Sembra un romanzo di Le Carré, ma a quanto pare è inquietante realtà, almeno secondo l’allarme lanciato dalle autorità federali statunitensi. In base a quanto rivelato dall’FBI, infatti, i servizi segreti della Federazione Russa stanno pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono l’Ucraina. Lo stesso Bureau ha annunciato di aver sventato un complotto per uccidere un importante dissidente russo che si ritiene viva a Washington.
Secondo un atto d’accusa reso pubblico presso il tribunale federale di Manhattan, cinque persone sono state incriminate nell’ambito del complotto. La rete di 007 aveva pagato, e tentato di pagare, individui negli Stati Uniti e in altri Paesi per sorvegliare obiettivi da eliminare, con l’intenzione di ucciderli successivamente. Secondo l’atto d’accusa, i membri della rete reclutati erano stati anche sollecitati a compiere atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in paesi europei considerati allineati con l’Ucraina.
A quanto risulta, una rete di persone che lavorano per i servizi segreti della Federazione Russa complottava almeno dal 2024 di condurre omicidi in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti.
In precedenza la rete si era concentrata sui dissidenti e sui disertori russi, ma più recentemente aveva preso di mira le nazioni percepite come alleate dell’Ucraina.
Crolla palazzina a Gaza: 21 morti
In Medioriente, la tragedia umanitaria di Gaza non smette di scuotere le nostre coscienze, mentre a Gaza City si vive ancora tra sangue e macerie. Sono 21 le persone morte – tra cui 12 bambini e 5 donne – e circa 60 risultano disperse in seguito al crollo di un edificio residenziale di sei piani avvenuto ieri mattina presto nella Striscia. Lo riferiscono l’ospedale Al-Shifa e il ministero della Salute di Gaza. L’edificio era stato colpito più volte nel 2024 e nel marzo 2025 e la popolazione era stata invitata a non tornarvi, ha spiegato il portavoce della Protezione civile, Mahmoud Bassal. “Ma non hanno altra scelta. Non hanno né tende né case disponibili, così sono costretti a vivere in edifici lesionati e danneggiati nonostante il rischio di crollo”.
L’edificio crollato era stato danneggiato dagli attacchi israeliani, così come è accaduto all’80% delle infrastrutture della Striscia palestinese. Sembra ci siano quasi 2.000 edifici in condizioni simili nelle aree abitate della Striscia di Gaza, tutti occupati da civili. Così, da ieri mattina, all’ospedale Al-Shifa di Gaza City, uomini in lacrime hanno cominciato a trasportare i corpi dei bambini avvolti in sudari bianchi, mentre intanto a Gaza migliaia di famiglie palestinesi si apprestano alla stagione fredda senza avere tende e coperte. L’allarme è stato lanciato dal portavoce dell’Onu Stephane Dujarric, durante il suo incontro con i media internazionali.
Giorgio Cavalli
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