Si riaccende il fronte di guerra in Iran. Teheran ha attaccato obiettivi militari statunitensi in Medio Oriente in risposta ai primi raid americani sul suo territorio da un mese. Prende così il via una nuova escalation della guerra che sta travolgendo la regione: i Guardiani della Rivoluzione hanno detto di aver risposto all’attacco americano di ieri colpendo con missili balistici due basi aeree statunitensi in Giordania e causando “gravi danni”.
L’esercito giordano ha dichiarato di aver intercettato otto missili, senza specificarne la provenienza, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver “affrontato una minaccia con droni” proveniente dall’Iran sulle sue acque territoriali dopo che Teheran aveva detto di aver preso di mira personale militare statunitense in una base aerea locale e di aver abbattuto un drone statunitense sullo Stretto di Hormuz.
Ieri gli Stati Uniti hanno annunciato di aver attaccato lanciarazzi iraniani sulla piccola isola di Larak. Washington ha affermato che i suoi attacchi miravano a impedire all’Iran di posizionare altre mine marine nello stretto, pochi giorni dopo che gli Stati Uniti avevano annunciato di aver completato la bonifica del tratto di mare. “Le forze statunitensi hanno intrapreso azioni limitate e precise contro le forze di posa mine che rappresentavano una minaccia imminente nello Stretto di Hormuz”, ha reso noto il Comando Centrale delle forze armate statunitensi.
I pasdaran hanno riferito che gli attacchi statunitensi hanno causato “vittime” e che il loro successivo attacco alla Giordania è stato “una risposta all’aggressione aerea sionista-americana”.
Anche il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi statunitensi a Larak e ha giustificato gli attacchi in Giordania come “legittima difesa”. “Non cerchiamo la guerra, ma daremo una risposta decisa agli aggressori”, ha aggiunto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una dichiarazione riportata dalla televisione di stato prima di andare in Kirghizistan per un vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, il blocco che mira a contrastare l’influenza occidentale, insieme al presidente russo Vladimir Putin e al presidente cinese Xi Jinping.
Lo scambio di fuoco tra Stati Uniti e Iran è avvenuto in un momento in cui l’amministrazione Trump sembrava aver dato priorita’ alla “guerra economica” rispetto agli attacchi militari.
“Le forze statunitensi stanno monitorando attentamente l’area e restano pronte a proteggere il libero flusso commerciale attraverso questa vitale via d’acqua”, ha dichiarato il capitano di vascello Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti.
L’ultimo attacco statunitense contro l’Iran prima di ieri risaliva al 29 luglio, in risposta a “un tentativo di attacco a sorpresa contro le forze statunitensi” nella regione. All’inizio di luglio, il Centcom ha attaccato l’Iran per 13 notti consecutive e l’Iran ha reagito colpendo installazioni e alleati statunitensi nella regione del Golfo, tra cui obiettivi in Kuwait, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Bombe sull’isola di Kharg, Trump pubblica un video con l’IA. L’Iran: “Post ridicolo”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha condiviso sulla piattaforma Truth Social un video generato con l’intelligenza artificiale che mostra un ipotetico bombardamento dell’isola iraniana di Kharg.
Nel filmato si vedono un serbatoio di stoccaggio del petrolio e una petroliera esplodere, mentre la scena viene osservata dall’alto da un velivolo. “Kharg Island ridotta in mille pezzi!”, si legge nel messaggio pubblicato dal presidente statunitense.
Prima dell’inizio della guerra, l’isola di Kharg gestiva la maggior parte delle esportazioni petrolifere iraniane, rappresentando uno dei principali nodi strategici per l’economia di Teheran.
Dall’inizio del conflitto, Trump ha più volte minacciato di prendere il controllo dell’isola o di colpirne le infrastrutture, considerate fondamentali per il settore energetico della Repubblica islamica.
L’Iran ha definito “ridicolo” il post pubblicato da Trump e ha assicurato che le attività sull’isola non hanno subito interruzioni. Secondo quanto riportato dall’agenzia Nournews, le operazioni petrolifere a Kharg proseguono regolarmente nonostante le affermazioni contenute nel video diffuso sui social.
A intervenire è stato Hamid Bovard, amministratore delegato della National Iranian Oil Company (Nioc), che ha smentito categoricamente la presunta distruzione del terminale petrolifero.
“I tweet di Trump sono ridicoli e la situazione a Kharg è tranquilla”, ha dichiarato Bovard, sottolineando il ruolo centrale dell’isola nel sistema energetico iraniano.
Secondo il dirigente, da Kharg transita circa il 90% delle esportazioni di petrolio dell’Iran. Bovard ha inoltre ricordato che l’isola sarebbe stata colpita ripetutamente in passato durante operazioni militari attribuite a forze statunitensi e israeliane.
Nonostante gli attacchi subiti nel corso degli anni, ha aggiunto il manager della Nioc, i lavoratori del settore petrolifero non hanno mai consentito l’interruzione delle operazioni, garantendo la continuità delle attività “nemmeno per un istante”.
La vicenda conferma l’importanza strategica di Kharg nel quadro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. L’isola rappresenta infatti il principale terminale per l’export di greggio del Paese e qualsiasi minaccia alle sue infrastrutture avrebbe ripercussioni significative sul mercato energetico e sulle entrate economiche iraniane.
Zelensky: “Dalla Russia duemila droni e 1600 bombe contro l’Ucraina in una settimana”
Le forze russe hanno lanciato nella notte un nuovo attacco con droni contro Kiev, provocando incendi in diversi quartieri della capitale ucraina. Lo riferisce l’agenzia Rbc-Ucraina, secondo cui l’aeronautica militare ha segnalato ripetutamente l’avvicinamento di velivoli senza pilota nemici alla città.
Dopo l’allarme aereo, in varie zone di Kiev sono state udite esplosioni mentre erano in azione le difese antiaeree. Il sindaco Vitaliy Klitschko e l’Amministrazione militare della capitale hanno riferito di danni e interventi di emergenza nei distretti di Obolonsky, Podolsky, Holosiivsky e Dniprovsky.
Nel quartiere di Obolon un drone russo si sarebbe schiantato tra edifici residenziali, provocando un incendio in un palazzo di 12 piani che ha interessato i livelli dal secondo al quinto piano. Un altro incendio è stato segnalato in un magazzino nel distretto di Podil. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e squadre di soccorso sanitario. Al momento non sono state fornite informazioni ufficiali su eventuali vittime o feriti. Le autorità ucraine stanno valutando l’entità dei danni causati dall’attacco.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha denunciato numerosi allarmi aerei a Kiev e in altre regioni a causa dei droni russi a propulsione a reazione, alcuni dei quali avrebbero colpito edifici residenziali e infrastrutture civili. Zelensky ha aggiunto che “soltanto nell’ultima settimana la Russia ha lanciato contro l’Ucraina quasi 2 mila droni d’attacco, oltre 1.600 bombe aeree e 31 missili di vario tipo, compresi missili balistici nordcoreani”. Gli attacchi contro le comunità vicine al fronte e al confine sono “praticamente continui” a Nikopol, Kramatorsk e Kherson, oltre che nelle regioni di Kharkiv, Zaporizhzhia, Dnipro, Donetsk e Sumy, ha spiegato il capo di Stato. “Stiamo cercando risposte giuste a ogni attacco e crimine russo. Arriveranno certamente”, ha concluso Zelensky, ringraziando i Paesi che contribuiscono al rafforzamento della difesa aerea ucraina.
La Russia ha annunciato di avere avviato i preparativi per “attacchi massicci” contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, in una fase di forte intensificazione dei bombardamenti. “Le forze armate russe hanno iniziato a preparare attacchi massicci contro gli impianti del settore energetico ucraino”, ha comunicato su Telegram il ministero della Difesa di Mosca. Secondo il dicastero, l’operazione rappresenterà una risposta “ai continui attacchi del regime di Kiev contro le infrastrutture civili e il complesso petrolifero ed energetico della Russia”.
È salito a 38 morti il bilancio dell’attacco russo contro il villaggio di Myla, nella regione di Kiev, e della successiva esplosione. Altre 20 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini, mentre quattro risultano disperse. Lo ha riferito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “I soccorritori sono riusciti a spegnere la maggior parte degli incendi”, ha dichiarato Zelensky su X, aggiungendo che gli artificieri del Servizio statale di emergenza stanno lavorando senza sosta per individuare e neutralizzare gli ordigni inesplosi. “Il livello di contaminazione dell’area è significativo e il lavoro proseguirà per tutto il tempo necessario”, ha spiegato. “Le mie condoglianze alle famiglie e alle persone care delle vittime. Le ricerche dei quattro dispersi continuano”.
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