Raid News 24

Tra Ucraina e Russia tornano gli attacchi dopo tre giorni di tregua in concomitanza con la visita degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Una serie di “forti” esplosioni è stata avvertita a Kiev dalle prime ore della notte. Almeno due persone sono rimaste uccise (e almeno sette risultano ferite) nei raid russi, secondo l’autorità militare della capitale ucraina. Edifici sono stati colpiti nei distretti di Boryspil e Fastiv, nella periferia della capitale.

Droni ucraini hanno colpito la regione russa di Saratov. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass, che spiega come l’attacco abbia provocato il danneggiamento di strutture civili e il ferimento di alcune persone. A confermarlo è il governatore della regione, Roman Busargin. “Strutture civili sono state danneggiate in un attacco con droni su Saratov. Tutti i sistemi di emergenza sono al lavoro. I primi accertamenti indicano che ci sono feriti”, ha detto Busargin.

“Nel momento in cui gli inviati di pace del presidente degli Stati Uniti se ne sono andati, Putin ha lanciato un altro massiccio e terribile attacco contro Kiev”. Lo ha denunciato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, riferendo che i raid hanno danneggiato aree residenziali e provocato almeno due morti. “I suoi missili balistici parlano più forte delle sue parole sulla diplomazia”, ha affermato Sybiha. “Un attacco dopo l’altro contro edifici residenziali non lo avvicina alla vittoria in questa guerra: non è altro che terrore insensato”.

Secondo il capo della diplomazia ucraina, l’attacco dimostra che “nessuna decisione dei nostri alleati può essere rimandata”. “Ogni ritardo si misura in vite. Ogni intercettore fornito ora all’Ucraina è una vita salvata”, ha aggiunto, chiedendo che vengano utilizzati per proteggere i cieli ucraini anche i missili presenti negli arsenali degli alleati, compresi quelli prossimi alla scadenza. Sybiha ha inoltre esortato i Paesi europei a “seguire l’esempio della Germania e chiudere tutte le ‘Case russe’ in Europa”.

“Non si può permettere alle reti di influenza russe di continuare a operare mentre la Russia rifiuta di porre fine alla sua guerra di aggressione”, ha affermato. “Esortiamo i nostri alleati ad agire e ad aumentare la pressione sull’aggressore. La pressione su Mosca fa avanzare la diplomazia, non la ostacola. Una pressione più forte avvicina la pace”, ha concluso Sybiha.

La Finlandia ‘chiude’ il confine con la Russia

La Finlandia ha eretto una recinzione di 200 chilometri lungo il confine con la Russia, nel tentativo di dissuadere Mosca dall’utilizzare i migranti per destabilizzare il Paese.

Il governo di Helsinki aveva già chiuso il suo confine di 1.340 chilometri con la Russia nel dicembre 2023, in seguito all’arrivo da Mosca di oltre 1.300 migranti senza visto. Da allora la situazione è rimasta tranquilla, con solo pochi casi isolati di attraversamenti illegali, ha dichiarato all’AFP il ministro dell’Interno finlandese Mari Rantanen.

La recinzione di filo spinato alta 4,5 metri e installata in aree strategiche, è dotata di telecamere e sensori. Nel 2023, la Finlandia, che nell’aprile del 2023 ha messo fine a decenni di non allineamento militare e ha aderito alla NATO, aveva accusato Mosca di condurre una “guerra ibrida” orchestrando l’arrivo di cittadini di paesi terzi al suo confine, accuse che il Cremlino ha respinto. Il “progetto infrastrutturale di portata eccezionale” ha coinvolto circa mille proprietari terrieri e centinaia di aziende, secondo le guardie di frontiera finlandesi. Recinzioni simili sono state erette in Lettonia, Lituania e Polonia lungo i confini con la Bielorussia, così come in Estonia al confine con la Russia, per arginare il flusso di migranti.

Gli Houti bombardano l’Arabia Saudita, 73 feriti nei raid

Ansarollah, l’organo di informazione degli Houthi yemeniti sostenuti dall’Iran, ha annunciato che i ribelli sciiti hanno colpito obiettivi in Arabia Saudita. “Droni e missili yemeniti martellano il nemico saudita”, ha scritto Ansarollah su Telegram, aggiungendo in un altro post che gli attacchi hanno colpito l’aeroporto internazionale di Abha, la base aerea King Khalid e impianti del colosso petrolifero statale Aramco ad Abha e Jizan.

Gli attacchi hanno causato 73 feriti, secondo la coalizione a guida saudita, che ha promesso una risposta. “Gli attacchi insensati della milizia terroristica Houthi, l’ultimo dei quali ha preso di mira obiettivi civili ed economici, hanno provocato il ferimento di 73 civili”, ha dichiarato in una nota il Comando delle forze congiunte della coalizione. “Il Comando – conclude – adotterà inoltre tutte le misure e le azioni necessarie per rispondere alle fonti della minaccia e neutralizzarne il pericolo”.

“Adotteremo tutte le misure operative necessarie per dissuadere con fermezza la milizia terroristica Houthi”, ha affermato il comando delle forze congiunte della coalizione. Negli attacchi sono state colpite le città saudite di Abha, Khamis Mushait, Jizan e Najran. Tra i feriti ci sarebbero “donne e bambini”. Il portavoce della coalizione ha definito le azioni degli Houthi “una pericolosa escalation”, “una flagrante violazione della sovranità del Regno e una minaccia diretta alla sua sicurezza”. “L’approccio ostile della milizia Houthi sarà affrontato con tutta la fermezza necessaria”, ha avvertito la coalizione, secondo cui il “comportamento criminale” del gruppo conferma “il suo rifiuto di raggiungere la pace e la stabilità nello Yemen e nei Paesi vicini”.

Diversi impianti e infrastrutture energetiche nel sud dell’Arabia Saudita sono stati colpiti in una serie di attacchi. Lo ha riferito il ministero saudita dell’Energia. Secondo il ministero, gli attacchi hanno provocato incendi in diversi siti, causando la sospensione temporanea di alcune operazioni.

7 ottobre, gli Emirati avvisarono Netanyahu ma lui non informò l’intelligence

Circa 10 giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, il premier israeliano Benjamin Netanyahu fu avvertito personalmente dal leader emiratino Mohammed bin Zayed che Hamas stava pianificando una grande offensiva contro lo Stato ebraico, ma non informò i vertici della sicurezza israeliana e non fece nulla con l’informazione. È quanto ha rivelato Haaretz, facendo riferimento alle vaste indagini di due giornalisti, Shlomi Eldarand e Ruth Yuval, per un nuovo libro in cui si citano decine di interviste con fonti, tra cui alti funzionari in Israele e in tutto il mondo.

Il libro afferma che tre alti funzionari stranieri furono informati del contenuto della telefonata di 45 minuti alla fine di settembre e viene citato un consigliere di MbZ che aveva conoscenza diretta della conversazione.

Dopo le rivelazioni di Haaretz i leader dell’opposizione lavorano a una dichiarazione congiunta di condanna. Il promotore, riferisce Yedioth Ahronoth, è il leader dei Democratici, Yair Golan. “Dobbiamo tutti unirci in una dichiarazione congiunta ai cittadini di Israele e dire chiaramente: Netanyahu non è legittimo, non dobbiamo sederci con lui e non dobbiamo permettergli di formare un governo. Quest’uomo è pericoloso per la sicurezza di Israele”, è il messaggio che ha fatto arrivare agli altri leader. Secondo quanto appreso da Yedioth Ahronoth, il favorito alle elezioni Gadi Eisenkot, si è detto d’accordo e si attende una risposta da Naftali Bennett e Avigdor Liberman.

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