E’ stata un’altra notte di attacchi russi su tutta l’Ucraina. A quanto riferiscono i media ucraini, due poliziotti hanno perso la vita e uno è rimasto ferito nella regione di Dnipro. Almeno una vittima anche a Odessa, dove sono stati colpiti edifici residenziali. Senza sosta i raid su Kiev, con almeno 14 feriti.
Le forze ucraine, invece, hanno preso di mira nella notte diversi obiettivi vicino a Sochi, località sul Mar Nero molto amata dai russi e dove il presidente Vladimir Putin ha una delle sue residenze.
A quanto riporta Ukrinform, è stata attaccata una base della contraerea di Mosca a Sirius, vicino al fiume Psou, al confine con l’Abkhazia. Secondo gli analisti, è lì che si trova il sistema missilistico antiaereo russo S-300 o S-400. Dopo il raid è scoppiato un incendio. In fiamme anche un deposito di carburante, con colonne di fumo visibili a chilometri di distanza.
Tre persone sono morte e 14 sono rimaste ferite in attacchi di droni ucraini sulla Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr). Lo ha reso noto il capo della Dpr, Denis Pushilin, in un comunicato. I raid hanno danneggiato edifici residenziali e infrastrutture civili.
I negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner saranno sabato e domenica prima a Mosca e poi a Kiev. Lo ha riferito la Tass. Ieri il presidente ucraino, Volodymiyr Zelensky, aveva preannunciato una visita imminente dell’inviato e del genero del presidente americano Donald Trump a Kiev. La prima tappa però sarà Mosca.
Iran: Netanyahu assicura, “siamo vicini a rovesciare il regime”
La fine del regime in Iran è vicina. Ne è convinto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo il quale “questo regime è in difficoltà. È più debole che mai”. “Sono convinto – ha aggiunto parlando a fianco del ministro della Difesa, Israel Katz, e del capo di Stato maggio dell’Idf, Eyal Zamir – della nostra capacità di eliminare questa minaccia una volta per tutte, cioè di rovesciare questo regime. Questa è la missione centrale che ancora ci attende, ma è vicina”, ha assicurato, “è alla nostra portata”.
Del resto, ha aggiunto, “non è senza una ragione che evitano di attaccarci senza motivo. Attaccano tutti, ma non noi. Conoscono la nostra forza, la potenza del nostro braccio e la nostra determinazione. Dico ai nostri nemici: non provocateci”.
Iran, Teheran: “Da ora guerra asimmetrica, gli Usa facciano scorte di benzina”
L’Iran ha confermato l’intenzione di cambiare tattica nella guerra contro gli Stati Uniti. “I nuovi crimini dell’America contro l’Iran hanno alterato le nostre equazioni di sicurezza e la dottrina di difesa. D’ora in poi, la nostra risposta sarà ‘asimmetrica’, ‘su più livelli’ e ‘toglierà sicurezza all’aggressore’”, ha scritto su X Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente iraniano. “Gli americani dovrebbero fare scorte di carburante; mesi neri attendono l’economia statunitense”, ha ammonito.
Petrolio: Brent sopra 96 dollari
Le quotazioni del petrolio proseguono al rialzo sostenute dalle crescenti tensioni in Medio Oriente e dalle preoccupazioni sulla sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz. Il Brent con consegna a novembre sale dell’1,24% a 96,82 dollari al barile, mentre il Wti con consegna a ottobre guadagna l’1,36% a 92,25 dollari. A sostenere il mercato sono le rinnovate ostilità tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha annunciato di aver colpito basi americane in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti in risposta agli attacchi statunitensi sul territorio iraniano, aumentando il rischio geopolitico nell’area. Restano inoltre incertezze sulle condizioni del traffico marittimo nello stretto di Hormuz, dopo che l’Iran ha riferito che due petroliere hanno preso fuoco dopo aver toccato delle mine.
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