Mio caro diario

Giornata ricca, mio caro diario. Cominciamo dalla Lega: la notizia è che Matteo Salvini si è dimesso da segretario, insieme ai vice Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani. Sembra un notizione da prima pagina, ma non lo è, in quanto queste dimissioni erano e sono un passaggio obbligato in vista del Congresso straordinario del partito, per procedere a un congresso elettivo. Ma la domanda è: Salvini verrà rieletto? Lui è certo di sì, e ha tenuto a dire che nella Lega “non ci sono dissidenti” e che per il Congresso si aspetta nuove idee e proposte.

Nel frattempo, la macchina dei ricorsi contro la nuova legge elettorale è già partita. È già pronta una bozza contenente i punti cardine dei ricorsi. Detto in soldoni, la prima e più importante questione, secondo i ricorrenti, è il premio di maggioranza previsto, che impedisce il rispetto della rappresentanza come chiede la Costituzione. Poi, sempre secondo i ricorrenti, c’è un problema di incostituzionalità nella selezione degli eletti. “Questa legge non consente agli elettori di conoscere gli effetti del voto sul parlamentare che hanno votato”. E ancora, tra i punti più significativi, la “totale mancanza di equilibrio di genere. I capilista bloccati possono essere anche di un solo genere”. Staremo a vedere cosa deciderà la Consulta.

Infine la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che è intervenuta all’Assemblea generale di Assolombarda a Milano, ed è tornata a parlare del ruolo del nostro Paese in Europa e di fronte alle scelte fatte da Bruxelles. “L’Italia non è in Europa per dire sempre sì. Il nostro paese ha diritto di dire quando qualcosa non va, non per indebolire l’Unione Europea, ma per renderla più forte”.

Giorgio Cavalli

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