Cronache Marziali 90

Fuoco incrociato tra Iran e Israele. Nella notte lo Stato ebraico ha annunciato di aver colpito obiettivi militari in Iran, nonostante l’appello del presidente Usa Donald Trump, che in una telefonata (non confermata dalla Casa Bianca) con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lo avrebbe invitato ad astenersi da rappresaglie in risposta al lancio di missili da parte di Teheran, effettuato domenica sera, dopo gli attacchi israeliani su Beirut.

Rotta la tregua siglata l’8 aprile si entra in una nuova giornata di fuoco incrociato con Teheran che rivendica un attacco contro un impianto chimico ad Haifa, in Israele, per rappresaglia dopo un raid americano-israeliano a un sito petrolchimico in Iran.

Trump, secondo quanto riportato dai media, aveva cercato di frenare Netanyahu, mentre Israele accusava Teheran di aver commesso un “grave errore”. “Chiamerò subito Bibi e gli dirò di non reagire”, avrebbe detto Trump, secondo quanto riportato dal giornalista di Axios Barak Ravid. “Israele ha già attaccato e l’Iran ha già attaccato. Non ne serve un altro”, avrebbe aggiunto Trump. Ravid ha poi pubblicato la notizia che un funzionario statunitense avrebbe affermato che Trump ha parlato con Netanyahu, sebbene la Casa Bianca e Trump non abbiano ancora commentato la vicenda.

Da parte sua, Teheran ha insistito sul fatto che qualsiasi accordo per porre fine definitivamente alla guerra debba anche fermare il conflitto parallelo in Libano, dove Israele sta conducendo una campagna contro Hezbollah, sostenuto dall’Iran, e ha avvertito che qualsiasi nuovo attacco a Beirut scatenerebbe una “ripresa su vasta scala” delle ostilità. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ali Safari, ha dichiarato all’emittente televisiva Al-Mayadeen che gli attacchi di Teheran sono giunti dopo settimane di moderazione di fronte all’aggressione israeliana, secondo quanto riportato dai media locali.

Mentre le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno definito l’attacco un “avvertimento”, dopo che Israele aveva colpito i sobborghi meridionali di Beirut all’inizio della giornata, minacciando attacchi più ampi in caso di reiterate aggressioni. Un altro attacco iraniano, avvenuto sempre nella notte di lunedì e diretto contro il quartier generale di “gruppi terroristici” nel Kurdistan iracheno, ha ulteriormente minato le speranze di una pace duratura. E, alle prime luci dell’alba, si è riacceso anche il fronte con gli Houthi, con l’esercito israeliano che ha riferito di aver intercettato un missile proveniente dallo Yemen e diretto verso il centro del Paese.

Il lancio di missili da parte dell’Iran e la contro-risposta israeliana arrivano dopo che domenica, l’ufficio di Netanyahu aveva annunciato che l’esercito aveva “colpito un centro di comando militante nel distretto di Dahiyeh a Beirut, in risposta al fuoco di Hezbollah contro il territorio israeliano”, causando due morti e venti feriti, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui con Washington, ha accusato gli Stati Uniti di aver dato il “via libera” all’attacco di Beirut, affermando che gli obiettivi statunitensi e israeliani sono ora “obiettivi legittimi”.

Una circostanza, questa, che sarebbe stata smentita da un funzionario statunitense che, ad Axios, ha spiegato che la Casa Bianca non ha concesso “semaforo verde” al raid israeliano sulla capitale libanese. “L’operazione” contro Israele è stata definita “un avvertimento”, dalle Guardie Rivoluzionarie. “Se tali aggressioni si ripeteranno, le risposte saranno più ampie e riguarderanno tutti gli obiettivi sionisti-americani nella regione”, la linea dell’Ircg.

Poco dopo l’attacco, l’Iran ha annunciato la chiusura del suo spazio aereo sulla parte occidentale del Paese, seguito a ruota dall’Iraq e dalla vicina Siria. Teheran ha anche sospeso tutti i voli in arrivo al suo aeroporto internazionale, secondo quanto riportato domenica dai media locali.

La diretta

Secondo informazioni ottenute da Iran International, le comunicazioni tra Mojtaba Khamenei e i funzionari della Repubblica Islamica sono state interrotte dalla scorsa notte. Una fonte vicina agli sviluppi delle ultime ore, rimasta anonima, ha affermato che è molto probabile che gli attacchi contro Israele di lunedì mattina siano stati condotti senza coordinamento con l’ufficio della Guida Suprema e sulla base di protocolli militari prestabiliti. Secondo la stessa fonte, la risposta delle Guardie Rivoluzionarie all’attacco israeliano nella periferia di Beirut è stata più rapida di quanto non lo sia stata dopo lo scambio di messaggi con Mojtaba Khamenei. In precedenza, erano circolate voci secondo cui lo scambio di messaggi tra alti funzionari e comandanti delle Guardie Rivoluzionarie da un lato, e l’ufficio di Mojtaba Khamenei dall’altro, avrebbe richiesto del tempo.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane (Irgc) affermano di aver attaccato un impianto chimico ad Haifa, in Israele, per rappresaglia dopo un attacco americano-israeliano contro un sito petrolchimico in Iran. I Pasdaran denunciano, inoltre, una escalation pericolosa innescata da Israele. Le Irgc hanno avvertito che ulteriori attacchi contro obiettivi non militari e del settore energetico nella regione avrebbero ripercussioni globali. “Agendo contro obiettivi civili e prendendo di mira le industrie petrolifere, il nemico sionista ha iniziato un gioco pericoloso, la cui portata comprenderà tutti gli obiettivi energetici della regione, e le cui conseguenze per l’economia globale sono responsabilità del principale responsabile di questo attacco: gli Stati Uniti”, ha dichiarato il Corpo dei Pasdaran in un comunicato rilanciato dai media iraniani e arabi.

Allerta attivata in tutto il nord di Israele a causa degli attacchi provenienti dall’Iran. L’allerta è scattata anche nelle zone della Galilea e delle alture del Golan. Lo riportano i media israeliani.

L’Iran ha affermato lunedì che gli sforzi di mediazione del Pakistan per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti continuano nonostante la ripresa delle ostilità con Israele e i reciproci attacchi. “Le consultazioni diplomatiche continuano naturalmente in ogni circostanza”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei, aggiungendo che “la Repubblica islamica ha mostrato una straordinaria moderazione” sin dalle violazioni del cessate il fuoco dell’8 aprile.

Decine di caccia dell’Aeronautica militare israeliana hanno completato un attacco su vasta scala contro i sistemi di difesa strategica dell’Iran. Lo riportano le IDF. Secondo un portavoce dell’esercito israeliano “i sistemi di difesa iraniani sono stati dispiegati in diverse aree dell’Iran nell’ambito degli sforzi del regime per ripristinare le proprie capacità di rilevamento e difesa. L’attacco ha portato alla distruzione di questi sistemi”. “Gli attacchi completati contribuiscono ad ampliare ulteriormente la libertà di azione dell’Aeronautica militare nei cieli iraniani”, ha aggiunto il portavoce delle IDF.

 Lo scambio di fuoco tra Israele e Iran “dovrebbe durare diversi giorni”. Lo riporta la Radio dell’Esercito Israeliano, annunciando che le IDF si stanno preparando per una “mobilitazione su larga scala delle riserve”. Secondo quanto riportato dal giornalista di Radio Esercito Israeliano Doron Kadosh in un post su Telegram, l’esercito israeliano rinforzera’ le forze ai confini, in particolare al confine tra la Cisgiordania occupata e la Giordania. Kadosh ha inoltre aggiunto che il Comando del Fronte Interno israeliano ha avviato questa mattina una mobilitazione su larga scala delle riserve.

 Il Primo Ministro del Qatar e il Ministro degli Esteri iraniano hanno avuto un colloquio telefonico per discutere del Libano e del contenimento dell’escalation nella regione, ha dichiarato il Ministero degli Esteri di Doha in un comunicato. Lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani ha ribadito ad Abbas Araghchi l’importanza di raggiungere un accordo per una “pace definitiva” nella regione, si legge nel comunicato.

 Secondo le Guardie Rivoluzionarie iraniane, le forze di Teheran hanno colpito le basi aeree israeliane di Nevatim e Tel Nof. “L’operazione è stata condotta in risposta a un attacco missilistico lanciato dal regime sionista contro diverse postazioni radar in tre diverse localita’” in Iran, aggiungono i Pasdaran.

 Un impianto petrolchimico nel sud-ovest dell’Iran è stato colpito poco fa da raid aerei israeliani. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars. La compagnia petrolchimica Karun Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, è stata colpita da attacchi condotti dal “nemico sionista”, subendo danni parziali, scrive Fars. Un funzionario israeliano ha confermato che l’aeronautica militare ha colpito un impianto petrolchimico in Iran. L’attacco e’ avvenuto a una distanza di circa 1.300 chilometri da Israele.

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