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Le cronache di oggi vedono le esternazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha detto di essere pronto a “far saltare in aria” gli iraniani, visto lo stallo nei negoziati. “Forse li facciamo saltare in aria. Dobbiamo prendere questa decisione. Li facciamo saltare in aria. Il momento sta arrivando”, ha risposto ai giornalisti che chiedevano come pensasse di negoziare un accordo con gli iraniani, quando lui li ha definiti “pazzi”. Inoltre, il Presidente ha dichiarato che “appena la guerra finirà, e finirà presto, i prezzi del carburante andranno giù”. Se lo dice lui…

Spesa militare in Ue da record

Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia europea per la difesa (Eda), la spesa degli Stati europei ha toccato i 418 miliardi di euro nel 2025, pari al 2,2% del Pil dell’Ue, e potrebbe raggiungere i 547 miliardi di euro entro il 2029. È quanto si legge nel primo rapporto annuale sulla prontezza della difesa, elaborata dall’Agenzia europea per la difesa con il contributo della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna, compreso lo Stato maggiore dell’Ue.

La relazione fornisce una valutazione consolidata dei progressi compiuti dall’Europa verso la prontezza della difesa entro il 2030, evidenziando i risultati raggiunti e individuando le aree in cui sono necessari ulteriori sforzi.

Il meccanismo di rendicontazione annuale era previsto nella Tabella di marcia per la prontezza della difesa 2030 al fine di monitorare i progressi relativi alle priorità in termini di capacità e alla base industriale europea della difesa. Il rapporto valuta i progressi in quattro aree interconnesse: spesa per la difesa, capacità, industria della difesa e partenariati.

Sulla spesa per la Difesa, si legge nella nota, “gli Stati membri dell’Ue hanno raggiunto livelli di spesa senza precedenti negli ultimi 30 anni”. Per quanto riguarda le capacità, vengono sottolineati progressi particolarmente significativi nelle capacità relative ai droni e ai sistemi anti-drone, nonché nel dominio marittimo, anche se “saranno necessari ulteriori sforzi per colmare le lacune ancora esistenti in termini di capacità”. Il rapporto sottolinea che l’industria della difesa europea, oltre a potenziare la capacità produttiva, deve continuare a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, “promuovendo al contempo l’innovazione e la concorrenza all’interno della base industriale europea”.

Per quanto riguarda i partenariati, infine, restano fondamentali “una cooperazione più stretta con partner che condividono gli stessi orientamenti e una collaborazione rafforzata tra Ue e Nato”. L’Ucraina, si legge, rimane un partner importante. “La sua esperienza sul campo, l’innovazione tecnologica e le capacità industriali nel settore della difesa, unite alla base industriale e tecnologica europea, possono rafforzare la capacità collettiva di raggiungere la prontezza della difesa ai ritmi richiesti”, conclude una nota dell’Eda. “La Relazione annuale dell’Ue sulla prontezza della difesa dimostra che abbiamo fatto molto. Gli investimenti nella difesa sono aumentati, ma permangono significative lacune di capacità. Ora dobbiamo concentrarci su come colmarle”, aveva dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, commentando il rapporto.

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