Cose turche

Le autorità turche hanno avviato procedimenti giudiziari nei confronti di 162 sospettati, nove associazioni e 13 attività commerciali nell’ambito di una maxi operazione chiamata “La mia famiglia è al sicuro”, condotta in 15 province del Paese e annunciata domenica dal ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek.

Le indagini sono coordinate dalle procure capo di Istanbul, Ankara, Izmir, Aydin e Mersin, mentre unità della polizia e della gendarmeria hanno effettuato fermi, perquisizioni e sequestri. Secondo il ministro, le indagini riguardano presunti reati tra cui il favoreggiamento della prostituzione o la messa a disposizione di locali destinati a tale attività, la produzione o diffusione di contenuti osceni e attività che avrebbero esposto minori a materiale di questo tipo. Gurlek ha dichiarato che le operazioni sono state condotte nell’ambito della campagna lanciata dal presidente Recep Tayyip Erdogan per il “Decennio della famiglia e della popolazione 2026-2035”.

Il ministro ha aggiunto che gli investigatori hanno fatto ricorso ad agenti sotto copertura, attività di sorveglianza tecnica e fisica, testimonianze, analisi di materiale digitale e registrazioni video. Le autorità hanno sequestrato stupefacenti e materiale digitale, disponendo inoltre il blocco dell’accesso a diversi account sui social media e a vari siti web. Gurlek ha inoltre riferito che il Masak, l’agenzia turca per le indagini sui crimini finanziari, sta esaminando trasferimenti di denaro legati ad alcune associazioni che le autorità hanno descritto come impegnate nella “promozione delle tematiche Lgbt e dell’immoralita’”.

Secondo il ministro, alcune associazioni avrebbero ricevuto ingenti finanziamenti da istituzioni e organizzazioni pubbliche straniere.Gli investigatori stanno esaminando la provenienza dei fondi e ogni eventuale collegamento con le attività oggetto delle indagini.

La Procura capo di Ankara ha aperto un’indagine dopo aver ricevuto una segnalazione secondo cui il sito web e gli account social dell’associazione Kaos conterrebbero materiale osceno accessibile ai minori. Sono stati emessi provvedimenti giudiziari nei confronti di 18 persone legate all’associazione e di altre otto persone accusate di reati legati all’oscenita’ e alla prostituzione attraverso siti web e social media. Secondo la procura, 21 sospettati sono stati fermati, mentre proseguono le ricerche per rintracciarne altri cinque. L’accesso al sito web dell’associazione dalla Turchia è stato inoltre bloccato.

Nell’ambito di un’indagine incentrata su Istanbul e riguardante sei associazioni Lgbt, le autorità hanno fermato 26 persone. I procuratori hanno dichiarato che l’inchiesta riguarda presunti reati tra cui la costituzione di un’organizzazione finalizzata alla commissione di reati, prostituzione, oscenità e detenzione o acquisto di stupefacenti per uso personale. Le operazioni hanno interessato 38 sospettati in 38 indirizzi distribuiti in diverse province e hanno coinvolto 54 attività commerciali, abitazioni e associazioni, tra cui 10 attività e sei associazioni LGBT a Istanbul.

Le autorità hanno riferito di aver sequestrato stupefacenti, 2.000 bottiglie di alcol di contrabbando, una pistola priva di licenza, dispositivi di registrazione e telefoni cellulari. Un’attività commerciale e’ stata posta sotto sequestro per aver operato al di fuori dei termini previsti dalla propria licenza. La Procura capo di Izmir ha emesso separatamente mandati di fermo nei confronti di 24 persone accusate di reati legati all’oscenità e alla prostituzione attraverso i social media e altre attività ritenute lesive dell’ordine pubblico. Sedici sospettati sono stati fermati, mentre proseguono le ricerche per rintracciare gli altri otto. Gurlek ha dichiarato che le autorità continueranno a indagare sulle organizzazioni criminali, sulle reti di sfruttamento e sulle attività illegali che prendono di mira bambini, giovani e famiglie.

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