Un martedì da Leone

Il presidente americano Donald Trump è tornato ad attaccare il Papa accusandolo “di mettere in pericolo molti cattolici e molte persone”. In un’intervista al Salem News Channel, il capo della Casa Bianca ha affermato: “Lui ritiene che sia ok per l’Iran avere un’arma nucleare e non credo sia una cosa buona. Credo che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte altre persone”.

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Le affermazioni di Trump arrivano a due giorni della visita del suo segretario di Stato, Marco Rubio, a Città del Vaticano dove sarà ricevuto da Leone XIV, e a poco più di due settimane dall’attacco, senza precedenti nella storia recente delle relazioni tra un capo di Stato e la Santa Sede, sferrato al pontefice e definito dal presidente Usa “debole sul crimine” e “pessimo in politica estera”L’intenzione della visita – a quanto si apprende – è anche quella di riallacciare i rapporti dopo lo scontro dialettico che si era verificato a Pasqua.

La risposta di Prevost non si è fatta attendere, ed è stata forte e chiara. Un ruggito. “La missione della Chiesa predicare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo che lo faccia con la Verità. La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio e quindi spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio”. Così Papa Leone, uscendo da Villa Barberini, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni di Trump.

E quello di giovedì tra il Pontefice e Rubio sarà “un incontro franco”, ha assicurato l’ambasciatore americano presso la Santa Sede, Brian Burch, parlando con Reuters. “Le nazioni hanno dei disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico. Credo che il Segretario sia venuto qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo”, ha detto l’ambasciatore.

“Le nazioni hanno dei disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico. Credo che il Segretario sia venuto qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo”, spiega il diplomatico.

“Ma il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla, ha dato una risposta molto cristiana diciamo, dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige, e cioè di predicare la pace”. Lo ha detto il segretario di Stato del Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, a San Giovanni Rotondo in occasione dei 70 anni dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’attacco di Trump a Papa Leone XIV. “Che questo possa piacere o non possa piacere – ha aggiunto il cardinale – è un discorso. Capiamo che non tutti sono sulla stessa linea, però, diciamo, quella è la risposta del Papa. E anche di fronte a questi nuovi attacchi, io non so se il Papa probabilmente non avrà occasione di rispondere, perché in quell’occasione c’era l’incontro con i giornalisti, ma la linea rimane quella. Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace, come direbbe San Paolo, ‘Opportune et importune’ ecco”.

Le parole di Trump, all’epoca criticate aspramente anche dalla stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sono state respinte anche Matteo Salvini. “Il Pontefice non si discute, si ascolta”, ha detto il leader leghista. “Siamo di fronte a un attacco grave e senza precedenti da parte di un Capo di stato a un Papa. Non era mai accaduto nella storia”, ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Ribadisco la solidarietà a Papa Leone, che predica la pace: Trump si comporta come un bullo prepotente che non accetta idee diverse dalla sua”, aggiunge Schlein.

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