Stucchi, specchi, colonne e archi, lampade elaborate, luci calde, soffitti decorati con affreschi e finti intonaci. E tanto oro. È lo stile delle ‘Cheesecake Factory’, improvvisamente divenuto tra i principali temi di discussione di questa fine campagna elettorale per le elezioni statunitensi di metà mandato.
Il tema è stato sollevato da Barack Obama che ha paragonato lo stile di questa catena popolarissima negli Stati Uniti al gusto nell’arredamento ‘importato’ alla Casa Bianca da Donald Trump.
Durante una recente tappa della sua campagna elettorale a Cleveland, in Ohio, l’ex presidente Usa ha ironizzato sul gusto di Trump per i lavori di ristrutturazione, costati, a quanto si dice, 900 milioni di dollari, affermando che, con tali modifiche, la Casa Bianca “sembra un posto in cui Saddam Hussein ha aperto una Cheesecake Factory: c’è oro ovunque”, un riferimento ai palazzi iracheni, noti per i loro sfarzosi decori in oro.
L’attuale inquilino della Casa Bianca non ha gradito. Trump ha replicato sottolineando come la catena di ristoranti sia una “azienda di grande successo” e bollando Obama come “un pessimo presidente”.
“Non è una questione di soldi, è una questione di saper guardare. Gente come Obama non coglie certi dettagli: non vede lo sporco, non vede il degrado, non nota gli elementi rotti in un edificio”, ha affermato. “Dire che sembra una Cheesecake Factory dimostra esattamente perché sei stato un pessimo presidente”.
“Hanno mobilitato l’intero apparato governativo per rispondere a quella battuta, non alle critiche sull’inflazione, ma a quella battuta”, è stata la controreplica di Obama durante un comizio in Georgia. “È questo che intendo quando dico che non sono persone serie”, ha attaccato. “Non hanno soluzioni ai problemi reali, quindi preferiscono che i media e voi parliate della Cheesecake Factory”.
Trump ha promosso una costosa ristrutturazione del Rose Garden e ha fatto costruire una nuova piattaforma per elicotteri in granito sul South Lawn della Casa Bianca. Il presidente Usa ha inoltre rinnovato gli arredi dello Studio Ovale e di tutta la Casa Bianca e aggiunto insegne caratterizzate da quel color oro che predilige fin dall’inizio della sua amministrazione.
Mercoledì, durante un evento in Georgia a sostegno del senatore Jon Ossoff (Democratico) e della candidata a governatore Keisha Lance Bottoms, Obama ha minimizzato le polemiche, dicendo di aver saputo che “il presidente non ha gradito” la sua frecciatina elettorale.
“Innanzitutto, voglio mettere le cose in chiaro. Sono padre di due figlie. Pensate che sarei riuscito a sopravvivere alla loro infanzia senza andare al Cheesecake Factory? Ho passato la vita da Chuck E. Cheese, al California Pizza Kitchen e al Cheesecake Factory. Per circa un decennio, sono stati i miei posti abituali”, ha raccontato Obama.
“Certo, il vero problema è che i prezzi sono diventati così alti che molte persone riescono a stento a permettersi di mangiare fuori; verrebbe da pensare che questa amministrazione dovrebbe preoccuparsi di questo. Eppure, è stato interessante notare come l’amministrazione abbia reagito al discorso che ho tenuto”.
Obama ha sottolineato che l’amministrazione “non ha contestato” la sua tesi, secondo cui essa sarebbe direttamente responsabile dell’aumento dei prezzi, una questione centrale per gli elettori in vista delle elezioni di metà mandato, e si è detto stupito dal fatto che il presidente “non si sia nemmeno arrabbiato per il paragone con Saddam Hussein”.
Ha poi fatto riferimento al segretario al Tesoro, Scott Bessent, che dopo quelle dichiarazioni ha preso in giro l’ex presidente proprio davanti a un Cheesecake Factory a Washington; Obama ha commentato dicendo che non gli sarebbe “mai venuto in mente” di far fare una cosa simile al suo segretario al Tesoro, Tim Geithner.
La disputa sulla ‘Cheesecake Factory’ arriva negli ultimi giorni di una campagna elettorale estremamente combattuta, che ha visto sia Trump che Obama scendere in campo per sostenere i candidati nelle sfide chiave.
La ‘Cheesecake Factory Incorporated’ è una catena di ristoranti e distributore di cheesecake con sede negli Stati Uniti. L’azienda gestisce 370 ristoranti a servizio completo: 218 con il marchio The Cheesecake Factory, 47 con il marchio North Italia e 105 con altri marchi.
David M. Overton, fondatore dell’azienda, ha aperto il primo ristorante a Beverly Hills, in California, nel 1978. Il locale ha definito il modello della futura catena, caratterizzato da un menu eclettico, porzioni abbondanti e le sue iconiche cheesecake, una trentina i tipi di torte che si possono ordinare.
Nel 2020, la rivista Fortune ha inserito The Cheesecake Factory al 23º posto nella classifica delle “100 migliori aziende per cui lavorare” (Fortune 100 Best Companies to Work For), basandosi su un sondaggio relativo alla soddisfazione dei dipendenti.
L’aspetto esterno e il design degli interni dei locali presentano spesso un elaborato mix di svariati stili storici, descritto, a seconda dei punti di vista, come un “inferno del design postmoderno” o una “Versailles suburbana postmoderna”.
Il progettista interno Rick McCormack ha dichiarato che lo stile è “fortemente ispirato ai ristoranti di San Francisco degli anni ’70” e che l’obiettivo era conferire agli ambienti “un tocco esotico o europeo”.
Rispondi