Hacker gioco giochiamo?

Le agenzie di intelligence europee stanno cercando di stabilire se ci sia la Russia dietro gli allarmi bomba coordinati che nei giorni scorsi hanno interessato decine di voli nel vecchio continente. È quanto riferisce il Financial Times.

Un’indagine trasfrontaliera dei servizi di sicurezza di numerosi Paesi europei sta ora cercando di risalire all’origine delle minacce, hanno spiegato al quotidiano della City fonti di intelligence, le quali hanno avvertito che “c’è ancora molta strada da fare prima di poter attribuire con certezza la responsabilità delle minacce”, sempre che le investigazioni giungano a una conclusione esaustiva.

Alcuni membri della comunità dell’intelligence europea, sottolinea il Financial Times, però “confidano che la Russia sia il colpevole più probabile, citando il movente, il metodo, i precedenti e i primi indizi forensi emersi dalle indagini sulle minacce stesse” che infatti “si inseriscono nel contesto di una crescente campagna di guerra ibrida condotta quest’anno dagli agenti del Cremlino in Europa”.

Un’ipotesi di lavoro tra i servizi segreti europei, che hanno discusso degli attacchi negli ultimi giorni, è che le minacce coordinate siano state prodotte da attivisti filo-Cremlino o da gruppi di hacker. Non sarebbe comunque chiaro se i servizi segreti russi abbiano un ruolo, e quale, dietro queste attività. Alcune agenzie di intelligence ritengono che l’obiettivo delle operazioni sia aumentare la sfiducia delle opinioni pubbliche europee nella capacità dei loro governi di far fronte a questo tipo di minacce.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha rivelato che hacker da giorni stanno diffondendo i suoi dati personali sul dark web e ha assicurato che non si farà “intimidire in nessun modo”, alla luce dell’apparente legame degli attacchi con il sostegno del governo italiano all’Ucraina. “Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni”, ha comunicato il vicepremier su X, “coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari. La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”.

“La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”, ha proseguito Tajani, “si muovono anche in reazione alle attività che da mesi abbiamo messo in piedi per difendere la sicurezza informatica del ministero degli Esteri”.

“Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1 gennaio una “direzione cyber” per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”, ha ricordato il ministro degli Esteri, “siamo operativi e siamo collegati ai nostri alleati”. “La nostra scelta, la mia missione sono compiute: noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici”, ha concluso Tajani, “con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”.

“Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Brennero, sospetti su un gruppo russofono

Il gruppo russofono ‘Everest’ sarebbe sospettato dell’attacco informatico ai dati della società Brenner Basis Tunnel che si occupa della costruzione della mega galleria tra Italia e Austria sotto il valico del Brennero. Secondo il sito internet breachsense.com, che si occupa del monitoraggio del dark web, il gruppo ‘Everest’ avrebbe inserito l’attacco già il 17 ottobre.

Secondo il sito, il gruppo si vantava di aver rubato 812 gigabyte di dati che sono l’equivalente di circa 170 dvd. Per il momento non ci sono conferme ufficiali del coinvolgimento del gruppo. Il tunnel del Brennero è uno dei più grandi progetti edili d’Europa, sarà lungo 64 chilometri e collegherà Fortezza con Innsbruck con un tempo di percorrenza di 25 minuti anziché gli attuali che sono di circa 80. Il costo dell’opera è stimato in 10,5 miliardi di euro. Il gruppo ‘Everest’ nel luglio scorso era riuscito a ottenere l’accesso al produttore ferroviario svizzero ‘Stadler Rail’ tramite la piattaforma di condivisione dati di un fornitore e ha richiesto un riscatto di 10 milioni di franchi svizzeri (quasi 11 milioni di euro).

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