesto. Non ci deve essere nessun rinvio per la trasmissione di inchiesta del servizio pubblico, patrimonio aziendale che va difeso a tutti i costi. I problemi della redazione non diventino la scusa per annacquare il giornalismo di inchiesta della Rai o far slittare un programma che la politica da sempre ritiene ‘scomodo’ perché si occupa del potere”. Così l’Esecutivo Usigrai commenta in una nota. Per poi proseguire: “La politica che tutto commenta di questa vicenda, faccia l’unica cosa che le è propria. Voti in Parlamento una legge di riforma della Rai che attui quanto previsto dal regolamento europeo sulla libertà dei media e in particolare dei servizi pubblici radiotelevisivi europei che devono essere indipendenti rispetto al governo di turno e avere certezza di risorse”. E conclude: “L’azienda e i suoi vertici smettano di portare avanti la pratica delle trattative private di questi giorni e tornino alle corrette relazioni sindacali riportando al centro degli incontri il cdr dell’Approfondimento e gli organismi di rappresentanza dei diversi settori aziendali impegnati nella produzione”.
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