La salma dell’ex Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, è giunta presso il complesso religioso di Teheran dove si svolgeranno i suoi funerali – caratterizzati da un’affluenza senza precedenti – a quattro mesi dalla sua morte, avvenuta in seguito a un attacco congiunto israeliano-statunitense.
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha reso omaggio alla salma del leader supremo. A suo fianco i membri del governo, tra cui l’influente Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento e capo della squadra negoziale iraniana. Le immagini trasmesse dalla televisione di stato mostrano Pezeshkian in preghiera davanti alla bara dell’ex Guida Suprema, sulla quale è posato un turbante nero.
Le autorità prevedono la partecipazione di un numero compreso tra i 15 e i 20 milioni di persone nella sola Teheran per questo tributo nazionale di tre giorni; l’evento, che prenderà il via sabato, è concepito come una dimostrazione di forza all’indomani di un conflitto durato quasi 40 giorni, costato la vita a numerosi alti dirigenti e a migliaia di civili.
Il feretro di Ali Khamenei, avvolto nella bandiera iraniana, è arrivato al Grand Mosalla – un vasto complesso religioso della capitale. Le pareti della struttura sono adornate con grandi ritratti dell’Ayatollah Khamenei, rimasto in carica come Guida Suprema per tre decenni, oltre che con bandiere nere, segno di lutto, e bandiere rosse, simbolo di martirio e vendetta.
Domani, sabato 4 luglio, inizieranno i sei giorni di cerimonie per i funerali dell’ex Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio. Il corteo funebre attraverserà vari luoghi simbolici per l’islam sciita: dalla sede del potere a Teheran alle città sante di Qom, Karbala e Najaf in Iraq, prima di concludersi a Mashhad, sua città di origine. Ogni tappa di questo percorso ha un particolare significato.
La camera ardente con l’esposizione della salma sarà nella moschea di Teheran, uno dei luoghi più importanti del Paese sia dal punto di vista politico che spirituale. Progettata per ospitare le principali preghiere del venerdì, le commemorazioni ufficiali e gli incontri religiosi, questo vasto complesso ha a lungo unito la vita religiosa e l’autorità statale. È stata sede di cerimonie nazionali, discorsi di alti funzionari e grandi manifestazioni volte a dimostrare l’unità e il sostegno popolare al regime. L’organizzazione di una commemorazione pubblica in questo luogo sottolinea il ruolo di Khamenei sia come autorità religiosa sia come capo di un sistema politico fondato sull’Islam.
Le strade di Teheran saranno poi, lunedì, teatro della processione funebre che segna l’addio della Guida Suprema al centro politico della Repubblica islamica. La capitale ospita la presidenza, il parlamento, la magistratura, il quartier generale delle Forze armate e la maggior parte delle principali istituzioni statali. A Teheran sono frequenti i grandi raduni, che spesso servono a dimostrare la solidarietà nazionale e il potere dello Stato. Il corteo esprimerà quindi il lutto del popolo e la continuità della nuova leadership. Martedì la processione funebre si sposterà a Qom, città che occupa un posto unico nel panorama religioso iraniano. Sede dei seminari più influenti del Paese, ha formato generazioni di imam e funzionari e ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare l’ideologia della Repubblica islamica.
La cerimonia a Qom punta a mettere in luce le fondamenta religiose dell’autorità di Khamenei, derivante in parte dalla sua posizione all’interno dell’establishment religioso sciita. Offre inoltre l’opportunità a dignitari religiosi di alto rango e studenti di seminario di partecipare alle funzioni in onore di una figura che incarnava sia l’autorità religiosa che quella politica. La città ospita anche uno dei santuari sciiti più importanti: il mausoleo di Fatima Masoumeh, sorella dell’Imam Reza, l’ottavo Imam sciita. Le esequie interesseranno anche Karbala, la città del martirio. Situata in Iraq, Karbala è tra le città più sacre dell’Islam sciita. Ospita il santuario di Hussein, il terzo imam sciita, la cui morte nel VII secolo rimane l’evento centrale nella storia e nella tradizione sciita. Il funerale di Khamenei si inserisce così nella più ampia dimensione spirituale dello sciismo. I temi del sacrificio, della perseveranza e della resistenza, tutti strettamente legati all’eredità dell’imam Hussein, saranno probabilmente centrali nelle cerimonie che si terranno in questa città.
Il lungo programma delle esequie tocca anche Najaf, la città irachena sede dell’autorità sciita e che ospita il santuario dell’imam Ali, il primo imam sciita, ed è uno dei centri di studi sciiti più prestigiosi al mondo. Lo svolgimento delle cerimonie a Najaf sottolinea la posizione di Khamenei nel mondo sciita, al di là dei confini dell’Iran. La città riveste una notevole importanza religiosa e la sua inclusione nel programma delle cerimonie evidenzia i legami tra la Repubblica islamica e la più ampia comunità sciita internazionale. L’ultima tappa sarà il 9 luglio a Mashhad, la città più sacra dell’Iran e sede del santuario dell’imam Reza, che ospita la sua tomba, il principale luogo di pellegrinaggio del Paese. Mashhad è anche la città natale di Khamenei che qui trascorse gran parte della sua giovinezza e mantenne stretti legami con le sue istituzioni religiose. La sepoltura nel santuario dell’imam Reza coniuga la sua storia personale con un profondo simbolismo religioso. Anche suo padre, l’ayatollah Sayyed Jawad Khamenei, riposa qui. Simbolicamente, il suo percorso si conclude dove convergono il fervore religioso, l’identità nazionale e la vicenda personale.
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