Caro diario, la giornata politica di ieri per il governo è stata perlopiù tesa a porre riparo allo spettro di disordini come quelli che si sono verificati lo scorso fine settimana. Più di un’ora e mezza di riunione per preparare “una risposta forte dello Stato”. Dovrebbe trattarsi di un decreto legge da varare in tempi brevi.
Nel corso della riunione è stata svolta un’analisi degli scontri verificatisi in diverse città. Il fenomeno si presenta complesso, come anticipavo ieri, con aspetti di novità rispetto al passato, anche recente, e con una varietà di causali da decifrare. Ferma restando la volontà di garantire la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, è stata ribadita la determinazione dello Stato a dare una risposta ferma, con particolare riguardo al contrasto delle condotte delinquenziali e criminali. Il governo, quindi, sta approfondendo ulteriori misure proposte dalle Forze di polizia, anche al fine di rendere più efficaci le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni. Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ribadito che “ogni violenza è inaccettabile”, chiede “un’analisi intelligente e approfondita” e che venga “elaborata un’attenta vigilanza”.
Ma quello delle giovani frange violente non è l’unico problema del governo. Oggi a Milano si è svolto il tavolo tra il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni dell’autotrasporto, le quali, per farla breve, vogliono fermare il trasporto delle merci in tutto il Paese. Le associazioni chiedono interventi per contenere i costi del carburante, lo sblocco degli aiuti e tempi certi per i pagamenti. Tra i nodi sul tavolo figurano i 430 milioni di euro di crediti d’imposta e le risorse per il rinnovo del parco veicolare.
Insomma, caro diario, una giornata difficile. Cioè, una giornata come le altre.
Giorgio Cavalli
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