Nella tarda serata di ieri, gli autotrasportatori di Aias, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che ancora mantenevano i blocchi dei tir in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane, hanno deciso di sospendere la protesta. La decisione è arrivata al termine di una riunione in prefettura a Catania. “Abbiamo deciso di revocare il blocco dei Tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto”, ha detto il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi.
Doppio binario i Calabria, dove da un lato c’è la sospensione della protesta degli autotrasportatori, dall’altra la decisione degli agricoltori di proseguire con i diversi presidi in diversi punti della regione. La Fedralog, la Federazione regionale della logistica, ha parlato di “una decisione sofferta ma meditata”. Questa mattina i presidi in Calabria sono confermati in tutti i modi cruciali della viabilit calabrese, ma a bordo strada restano fermi solo i mezzi agricoli e alcuni mezzi di autotrasportatori che non fanno parte di organizzazioni sindacali. I blocchi di questi giorni hanno messo a dura prova le forniture di derrate alimentari, ma a rischio c’e’ anche il conferimento dei rifiuti. La sospensione della protesta annunciata dagli autotrasportatori potrebbe facilitare una ripresa di tutti questi settori, tenendo conto che il blocco del comparto degli autotrasporti aveva creato i maggiori disagi. Al momento, invece, gli agricoltori non hanno intenzione di sospendere la protesta che potrebbe proseguire ad oltranza chiedendo risposte concrete anche in termini di scelte a medio e lungo termine.
E il governo ha convocato per oggi un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo. C’è l’impegno da giorni – sottolineano dal governo – “per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto” e la volontà di affrontare “le criticità sollevate dalla categoria raggiungendo un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo”.
Il Cdm libererà pure ulteriori risorse per il comparto agricolo. “Ci sono infiltrazioni all’interno di queste mobilitazioni che rendono pericolosa la situazione”, ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, secondo il quale bisogna “sbloccare l’Italia e dare la possibilità a tutte le merci di circolare tenendo conto di tutte le istanze” ma anche guardare “i curriculum dei leader della protesta. Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario…”, ha sottolineato mentre l’opposizione chiede che la premier riferisca in Aula.
Ieri, il giorno dopo il varo del dl sull’ordine pubblico da parte del Consiglio dei ministri, la premier Giorgia Meloni ha riunit i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il responsabile del Viminale Matteo Piantedosi per fare un nuovo punto della situazione. Questa volta soprattutto sulle manifestazioni nel settore dell’autotrasporto e anche sulle possibili infiltrazioni criminali. Comunque un focus sul tema della sicurezza alla vigilia del Consiglio dei ministri convocato per venire incontro alle proteste dei Tir.
Oltre un miliardo le risorse sbloccate, ma il timore nell’esecutivo è legato ai blocchi che hanno provocato problemi all’intero Paese. Non a caso fonti di palazzo Chigi hanno sottolineato che il proseguimento delle proteste, “nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria”, evidenzi “una situazione complessa”. L’obiettivo è riportare la calma. “È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale”, il ‘refrain’. “Allo stesso modo – hanno osservato le stesse fonti – occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità. Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione – la sottolineatura – che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato”.
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