Qualche malizioso potrebbe dire che più che la festa per l’Indipendenza degli Stati Uniti, sembra la festa della Dipendenza dagli Stati Uniti… Giorgia Meloni non c’è, ma il suo governo sì. Una folta pattuglia guidata dai due vicepresidenti del Consiglio che sul palco di Villa Taverna dedicano i loro interventi alla solidità dell’amicizia tra Italia e Stati Uniti. Parole cui fanno eco quelle della seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, che sottolinea: “l’amicizia tra il popolo italiano e il popolo degli Stati Uniti non è soggetta a discussioni, a momenti, a prese di posizioni o a strumentalizzazioni”. L’occasione è ideale: Washington festeggia i 250 anni di indipendenza nello stesso anno in cui Roma celebra l’80esimo della Repubblica.
Un cielo quasi limpido fa tirare un sospiro di sollievo agli organizzatori (“non c’è un piano B”, aveva ammesso uno di loro scrutando al mattino il cielo carico di nuvole nere) e sembra quasi una metafora dello stato delle relazioni tra Italia e Stati Uniti: lampi, tuoni, qualche sgrullone, ma poi torna il sereno. O quasi, perché Meloni è pur sempre la grande assente: è a Padova al congresso della Uil, ma ha mandato la sorella Arianna e con lei il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Un inequivocabile segnale di distensione.AGI – La festa a Villa Taverna per il 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti
Giorgia Meloni “c’è in spirito” sottolinea per l’appunto La Russa, “è un’occasione, questa, che ci consente di ribadire che la pari dignità non è mai messa in discussione così come non è mai messa in discussione la reciproca volontà dei governi di fare, ed è giusto che sia così, prima di tutto l’interesse della propria nazione”.
Da parte sua Antonio Tajani ribadisce che “non c’è polemica che possa rovinare l’amicizia tra Italia e Stati Uniti” e sottolinea che Washington è per Roma “un partner e un alleato strategico”. Con buona pace del progressivo disimpegno militare americano dall’Europa e dell’insofferenza di Trump per gli alleati restii a impegnarsi nella spesa militare.
Un fronte, questo, su cui l’ambasciatore Tilman Fertitta ci tiene a sottolineare il ruolo guida di Guido Crosetto, “un vero leader in Europa nel sottolineare l’importanza di investire nella sicurezza futura”. E sul tema degli investimenti insiste Tajani, che nel suo discorso ricorda come l’intesa economica tra l’Italia e gli Stati Uniti sia la dimostrazione che i rapporti tra Roma e Washington vanno al di là della “polemica di giornata”.
“Essere qui stasera è una scelta di campo” dice Matteo Salvini, “Nessuno potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti fra Italia e Stati Uniti. Quindi la nostra presenza testimonia che la libertà e la democrazia non sono beni negoziabili”.
Prima di raggiungere il palco su cui fino a pochi minuti prima si è esibita una rock band della Marina Usa, Fertitta riceve La Russa, Tajani e Salvini nella residenza al centro del giardino all’italiana e quando parla alla folla degli ospiti – meno numerosa degli altri anni, fa notare più di un diplomatico – ribadisce che “l’Italia è un partner e un amico fidato” e i legami degli Stati Uniti con gli Alleati “sono la pietra angolare della forza e della leadership americana: non ce la faremmo mai da soli”.
Dalla parata di ministri ed esponenti dei partiti a Villa Taverna – ci sono Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti, Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppe Valditara, Francesco Lollobrigida e Maurizio Lupi – si leva il controcanto del leader di Italia Viva Matteo Renzi. “Meloni ha posizionato l’Italia dalla parte sbagliata” dice “Make American Great Again facciamolo dire a quegli americani che lo vogliono dire. È una donna intelligente e sa perfettamente di avere totalmente ciccato la posizione sulla politica estera”.
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