Cronache Marziali 62

Si riaccende il conflitto tra Iran e Stati Uniti. Al Project Freedom di Donald Trump seguono spari e minacce incrociate. Teheran promette ritorsioni dopo l’avvio del progetto americano per liberare le navi commerciali neutrali intrappolate da settimane nello Stretto di Hormuz. Un’operazione “senza sbocco” attacca il regime degli ayatollah.

Missili e droni lanciati dalla Repubblica Islamica hanno colpito ieri un porto e una petroliera negli Emirati. Mentre l’esercito iraniano accusa gli Stati Uniti di essere responsabili della morte di cinque civili in un attacco a due navi mercantili al largo delle coste dell’Oman.

Secondo i media israeliani, Washington e Tel Aviv stanno valutando una risposta militare agli attacchi dell’Iran negli Emirati: nel mirino obiettivi militari che minacciano lo Stretto.

Intanto proseguono senza slancio i negoziati tra Iran e Stati Uniti. “Non ci sono soluzioni militari a una crisi politica”, le parole del ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi che invita così gli Stati Uniti a percorrere la strada della diplomazia.

Dal canto suo Trump rimarca che “non mi piace affatto la guerra”, minimizza la portata del conflitto (“siamo in una fase di mini guerra”) e rivendica i risultati ottenuti in Iran sostenendo che “l’operazione militare sta andando molto bene”. Poi il presidente Usa avverte Teheran: “Se colpiscono le nostre navi spariranno dalla faccia della terra”.

L’Iran smentisce il passaggio dallo Stretto della nave scortata dagli Usa

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha smentito la notizia che una nave legata alla compagnia di navigazione danese Maersk avrebbe attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta americana. “Le notizie non sono accurate. Nessun sito affidabile di monitoraggio marittimo ha pubblicato una simile informazione e Maersk non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale a conferma del passaggio”, ha affermato Tasnim.

Teheran: “Gli Stati Uniti hanno compromesso la sicurezza a Hormuz”

La nuova equazione dello Stretto di Hormuz si sta consolidando. La sicurezza del transito marittimo ed energetico è stata compromessa dagli Stati Uniti e dai loro alleati attraverso violazioni del cessate il fuoco e blocchi; naturalmente, la loro malvagità verrà ridimensionata”. Lo ha affermato su il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. “Sappiamo benissimo che il mantenimento dello status quo è intollerabile per gli Stati Uniti, e noi non abbiamo ancora nemmeno iniziato”, ha aggiunto.

L’India condanna il raid contro gli Emirati: “Riaprire Hormuz”

New Delhi ha condannato l’attacco con droni a un impianto energetico a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, in cui sono rimasti feriti tre indiani, e ha sollecitato la “libera e ininterrotta navigazione e il commercio attraverso lo Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale”.

“Chiediamo l’immediata cessazione di queste ostilità e degli attacchi contro infrastrutture civili e civili innocenti”, ha dichiarato in un comunicato il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal. “L’India è pronta a sostenere ogni sforzo per una risoluzione pacifica delle questioni”, ha aggiunto. Abu Dhabi ieri ha accusato Teheran per l’attacco con droni alla struttura energetica a Fujairah ma la Repubblica islamica ha negato, sostenendo che non aveva “alcun piano” di attaccare gli impianti petroliferi negli Emirati.

Una nave attraverso lo Stretto di Hormuz con la scorta Usa

La compagnia di navigazione danese Maersk ha dichiarato che la sua nave mercantile Alliance Fairfax, battente bandiera Usa, ha lasciato il Golfo dopo essere stata scortata attraverso lo Stretto di Hormuz dalle forze armate americane. Non ci sono stati problemi durante il transito e l’equipaggio è al sicuro, ha aggiunto.

Teheran: “Il Project Freedom è un progetto morto”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha criticato le operazioni militari statunitensi nello stretto di Hormuz dove la Casa Bianca ha mobilitato le forze americane per consentire il passaggio di alcune navi mercantili. “Questa situazione dimostra che non ci sono soluzioni militari a una crisi politica”, ha affermato.
“Mentre i colloqui procedono grazie al generoso impegno del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero stare in guardia dal rischio di essere trascinati nuovamente in un pantano”, ha scritto su X Araghchi. “Project Freedom è un progetto morto”, ha sottolineato riferendosi all’operazione Usa nello Stretto di Hormuz.

Lascia un commento