Andrea Kimi Antonelli riscrive la storia della Formula uno: a soli 20 anni e due mesi è il più giovane campione del mondo della storia del Circus, primo italiano 73 anni dopo il secondo titolo di Alberto Ascari.
Il pilota bolognese della Mercedes è arrivato terzo al Gran Premio del Messico (vinto da Max Verstappen su Louis Hamilton) ma tanto gli è bastato per chiudere i giochi e festeggiare un successo strepitoso conquistato con merito in questa stagione dove ha collezionato ben nove vittorie: a Shanghai, Suzuka, Miami, Montreal, Monaco, Spa, Monza, Madrid e Austin la scorsa settimana.
“Ce l’abbiamo fatta. Grazie alla Mercedes e alla mia famiglia: senza di loro non sarei qui. È un momento che ricorderò per sempre. Sono senza parole, sto ancora cercando di metabolizzarlo nella mia testa. È stata una stagione incredibile, e condividere questo podio con Max (Verstappen, ndr) e Lewis (Hamilton, ndr) è incredibile. Non vedo l’ora di avere altre battaglie con loro in futuro”. Così il campione del mondo della Formula 1, Kimi Antonelli, dopo la conquista del titolo nel Gran Premio del Messico. “Questo weekend ho sentito un po’ più di tensione, ma sono felicissimo di esserci riuscito e di potermi godere il resto della stagione”, conclude.
Chiamatelo pure predestinato. Andrea Kimi Antonelli mette fine a un’attesa lunga 73 anni e l’Italia, dopo Giuseppe Farina nel 1950 e il back to back di Alberto Ascari nel ’52 e nel ’53, torna ad avere un pilota di Formula Uno campione del mondo. A firmare l’impresa è questo ragazzino bolognese classe 2006, amante delle tagliatelle al ragù, cresciuto guardando i vecchi video di Ayrton Senna e muovendo i primi chilometri sotto lo sguardo attento di papà Marco, pure lui pilota e poi proprietario dell’AKM Motorsport, squadra impegnata in diversi campionati GT.
Ci aveva visto lungo Toto Wolff, il deus ex machina dell’era Mercedes, quando è stato chiamato a scegliere l’erede di un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton: dopo una normale stagione di apprendimento, Kimi è esploso, diventando a 20 anni, due mesi e 7 giorni il più giovane campione del mondo di sempre. Polverizzato il record di un altro giovane fuoriclasse come Sebastian Vettel, iridato per la prima volta nel 2010 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Antonelli non ha bruciato le tappe, le ha divorate: dopo essersi fatto largo fra i kart – conquistando i primi titoli già a nove anni – e aver attirato le attenzioni della Mercedes, che nell’aprile 2019 lo ha inserito nel suo programma Junior, nel 2022 si laurea campione F4 Adac e F4 italiana e l’anno dopo vince i campionati Formula Regional Middle East ed Europea.
E dopo che anche in Formula 2 conferma tutto il suo talento, per lui si spalancano le porte della serie A del motorsport. Appena 18enne, debutta nelle prime libere di Monza dove viene anche annunciato come pilota per la stagione 2025. Un’annata dove raccoglie tre podi che fanno da trampolino di lancio per la stagione della definitiva consacrazione: secondo subito in Australia, in Cina diventa il più giovane di sempre a conquistare una pole position in F1 (19 anni, 6 mesi e 18 giorni, battuto anche in questo caso Vettel che nel Gp d’Italia 2008 aveva 21 anni, 2 mesi e 11 giorni).
Il weekend di Shanghai gli regalerà anche la prima vittoria nel circus, a cui faranno seguito anche i successi di Suzuka, Miami, Montreal e Montecarlo: cinque perle consecutive che lo proiettano in testa al Mondiale e con ampio margine. Se è vero che la Mercedes è stata la più brava a interpretare i nuovi regolamenti, a Kimi va dato atto che ha saputo capitalizzare al meglio la superiorità delle Frecce d’Argento, mandando in crisi anche un compagno di squadra più esperto come George Russell, le cui ambizioni sono state soffocate sul nascere. Ma quello che distingue un ottimo pilota da un campione è la capacità di restare a galla anche quando il mare è mosso. E Antonelli, anche quando imperversa la tempesta, tiene la barra dritta.
Imola e Barcellona le pagine più buie, dalle quali però il 20enne pilota bolognese esce rafforzato. E anche se davanti Ferrari e McLaren si concedono un po’ di gloria, lui è sempre lì, fino al capolavoro di Monza: su una pista sulla carta non favorevole alla sua Mercedes, il team decide di sostituire la power unit costringendolo a partire dal fondo della griglia. Ma quello che sembrava dovesse essere un weekend in difesa si trasforma in un trionfo: Antonelli risale dalla 19esima casella della griglia e festeggia sotto la bandiera a scacchi, primo italiano a vincere il Gp di casa dopo sessant’anni. Il resto è storia: mentre il redivivo Max Verstappen torna a fare la voce grossa come ai bei tempi, Kimi chiude a doppia mandata la cassaforte col bottino e lancia un avviso ai naviganti: c’è un nuovo sceriffo in città.
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