Mio caro diario

Generale, dietro la “scollina”…. Una foto ritoccata con il seno più in vista della sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, Matilde Siracusano, compare sulla pagina Facebook di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, e si scatena una bufera.

“L’attacco a Matilde Siracusano è volgare e inaccettabile e dimostra la scarsezza di contenuti politici da parte di chi l’ha escogitato. È il classico esempio del moralista senza morale”, scrive su X Antonio Tajani.

“Esprimo la mia solidarietà a Matilde Siracusano per il volgare fotomontaggio diffuso da Roberto Vannacci sui suoi social. Ancora una volta Vannacci utilizza il sessismo e la denigrazione personale come strumenti di attacco. A Matilde Siracusano va la mia piena solidarietà e vicinanza”. Lo afferma Angelo Bonelli, deputato AVS.

“Manipolare l’immagine di una donna in politica, alterandone l’abbigliamento e pubblicando una foto falsificata, è semplicemente indecoroso. E lo è per chi lo fa. Non è umorismo, non è ironia, non è campagna elettorale: è mancanza di rispetto verso una persona, verso un’istituzione e verso il Paese”, dice Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia.

Hanno stigmatizzato il gesto di Vannacci anche Mara Carfagna, la presidente dei senatori azzurri, Stefania Craxi, la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa e l’Associazione Giornaliste Italiane che esprime, in una nota, “piena solidarietà alla Sottosegretaria Matilde Siracusano, bersaglio di un grave attacco sessista attraverso la manipolazione digitale di una sua immagine.

Cambiando argomento, da Prato i riformisti inviano messaggi chiari alla segretaria del Pd Shlein. “Siamo leali, ma prendiamoci un po’ di libertà”, dice Graziano Delrio ricordando la prima assemblea nazionale riformista, quella di un anno fa a Milano. “Sono due i limiti invalicabili: il sostegno all’Ucraina, anche in armi, contro l’invasione di Putin. E il sostegno al ddl antisemitismo” precisa Graziano Del Rio. Giorgio Gori, invece, spiega che “L’unità va bene, ma solo se il prezzo dell’unità non è la rinuncia ai valori e all’identità del Pd”.

Giorgio Cavalli

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