Raid News 24

 L’ Iran ha fatto recapitare agli Usa un piano per cessare le ostilità, riaprire lo stretto di Hormuz e iniziare poi colloqui sul programma nucleare. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a margine dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, in un punto stampa con diversi media tra cui il New York Times. “Abbiamo trasmesso un piano agli Stati Uniti attraverso gli intermediari”, ha spiegato Araghchi, secondo cui “se determinate condizioni saranno soddisfatte, lo stretto di Hormuz potrebbe essere aperto alla fine del settimo giorno e i colloqui ripartire”. La proposta, ha riferito ancora il ministro degli Esteri iraniano, ricalca sostanzialmente il memorandum d’intesa sottoscritto dalle parti a giugno e poi disatteso. Nell’arco di una settimana, tutti gli scontri dovrebbero finire, anche in Libano, gli Stati Uniti dovrebbero scongelare 12 miliardi di beni iraniani, rinunciare alle sanzioni sul petrolio iraniano e revocare il blocco navale sull’Iran. L’ultimo giorno, lo stretto di Hormuz tornerebbe navigabile.

L’iniziativa era già stata “preparata” ieri dal Presidente iraniano Massoud Pezeshkian ai microfoni di Fox News. “Spetta agli Stati Uniti decidere se porre fine o meno alla guerra con l’Iran. Non è stata la Repubblica Islamica a scatenare le ostilità, Teheran non cerca il conflitto ma è determinata a difendersi. Quando le cose possono essere risolte attraverso il dialogo, non dovremmo ucciderci a vicenda. Ma, istigati da Israele, ci hanno imposto questa guerra”, aveva spiegato Pezeshkian, ribadendo la disponibilità dell’Iran a raggiungere un intesa con l’amministrazione Trump nel quadro del diritto internazionale.

Netanyahu all’Onu: “Genocidio a Gaza? Bugia del secolo”

 L’attrice premio Oscar Susan Sarandon è stata arrestata durante una protesta pro-palestinese davanti al palazzo delle Nazioni Unite a New York, poco prima del discorso del Primo Ministro Benjamin Netanyahu.
Sono decine gli attivisti fermati dalla polizia per aver bloccato una strada vicino alla sede delle Nazioni Unite durante una manifestazione guidata dall’organizzazione antisionista ebraica Voce per la Pace. Sulla First Avenue, poco a sud del quartier generale delle Nazioni Unite, la polizia ha scortato una lunga fila di attivisti ammanettati, che indossavano magliette con la scritta “Finanziate le persone, non le bombe”, verso un autobus della polizia.

Tutto questo mentre intanto, nel palazzo di vetro, decine di delegazioni lasciavano la sala dell’Assemblea generale dell’Onu non appena il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è affacciato sul podio. È stato fischiato e oggetto di cori. Lui ha replicato: “Se ci sono altri codardi morali che non hanno ancora lasciato questa sala, vi prego di farlo ora”.

“Distruggere gli impianti nucleari dell’Iran è stata un’impresa ardua. È stato estremamente difficile da realizzare. Eppure, per me, è stata una delle decisioni più semplici che abbia mai dovuto prendere in qualità di primo ministro. Perché, se non lo avessimo fatto, saremmo tutti morti. Ora, volete conoscere l’ironia suprema di questa difesa? Israele sta difendendo anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena abbandonato quest’aula. Anzi, voglio che sappiate che molti dei loro leader ci ringraziano persino in privato per aver neutralizzato le capacita’ nucleari dell’Iran. E’ difficile immaginare un’ipocrisia più sconcertante, eppure è esattamente di questo che si tratta”, ha aggiunto.

In quanto ai massacri compiuti a Gaza, ecco la semplice verità, secondo il primo ministro israeliano: “Israele non ha commesso alcun genocidio. Israele ha impedito un genocidio, ed è esattamente ciò che gli amici di Hamas del signor Mamdani avrebbero fatto a noi se non li avessimo fermati. Ci avrebbero sterminato fino all’ultimo”.

Lascia un commento