Mio caro diario

Poche le dichiarazioni politiche della giornata di ieri che vale la pena menzionare. tra queste c’è quella del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha lanciato un fermo monito contro le guerre che usano il cibo come arma strategica e devastano l’ambiente. “La biodiversità è un gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l’ambiente, la nostra vita. Un patrimonio che ci interpella,” ha ammonito. La bussola di Mattarella rimane la Carta Costituzionale, di cui il Presidente è custode. Ne cita l’articolo 9: “la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

E da un monito all’altro, ecco quello di Beppe Grillo, che si è pronunciato attraverso il suo blog riguardo all’uso del nucleare in Italia, rivolgendo una lettera aperta a un ipotetico “ventenne che crede nelle balle nucleari”, avverte che “le bugie non renderanno il mondo migliore” e inserisce tra queste i provvedimenti e le dichiarazioni sul ritorno al nucleare, con un arco di sette anni come orizzonte per vedere in funzione il primo reattore.

“Il mio desiderio più grande è che possa avere ragione tu e non io. Che potremo andare insieme a vedere questo nuovo reattore. Che sarà stata almeno posta la prima pietra da qualche parte, almeno del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Il mio timore non è quello ‘delle radiazioni’ o ‘delle scorie’. Il mio timore è che ai futuri ventenni del 2033-2034 racconteranno tante altre balle, cercando di giustificare in modo ridicolo il perché si saranno sprecati una marea di soldi pubblici, con il risultato di non avere nulla. Qualsiasi cosa succeda, sappi che ti voglio bene lo stesso”.

Chiudo con una riflessione. Il voto di domani in Calabria è molto più di un voto regionale di rimpiazzo. In realtà, a guardarlob bene, è un laboratorio politico nazionale, uno stress test per il centrodestra, una prima vera prova per il campo largo, anzi larghissimo, del centrosinistra.

Giorgio Cavalli

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