Che ragazze d’oro!

 Sara Curtis e le 23 ore e dieci minuti più folli del nuoto italiano e mondiale. In meno di ventiquattr’ore la super campionessa azzurra ha stabilito ben due record mondiali assoluto nei 50 dorso, entrando in orbita allargando le sue frontiere. La nuotatrice di Savigliano, 20 anni il prossimo 19 agosto, nella finale dei Campionati europei di Parigi ha trionfato toccando in 26″56 migliorando di sette centesimi la prestazione della semifinale di ieri quando aveva cancellato il 26″86 dall’australiana Kaylee McKeown stabilito quasi tre anni fa a Budapest in occasione del circuito di Coppa del mondo (Isl).

La velocista piemontese è un ciclone. Negli ultimi quindici metri l’accelerata decisiva che hanno consentito il ritocco del primato mondiale. Sara nelle acque che due anni fa furono olimpiche, quelle dell’Olympic Aquatic Centre, struttura che si trova oltre alla Defense alle porte del centro storico della capitale francese, è stata autrice di un finale irresistibile. Tesserata sia per l’Esercito che per il Centro Sportivo Roero, allenata in Italia da Thomas Maggiora e alla Virginia University da Todd DeSorbo, all’uscita dall’acqua si è vista tributare della meritatissima standing ovation e poi omaggiare con scroscianti applausi sull’inno di Mameli da parte del pubblico presente – tantissimi italiani – sugli spalti.

Curtis ha lasciato solo le ‘ondine’ alle avversarie, a partire dalla francese Mary-Ambre Moluh che non è andata oltre a 27″06. Terza la britannica Lauren Cox in 27″15. A livello statistico l’oro di Sara è la quarta medaglia nella specialità in 38 edizioni dell’Europeo: l’ultimo podio, un secondo posto, di Silvia Scalia a Roma 2022.

“Sono veramente contenta, è stata dura gestire le emozioni di ieri e ho fatto fatica ad addormentarmi, ho cercato di tenere tutto da parte e oggi di giocarmela accelerando alla fine. Ci sono riuscita di nuovo ed è venuta un’altra follia – ha commentato Sara Curtis -. Se potessi porterei i miei genitori con me sul podio, senza di loro tutto questo non sarebbe possibile, non vedo l’ora di abbracciarli: quando ho deciso di andare in Virginia per allenarmi pensavo solo a questo”. Per Curtis, alta 179 centimetri, figlia di papà Vincenzo e mamma Helen originaria della Nigeria, cresciuta nel mito del nuotatore Marco Orsi, appassionata della lettura e del cinema, un 2026 davvero scoppiettante.

Infatti, il 15 aprile nel corso degli Assoluti aveva migliorato il record italiano dei 50 dorso in vasca lunga portandolo a 27″33 seguito il giorno 17 da quello nei 50 stile libero (24″29, poi abbassato a 24″09). Il 26 giugno allo Stadio del Nuoto al Foro Italico in occasione del ‘Settecolli’ stabilisce la prima perla della stagione, ovvero il nuovo record europeo sempre nella distanza più corta del dorso di 27″07. Non solo il giorno seguente, Sara nuota i 100 sl in 52″69, prima italiana a scendere sotto i 53 secondi. A Parigi, due giorni fa, la nuotatrice piemontese diventa la prima italiana a centrare una medaglia nei 100 sl nella storia dell’Europeo, terza nella gara vinta dall’olandese Marrit Steenbergen, oggi solo quarta nella finale dei 50 dorso a un centesimo dal bronzo.

Passiamo all’atletica leggera. Strepitosa e storica vittoria per Dariya Derkach nel salto triplo dei Campionati europei di atletica a Birmingham. L’azzurra ha vinto con 14,60 metri dopo essere balzata al comando della gara già al primo salto con 14,53. Per la bionda triplista azzurra, nativa di Vinnitsa, città dell’Ucraina a 200 chilometri da Kiev ma da 24 anni residente con la famiglia a Pagani in provincia di Salerno, si tratta del primato personale e della miglior prestazione europea stagionale. Argento alla belga Saliyya Guisse con 14,46 e bronzo alla bulgara Aleksandra Nacheva con 14,40. Il salto triplo femminile agli Europei è stato introdotto solo nel 1998 e l’unica medaglia conquistata da un’azzurra prima di questa sera era stato l’argento di Simona La Mantia a Barcellona nel 2010 nella gara vinta dall’ucraina Olha Saladucha.

L’atleta azzurra è il trionfo della perseveranza. Dariya, 33 anni, si è messa al collo europeo del salto triplo, una medaglia alla carriera iniziata quando era bambina seguendo le orme di mamma Oksana, anche lei triplista di discreto livello, e papà Serhij, già atleta delle prove multiple. Sulla pedana dell”Aleksander Stadion’ di Birmingham, Dariya, portacolori dell’Aeronautica Militare, si è regalata e ha regalato all’Italia uno stupendo trionfo nel triplo con il suo nuovo primato personale di 14,60 metri, otto centimetri in più di quello precedente con un vento regolare di 1.9 metri al secondo.

L’azzurra, che nel 2025 aveva subito tre interventi ai tendini d’Achille, ha vissuto un momento che resterà indimenticabile per lei e per tutta l’atletica italiana. All’Europeo all’aperto, mai una triplista italiana aveva trionfato. Si era avvicinata Simona La Mantia, argento nel 2010 a Barcellona e oro l’anno dopo al coperto a Parigi.

Pensare che con 14,53 Dariya si era issata al comando della classifica già dopo la prima serie di salti. L’azzurra al terzo salto è ‘decollata’ oltre i 15 metri ma la battuta è stata nove centimetri oltre l’asse. Argento alla belga Saliyya Guisse con 14,46 (vento +2.4), bronzo alla bulgara Aleksandra Nacheva con 14,40 (+3.4).

Nata a Vinnitsa in Ucraina a circa 200 chilometri dalla capitale Kiev, Dariya nel 2002 si è trasferita con la famiglia a Pagani in provincia di Salerno. Ottiene la cittadinanza nel maggio del 2013 e un mese dopo debutta in Nazionale assoluta: è sesta agli Europei a squadre a Gateshead. Tra prove multiple, lungo e triplo aveva già collezionato 18 titoli giovanili in sei anni ma, non essendo ancora provvista del passaporto italiano, non poteva partecipare alle rassegne internazionali. Ai tricolori promesse del 2013 atterra a 6,67 nel lungo (miglior prestazione di categoria) e a 13,92 nel triplo (seconda all-time di categoria), specialità in cui può vantare un argento ai successivi Europei under 23.

Supera per la prima volta i 14 metri (14,15) nel 2016 sotto la guida del padre a Formia e dall’autunno del 2020 anche di mamma Oksana. Nel giugno del 2021 cresce ancora e atterra a 14,31, poi un altro progresso a 14,47 (quarta azzurra di sempre) anche grazie alla nuova guida tecnica, Alessandro Nocera. Nel 2022 si migliora anche al coperto con 14,26 e nel 2023 vince l’argento agli Europei indoor. Si è operata due volte al tendine d’Achille sinistro nell’estate del 2025 prima di un altro intervento in autunno al destro. Nel 2026 è tornata più volte vicina al personale fino a superarlo nel momento migliore, la finale degli Europei.

Diplomata al liceo scientifico, tra i suoi hobby c’è la moto ed è un’amante del mare. Dariya vanta 14 titoli italiani assoluti di salto triplo, il primo nel 2014, tre partecipazioni olimpiche (ottava a Parigi 2024) e agli Europei prima dell’oro di Birmingham non aveva mai fatto meglio dell’ottavo posto a Roma 2024.

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