E io ti termino il terminal…

 Droni ucraini hanno colpito all’alba un terminale petrolifero di San Pietroburgo. Lo riportano alcuni canali di informazione russi su Telegram, rilanciati dal Kyiv Independent. Foto e video pubblicati sui social media mostrano colonne di fumo nero e fiamme che si alzano dalla zona portuale della città, sede dell’infrastruttura. Funzionari russi hanno affermato che decine di droni sono stati abbattuti nell’oblast di Leningrado, dove si trova San Pietroburgo, durante la notte.

Il terminale colpito, situato sul Golfo di Finlandia presso il Grande Porto di San Pietroburgo, è uno dei più grandi impianti di stoccaggio ed esportazione di carburante della Russia. La struttura riceve e spedisce prodotti petroliferi via fiume, ferrovia e trasporto su strada per un totale di circa 12,5 milioni di tonnellate all’anno. L’entità dei danni non è ancora chiara. L’esercito ucraino non ha ancora commentato l’operazione.

“San Pietroburgo è sotto attacco su larga scala da parte di droni militari nemici. I sistemi di difesa aerea sono in funzione”, ha scritto il governatore Alexander Beglov sul suo canale Telegram. Beglov ha esortato i residenti a rimanere in casa ed evitare di uscire fino a quando la minaccia dei droni non sarà cessata e ha inoltre avvertito di possibili interruzioni dei servizi di telefonia mobile.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha diffuso su Telegram filmati dell’attacco al terminal che mostrano l’impianto avvolto dalle fiamme. Secondo Zelensky, le forze ucraine hanno colpito anche un sito militare a Kronstadt, città portuale vicino a San Pietroburgo, situata nel Golfo di Finlandia. Zelensky ha definito gli attacchi “sanzioni a lungo termine contro la Russia” e ha sottolineato che il terminal petrolifero “genera denaro per lo sforzo bellico russo”.

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