Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito “una vergogna” i rinnovati attacchi dell’Ucraina contro le raffinerie di petrolio russe e ha aggiunto che questa offensiva sta facendo salire i prezzi mondiali dell’energia. In un’intervista all’emittente Newsmax, il presidente americano si è scagliato contro il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, affermando che è meno disposto del presidente russo Vladimir Putin a raggiungere un compromesso per porre fine alla guerra.
Zelensky aveva dichiarato al Financial Times che la pausa negli attacchi contro le raffinerie russe era “finita”, dal momento che Mosca non stava rispettando la tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche annunciata da Trump. Il presidente ucraino cerca ora di raccogliere il sostegno degli alleati europei: giovedì ha incontrato a Bruxelles il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha avuto una serie di incontri bilaterali con leader europei e venerdì parteciperà a un vertice dell’Unione europea.
“Dovrebbe finire presto. Credo che, in realtà, entrambi vorrebbero vederla finire”, ha detto Trump a Newsmax. “Ma credo che Zelensky mi risulti più difficile da trattare di Putin”. I rapporti tra Kiev e Washington si sono deteriorati dalla scorsa settimana, quando Trump ha allentato le sanzioni alla Russia in cambio dell’immissione da parte di Mosca di grandi quantità di diesel sui mercati mondiali. La rabbia in Ucraina è cresciuta ulteriormente per i malfunzionamenti di un sistema satellitare cruciale fornito dagli Stati Uniti, che hanno ostacolato la capacità dell’esercito di contrastare gli intensi bombardamenti russi.
I leader europei, al contrario, si sono schierati in larga parte con Zelensky, nel tentativo di superare l’ultima tempesta nei rapporti altalenanti tra Trump e Kiev. Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che è “cruciale” che l’Ucraina riceva “tutti i mezzi necessari per proteggersi”, dopo aver incontrato Zelensky. “Posso rassicurarvi, cari amici ucraini e presidente Zelensky: NON SIETE SOLI”, ha scritto online il primo ministro polacco Donald Tusk. “Tutti noi in Europa vogliamo che questa guerra finisca. E perché ciò accada servono segnali forti: più pressione reale sulla Russia e più sostegno alla difesa dell’Ucraina”, ha scritto online Zelensky. “Ora è particolarmente importante agire insieme per proteggere le vite”.
Il botta e risposta tra Kiev e Mosca
Durante l’incontro con Macron a Bruxelles, Zelensky ha affermato che il Cremlino ha “lanciato l’ennesimo vile attacco con droni contro le infrastrutture energetiche ucraine” nella città di Lutsk, provocando blackout. “La Russia ha ignorato in modo plateale la proposta del presidente americano di una tregua energetica. E ora sta approfittando dei problemi di funzionamento di Starlink per causare la massima distruzione a tutto ciò che sostiene la vita quotidiana”, ha scritto online.
Il Cremlino, da parte sua, ha accusato l’Ucraina di far deragliare gli sforzi di pace americani con la ripresa degli attacchi alle raffinerie, mentre le autorità russe hanno riferito di un attacco con droni contro una raffineria a sud di Mosca che ha provocato un incendio. Kiev “continua a lanciare attacchi contro queste strutture”, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Questo entra in serio conflitto con gli sforzi di pace degli Stati Uniti e dei negoziatori americani, che stanno compiendo sforzi vigorosi per avviare il processo di pace”.
A Kiev, alcuni residenti hanno detto all’AFP di percepire un cambiamento nell’atteggiamento di Washington verso l’Ucraina. “Che vengano a vivere qui per due o tre giorni. Tutti questi attacchi notturni, quello che la gente sta passando qui: blackout, niente elettricità. E allora forse vedrà tutto questo in modo diverso”, ha detto Alyona Nikitina, 30 anni. Negli ultimi mesi la Russia ha intensificato i bombardamenti sull’Ucraina e sulla sua capitale, con un numero crescente di vittime civili e pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini.
Gran parte dell’indignazione in Ucraina in questa settimana ha riguardato le restrizioni al sistema di comunicazioni satellitari Starshield, su cui l’esercito fa affidamento per individuare gli attacchi russi in arrivo e coordinare la risposta al fronte. Funzionari della difesa hanno confermato che gli Stati Uniti avevano minacciato di sospendere la condivisione dell’intelligence se l’Ucraina avesse continuato gli attacchi a lungo raggio contro le raffinerie russe.
Il miliardario della tecnologia Elon Musk, che ha anche chiesto che Zelensky venga sostituito alla guida del Paese, ha però affermato che la sua società SpaceX non è responsabile di alcuna interruzione del sistema Starshield. “I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo degli Stati Uniti”, ha detto. “Qualsiasi limite di velocità o di utilizzo è deciso dall’esercito americano e, in ultima istanza, da POTUS”, ha aggiunto, riferendosi a Trump. L’Ucraina usa il sistema Starshield di SpaceX per le comunicazioni sul campo di battaglia, per gli attacchi a medio raggio sui territori occupati dalla Russia e per i droni intercettori. Il sistema è separato dalla rete satellitare civile Starlink, che l’Ucraina utilizza ma non per operazioni offensive. Mercoledì le velocità erano più basse, con effetti sulla connettività, hanno riferito i funzionari.
Kiev ha esaurito le scorte di Patriot. Londra invia altri Storm Shadow
L’Ucraina ha esaurito i missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione americana, restando più esposta agli attacchi balistici russi. Lo riferisce la Cnn, citando una fonte informata sulla situazione, nel pieno delle crescenti tensioni tra il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky.
“Quasi tutti i missili balistici dell’ultimo attacco non sono stati intercettati per la mancanza di missili intercettori”, ha dichiarato la fonte. Durante il bombardamento della notte tra martedi’ e mercoledi’, missili russi hanno colpito tre centrali elettriche a Kiev e preso di mira infrastrutture energetiche a Kharkiv. Nella capitale sono morte quattro persone e altre 25 sono rimaste ferite.
Da mesi Zelensky denuncia la scarsità degli intercettori Patriot, tra le poche armi difensive capaci di abbattere missili balistici. Costosi e disponibili in quantità limitate a livello globale, sono richiesti anche da altri Paesi che hanno consumato le proprie scorte o cercano di rafforzare le difese nel contesto della guerra in Iran. Non sarebbe la prima volta che Kiev esaurisce questi missili.
A metà agosto funzionari ucraini avevano riferito alla Cnn che le scorte erano ormai quasi terminate. Nello stesso periodo Zelensky aveva dichiarato di disporre soltanto di un decimo degli intercettori necessari con urgenza e di trascorrere le giornate in “milioni” di telefonate con gli alleati per ottenere nuove forniture.
A settembre il presidente ucraino aveva annunciato che il Paese avrebbe ricevuto dagli Stati Uniti una licenza per produrre missili Patriot. Trump non aveva però confermato il proprio assenso e, secondo la Cnn, la licenza non si è concretizzata.
La carenza si intreccia con le pressioni americane su Kiev affinché interrompa gli attacchi contro gli impianti petroliferi russi, mentre Mosca continua a bombardare le infrastrutture energetiche ucraine. In un’intervista al Financial Times, Zelensky ha indicato la fornitura di ulteriori intercettori Patriot come condizione minima per accettare lo stop ai raid, lamentando che alla richiesta di maggiori difese aeree la risposta americana sia stata un indebolimento del servizio Starlink.
Il Regno Unito fornirà all’Ucraina nuovi missili Storm Shadow. Lo riferisce Bloomberg, secondo cui il reintegro delle scorte è stato discusso dal premier britannico Andy Burnham e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante la visita di quest’ultimo a Londra. Il Regno Unito sta inoltre lavorando allo sviluppo di armi a lungo raggio che consentano a Kiev di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
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