Il Comando Centrale degli Usa (Centcom) ha annunciato l’inizio di una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, la nona notte consecutiva. Attacchi mirati a “indebolire le capacità militari iraniane utilizzate per attaccare navi mercantili e marinai civili” nello Stretto di Hormuz. Un accordo preliminare volto a porre fine alla guerra è fallito, mentre le parti in conflitto si contendono il controllo dello stretto, una via navigabile fondamentale per l’approvvigionamento petrolifero mondiale.
In particolare, il Centcom ha fatto sapere che i suoi ultimi attacchi contro l’Iran hanno preso di mira centri di comando e altre installazioni militari nel tentativo di impedire a Teheran di attaccare le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. “Le risorse del Centcom hanno preso di mira centri di comando militari iraniani, siti di difesa aerea e di sorveglianza costiera, capacita’ marittime, siti di lancio di missili e droni e reti di comunicazione per ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi commerciali e marinai civili che transitano nello Stretto di Hormuz”, ha affermato l’esercito statunitense in una dichiarazione pubblicata su X.
“Questa sera abbiamo colpito duro l’Iran per onorare i soldati caduti americani”, ha detto Donald Trump di ritorno a Washington. Interpellato sulle perdite militari, Trump ha affermato di essere “molto dispiaciuto”, aggiungendo che coloro che sono morti combattevano affinchè “l’Iran non possa dotarsi di un’arma nucleare”.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che l’Iran sta usando lo Stretto di Hormuz come strumento di pressione nel conflitto in corso in Medio Oriente, aggiungendo che gli altri Paesi devono intensificare la pressione per proteggere la navigazione globale. “E’ chiaro che l’Iran, o almeno una parte di esso, vuole controllare lo Stretto e usarlo come strumento di pressione contro il mondo”, ha detto Rubio ai giornalisti prima di recarsi nelle Filippine per una riunione dei ministri degli Esteri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean). “Gli Stati Uniti faranno e continueranno a fare ciò che è necessario per proteggere la navigazione globale, ma gli altri Paesi devono iniziare a fare di più e fornire, che si tratti di mezzi militari o finanziari, per contribuire a questo obiettivo”, ha proseguito.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver lanciato un “attacco a sorpresa” contro un centro di comando nemico in Siria, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna aggiungendo che “un attacco a sorpresa contro il centro di comando delle operazioni speciali nemiche nella regione di Al-Tanf in Siria, per vendetta per il sangue dei soldati caduti a Iranshahr”, città nel sud-est dell’Iran, in un comunicato Irna pubblicato su Telegram.
Non solo, ma due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz “sono colpite e fermate”. “Nella tarda serata di ieri, due petroliere senza autorizzazione hanno tentato di entrare e uscire nella pericolosa e insicura rotta dello Stretto di Hormuz”, hanno affermato le Guardie in un comunicato, secondo l’agenzia di stampa Tasnim. I Pasdaran hanno anche reso noto di aver preso di mira aerei militari statunitensi di stanza all’aeroporto di Aqaba, in Giordania, causando “gravi danni” ad alcuni di essi. Aerei da trasporto pesante e aerei di comando e controllo americani “sono stati colpiti con missili balistici, causando gravi danni a diversi velivoli”, hanno affermato le Guardie in una dichiarazione diffusa dall’emittente statale iraniana.
E ancora: le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno reso noto di aver colpito obiettivi militari statunitensi in Kuwait, tra cui un sistema radar di allerta precoce che è stato “completamente distrutto”. Le forze iraniane “hanno completamente distrutto un sistema radar di allerta precoce statunitense con un attacco di droni. In un attacco separato, hanno colpito un magazzino di attrezzature e componenti per aerei e un hangar per droni MQ-9 presso la base aerea di Ali Al Salem, incendiando diversi droni”, hanno affermato le Guardie.
La rinnovata violenza è stata inizialmente innescata dagli attacchi iraniani contro navi nello strategico Stretto di Hormuz. L’Iran ha chiuso il canale per il transito di petrolio e gas dopo lo scoppio della guerra, e il controllo dello stretto è diventato una leva nei negoziati con Washington, che ha reintrodotto il proprio blocco sui porti iraniani. Domenica, le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver fermato due navi che tentavano di attraversare lo stretto. “Quattro navi che violavano le norme, con la complicità e il supporto di terroristi americani, volevano uscire dallo Stretto di Hormuz; due di queste sono state fermate”, hanno affermato le Guardie, aggiungendo che le altre due navi sono tornate indietro.
Le speranze di una soluzione politica alla guerra si sono affievolite, sebbene i mediatori abbiano tentato di riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. Il comandante militare centrale iraniano, Ali Abdollahi, ha avvertito che un’ulteriore aggressione da parte degli Stati Uniti incontrerebbe una “risposta decisiva e devastante”. L’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran (Aiea) ha affermato che gli Stati Uniti hanno attaccato la centrale nucleare incompiuta di Darkhovin, nel sud-ovest del paese, definendolo “un atto aggressivo e brutale contrario al diritto internazionale”. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha dichiarato di star esaminando la notizia, sottolineando che l’impianto “non conteneva materiale nucleare all’ultima visita dell’Aiea”. Ciononostante, il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha ribadito il suo “appello alla moderazione militare nelle vicinanze di tutti i siti nucleari”, come riportato dall’agenzia in un post su X.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz “sono colpite e fermate”. “Nella tarda serata di ieri, due petroliere senza autorizzazione hanno tentato di entrare e uscire nella pericolosa e insicura rotta dello Stretto di Hormuz”, hanno affermato le Guardie in un comunicato, secondo l’agenzia di stampa Tasnim. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver preso di mira aerei militari statunitensi di stanza all’aeroporto di Aqaba, in Giordania, causando “gravi danni” ad alcuni di essi. Aerei da trasporto pesante e aerei di comando e controllo americani “sono stati colpiti con missili balistici, causando gravi danni a diversi velivoli”, hanno affermato le Guardie in una dichiarazione diffusa dall’emittente statale iraniana.
Lascia un commento