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Cominciamo con ciò che riguarda la guerra russo-ucraina, arrivata ormai al suo 45esimo mese. Donald Trump ha attivato nuove sanzioni contro la Russia, la nota legge Lindsey Graham, il senatore repubblicano morto di recente e promotore della linea dura su Mosca. L’intento è quello di aumentare la pressione sul Cremlino. La legge prende di mira in particolare i settori energetico e della difesa, oltre a Putin stesso e ad altri alti funzionari. Il provvedimento attribuisce inoltre a Trump il potere di imporre dazi fino al 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi, una misura che potrebbe riguardare soprattutto Cina e India. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la sua iniziativa.

Intanto Emmanuel Macron intende “preparare un piano per proteggere le infrastrutture critiche europee” dagli attacchi “ibridi” russi, che “non resteranno senza risposta” da parte dell’Unione. Il capo dello Stato ha richiesto una maggiore “vigilanza” di fronte a questa minaccia, sollecitando l’attuazione di un “piano per proteggere le nostre infrastrutture critiche, così come i siti più sensibili della nostra base industriale e tecnologica della difesa, dagli attacchi con droni e dagli attacchi informatici”.

Putin, intanto, ha votato online alle elezioni per il rinnovo della Duma, il parlamento russo, ostentando una tranquillità che forse in realtà non ha. Queste infatti sono le prime elezioni in tempo di guerra del suo (eterno) mandato, e molti sono i segnali di malcontento del popolo russo per il protrarsi della guerra. I media di Stato russi hanno pubblicato il video del leader che, alla scrivania al Cremlino, indica la sua scelta con una sequenza di operazioni al computer. “Spassiba” (grazie), dice sorridente una volta completata la procedura.

7 ottobre, l’Anp conferma: “Avvertimmo Israele dell’attacco di Hamas”

Sufian Abu Zaida, ex ministro dell’Autorità nazionale palestinese originario di Gaza, ha confermato di essere la fonte citata in un articolo di Haaretz nel quale si rivelava che il premier Benjamin Netanyahu era stato avvertito dal leader emiratino Mohammed bin Zayed poco prima del 7 ottobre 2023 dei piani di Hamas di attaccare.

L’ufficio del premier israeliano ha negato di essere stato avvertito dagli Emirati del piano di attacco di Hamas poco prima del 7 ottobre 2023. Si tratta di “una menzogna totale! Il primo ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da lui”, ha dichiarato in risposta alle rivelazioni di Haaretz.

Giorgio Cavalli

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