Marcia trionfale

Dal nuoto alla ginnastica artistica, dal tennis all’atletica leggera, l’Italia svetta come una stella sul tetto d’Europa e del mondo, dimostrando come, se anche nel calcio dirigenti incapaci e procuratori senza scrupoli hanno affossato quello che era stato sempre il nostro sport principe, ci siamo ampiamente rifatti negli altri sport, dove programmazione e lavoro serio stanno dando meravigliosi frutti. Ma andiamo con ordine.

Marcia azzurra da storia: Fiorini oro con record del mondo, Stano vince con il primato europeo

 Una giornata leggendaria per l’atletica italiana ai Campionati europei di Birmingham. La marcia azzurre vive una giornata da record conquistando un bottino straordinario di cinque medaglie: gli ori nella maratona (42,195 km) di Massimo Stano e della giovanissima Sofia Fiorini, gli argenti di Alexandrina Mihai e Francesco Fortunato e il bronzo di Andrea Cosi nella mezza maratona.

La ciliegina sulla torta di una giornata memorabile porta la firma di Sofia Fiorini. Al suo esordio assoluto in una rassegna continentale, l’azzurra ha trionfato nella maratona di marcia femminile stabilendo il nuovo record del mondo in 3h15’11”.

Fiorini ha dominato la gara con una prova di forza impressionante, staccando tutte le avversarie e marciando in solitaria per tutti gli ultimi dodici chilometri fino al traguardo di Birmingham.

Nella gara maschile sui 42 km, Massimo Stano firma un altro capolavoro tattico e completa la sua collezione personale di ori internazionali dopo il titolo olimpico di Tokyo e quello mondiale di Eugene.

L’atleta pugliese delle Fiamme Oro ha gestito le forze nella prima parte di gara per poi sferrare l’attacco decisivo dopo il 30° chilometro. Stano ha chiuso in 2h56’49” — nuovo record europeo e miglior prestazione mondiale stagionale —, resistendo al ritorno dello spagnolo Miguel Ángel López (argento a 8 secondi) e precedendo il compagno Riccardo Orsoni, ottimo quinto in 3h00’44”.

Per l’Italia del “tacco e punta” si tratta del quinto oro europeo maschile della storia, a 16 anni dal trionfo di Alex Schwazer a Barcellona 2010.

Show dell’Italia nella mezza maratona: Fortunato e Mihai d’argento, bronzo per Cosi

Nella mezza maratona di marcia (21,097 km), distanza al suo debutto assoluto nella rassegna continentale, la spedizione azzurre torna a casa con un bottino di quattro medaglie complessive e due storiche doppiette.

Nella prova maschile, l’Italia firma un’impresa senza precedenti: mai due marciatori azzurri erano saliti contemporaneamente sul podio della stessa gara agli Europei, neppure nei tempi delle classiche 20 km e 50 km.

A conquistare il titolo europeo è stato lo spagnolo Paul McGrath in 1h23’23”. Alle sue spalle, Francesco Fortunato — già campione del mondo della distanza lo scorso aprile a Brasilia e bronzo a Roma due anni fa — ha conquistato l’argento fermando il cronometro a 1h23’36”. A completare la festa è stato Andrea Cosi, eccellente terzo e medaglia di bronzo in 1h23’49”.

La festa azzurra prosegue nella gara femminile grazie alla splendida prova di Alexandrina Mihai, che conquista la medaglia d’argento e il primo grande risultato della sua carriera assoluta con il tempo di 1h31’04”. L’atleta delle Fiamme Oro, già oro continentale Under 23 sui 10.000 metri, ha preceduto al traguardo l’ucraina Lyudmila Olyanovska (bronzo in 1h31’07”).

La gara è stata dominata dalla spagnola Maria Perez, oro in 1h30’06” (miglior prestazione mondiale dell’anno), che all’arrivo si è lasciata andare a un affettuoso abbraccio con l’amica Antonella Palmisano. La campionessa olimpica di Tokyo 2020 e oro europeo a Roma 2024 si è classificata al quinto posto in 1h32’10”. Più staccata l’altra azzurra Nicole Colombi, undicesima a 5’30” dalla vetta dopo aver scontato un pit-stop al 16° chilometro per tre ammonizioni.

Diaz pigliatutto: oro e record italiano nel salto triplo. A Dallavalle il bronzo

Oro, miglior prestazione mondiale dell’anno e record italiano, a 14 centimetri dal record del mondo: Andy Diaz è il nuovo campione europeo del salto triplo con 18,15 metri. Medaglia di bronzo per Andrea Dallavalle con 17,37, argento per il terzo podio continentale consecutivo per il portoghese Pedro Pichardo che con 17,76 aveva chiuso la prima serie di salti al primo posto prima di venire superato dal gran salto di Diaz.

Per il 30enne triplista cubano naturalizzato italiano l’appuntamento con l’ormai storico record del mondo di 18,29 del britannico Jonathan Edwards (7 agosto 1995 a Goeteborg) è solo rimandato.

Prima di Birmingham solo due azzurri erano saliti sul podio nel salto triplo agli Europei, Fabrizio Donato, allenatore di Diaz, oro a Helsinki 2012 nell’anno del bronzo olimpico di Londra, ed Andrea Dallavalle, argento a Monaco di Baviera 2022.

Quello di Diaz, portacolori delle Fiamme Gialle, era un oro annunciato. Dopo il nullo al primo salto, Andy al secondo salto ha piazzato la misura del record staccando di 29 centimetri il portoghese Pichardo. Nella serie di Andy anche un 17,78 al terzo, due nulli e un salto ‘passato’ (il quarto). Dallavalle, piacentino anche lui delle Fiamme Gialle, già in apertura di finale ha messo a segno la misura migliore, 17,37 alla quale sono seguiti due nulli, il 17,16 e 16,83, prima del brivido finale quando il francese Thomas Gogois è arrivato fino a 17,21.

Andy Diaz, 30 anni che salta con le treccine, sangre cubano di L’Avana e innamorato da sempre dell’Italia, Paese dove ha trovato il suo primo approdo quando ‘scappato’ da Cuba, da quando è azzurro nei grandi appuntamenti ha sempre fatto centro. Solo una volta, nel settembre dello scorso anno, non è salito sul podio, sesto ai Mondiali. Nell’agosto di due anni fa, pochi giorni dopo aver ricevuto la cittadinanza anche sportiva, ha conquistato il bronzo olimpico a Parigi.
Nel marzo del 2025 si è messo al collo, prima l’oro europeo indoor e poi quello mondiale. Dodici mesi dopo ha bissato il titolo mondiale. In mezzo vittorie in Diamond League (Zurigo 2025 e Roma 2026), il ‘diamantè del triplo del 2025 e il record italiano poche settimane fa agli Assoluti di Firenze, 17,87.

Ginnastica artistica, Manila Esposito oro al corpo libero e argento alla trave

Manila Esposito oro al corpo libero e argento alla trave, e alle parallele asimmetriche argento per Elisa Iorio e bronzo per Giulia Perotti. Poker di medagliere per l’Italia alle finali di specialità della 36esima edizione dei Campionati europei di ginnastica artistica che si sta svolgendo a Zagabria in Croazia.

Capolavoro per Esposito che, dopo il terzo posto nelle qualifiche, ha centrato la vittoria con 13.700 punti. Per la 19enne di Boscotrecase è il terzo podio di specialità in carriera dopo l’oro di Rimini 2024 e l’argento di Lipsia 2025. Seconda la francese Elena Colas (13.633), terza la russa Angelina Melnikova (13.566), già campionessa a questi Europei sia nel concorso generale individuale sia al volteggio.

Per Esposito medaglia anche sui 10 centimetri della trave, bronzo, dopo l’argento di Antalya 2023 e l’oro di Rimini 2024. Oro alla Colas, bronzo alla Melnikova. Iorio, già vice-campionessa sugli staggi in occasione dell’edizione casalinga di Rimini 2024, ha pagato delle imperfezioni sull’uscita e nei collegamenti ma ha comunque conquistato un ottimo argento. Oro alla tedesca Helen Kevric. Bronzo alla sedicenne Giulia Perotti, primo grande risultato a livello senior in ambito individuale dopo aver contribuito al successo della squadra nell’ultima rassegna continentale di Lipsia.

Nuoto: Martinenghi oro e Cerasuolo argento nei 50 rana. Quinto podio per Curtis

Un’altra giornata trionfale per il nuoto azzurro agli Europei di Parigi con la doppietta oro-argento Martinenghi-Cerasuolo nei 50 rana, l’argento di Anita Gastaldi nei 200 misti e il bronzo di Sara Curtis, per lei quinta medaglia e record italiano, nei 50 stile libero.

Dai 100 ai 50 metri, la rana in Europa ha un solo padrone e si chiama Nicolò Martinenghi. Tra le corsie delle piscine di tutto il mondo lo chiamano ‘Tetè e lui dalle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 colleziona medaglie pesanti e importanti, tante colorate d’oro. Nella piscina che il 28 luglio di due anni fa lo aveva fatto entrare nella storia grazie al trionfo olimpico sui 100 sfoggiando capelli dorati, l’azzurro di Varese agli Europei numero 38 della storia ha centrato il bis. Dopo il titolo sui 100 ha conquistato anche quello dei 50 come già accaduto quattro anni fa a Roma.

Per Nicolò, 27 anni, le acque dell’Olympic Aquatic Centre della capitale francese si confermano vincenti. Vincenti come sono i nuotatori e le nuotatrici dell’Italia che quando manca solo la giornata di domani sono secondo nel medagliere con 15 podi, 5 ori, 4 argenti e 6 bronzi alle spalle della Gran Bretagna che in virtu’ dell’oro vinto nella 4×200 stile libero mista (Italia ottava) ha portato a 6 il numero degli ori). Sul podio assieme a Martinenghi, anche lui a cantare l’inno di Mameli, è salito il campione del mondo Simone Cerasuolo, secondo. Con ‘Cera’, ‘Tete’ era salito anche sui 100 parigini e nel 2022 a Roma.

Nicolò ha vinto in 26″57, Simone ha toccato in 26″62. Martinenghi, tesserato per il Circolo Canottieri Aniene ed è allenato da Matteo Giunta, marito della ‘Divina’ Federica Pellegrini, al centro federale di Verona, ancora una volta si è fatto trovare pronto. Cerasuolo, 23 anni, delle Fiamme Oro ed allenato da Cesare Casella, ha toccato con lo stesso crono dell’olandese Koen De Groot. “E’ stata una gara molto strana, sapevo che la finale sarebbe stata diversa rispetto agli altri turni – ha commentato Martinenghi -. Mi piace godermi queste sfide perchè mi esaltano. Bissare come a Roma sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa. Complimenti a Cerasuolo che ha fatto tre turni di gare pazzeschi: il futuro è suo”. ‘Cerà ha poi affermato, “ero più contratto rispetto a ieri ma le finali sono anche questo, dovremo prendere esempio da ciò che non ha funzionato, parecchie cose anche perchè quattro decimi di ritardo rispetto ai turni di qualificazione sono tanti, s’impara e si va avanti”.

Argento che non t’aspetti è stato quello di Anita Gastaldi nei 200 misti. L’azzurra ha fatto saltare il banco e l’urlo a di gioia all’uscita dalla vasca ne è la conferma. La 23enne di Bra, portacolori dei Carabinieri allenata da allieva di Fabrizio Clary, ha concluso in 2’10″07, primato personale migliorato di nove decimi a 67 centesimi dal record italiano di 2’09″30 di Sara Franceschi. Successo all’irlandese Elle Walshe in 2’09″81 con la belga Roos Vanotterdijk (2’10″10) a completare il podio.
“Faccio ancora fatica a capire cosa sia successo”, sono state le prime parole di Gastaldi, bronzo europeo in vasca corta a Lublino 2025 nei 200 farfalla, “sapevo che la gara sarebbe stata aperta perchè già in semifinale eravamo tutte molto vicine. Ho migliorato il mio personale di quasi un secondo. Ho lavorato tanto per arrivare a questo risultato”.

A completare il bilancio della penultima giornata non poteva mancare la super campionessa Sara Curtis. Reduce dal doppio record mondiale nei 50 dorso abbassato fino a 26″56, la 19enne di Savigliano nel giorno di Ferragosto ha conquistato il bronzo nei 50 stile libero portando il suo record italiano a 23″99, un decimo i meno. La nuotatrice dell’Esercito, che si allena con la primatista mondiale Gretchen Walsh in Virginia, è stata preceduta dalla polacca Maria Wasick, oro in 23″84, e dalla svedese Sarah Sjoestrom (23″86).

Per Sara un’altra perla agli Europei di Parigi che si aggiunge all’oro nei 50 dorso, all’argento con la 4×100 sl, e ai bronzi con la 4×100 sl mista e nei 100 sl. “E’ stata una finale incredibile, velocissima, il record italiano era il mio reale obiettivo come scendere sotto i 24 secondi: nuotare accanto a Sara è sempre un’emozione incredibile”, ha detto Sara che quando è in Italia è seguita da Thomas Maggiora. Podio sfumato per dieci centesimi ma la gioia per un record italiano battuto.

E’ un misto di sensazioni il quarto posto nei 200 farfalla di Alberto Razzetti che con 1’54″23 ha abbassato di cinque centesimi l’1’54″28 siglato da Federico Burdisso (2020). ‘Razzo’ è stato sorpassato a cinque metri dalla fine dal greco Apostolos Siskos bronzo in 1’54″13. Oro al francese e campione olimpico Leon Marchand in 1’51″72, argento all’ungherese Richard Marton (1’54″06). Fa sognare il miglior tempo del turno di semifinale di Benedetta Pilato. La 21enne tarantina, allenata da Mirko Nozzolillo, ha toccato in 29″84 due centesimi meglio di quanto nuotato in batteria. Domani in finale clienti pericolose l’estone Eneli Jefimova (29″93) e l’eterna lituana e primatista del mondo (29″16) Ruta Meilutyte cinque centesimi sopra i 30 secondi. Grande crono nella semifinale dei 100 dorso anche per Thomas Ceccon. Il campione vicentino si è qualificato con il secondo tempo, 52″93 a quattro centesimi dal leader, il russo Georgii Iakovlev.

Tennis, classifica Atp: per Sinner 84esima settimana da n.1. Quattro azzurri nei primi 20

L’Atp ha pubblicato solo oggi la nuova classifica mondiale del tennis, per includere i risultati del Masters 1000 di Montreal; per le statistiche sarà comunque il ranking ufficiale del 10 agosto. I numeri certificano la settimana numero 84 da numero 1 del mondo di Jannik Sinner, primo a quota 13.450 punti. In vetta resterà di certo almeno fino a inizio ottobre, ovvero sino all’Atp 500 di Pechino, dove ha trionfato l’anno scorso.

Nonostante la decisione di saltare Cincinnati, dopo questo Masters 1000 l’azzurro avrà 12.800 punti: ne perderà infatti 650, guadagnati grazie alla finale dell’anno scorso. Carlos Alcaraz, numero 2, ne ha 8.160 ma perderà i 1.000 ottenuti l’anno scorso vincendo il titolo a Cincinnati e poi i 2.000 per il trionfo agli US Open del 2025. Sinner perciò dovrà guardarsi solo da Alexander Zverev, ancora numero 3 Atp, con gli 8.090 punti di questa settimana.

Nella prossima classifica il tedesco ne perderà 400, frutto della semifinale a Cincinnati dell’anno scorso. Quindi, vincendo il torneo potrà aggiungerne al massimo 600 punti: il suo punteggio in questo caso sarà dunque di 8.690 punti, 4.110 in meno di quanti ne avrà l’azzurro dopo il torneo dell’Ohio. Dunque, il sorpasso sarà impossibile agli US Open, che mettono in palio 2.000 punti.

Non mancano le buone notizie per il tennis azzurro questa settimana. L’Italia torna a esprimere quattro giocatori tra i primi 20 nel ranking Atp grazie all’exploit di Luciano Darderi che in Canada ha raggiunto i quarti di finale ed è risalito di due posizioni, appunto alla 20, alle spalle di Sinner, di Flavio Cobolli, numero 10 questa settimana (meno 1), e Lorenzo Musetti, al 15esimo gradino (meno 2).

Massimiliano Orfei

Lascia un commento