“Ho trovato irresponsabile l’idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle forze dell’ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la polizia e seminare violenza in città”. Lo dice il premier Giorgia Meloni, in un’intervista a “il Giornale”, commentando l’evento indetto dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo la morte di Abderrahim Fakir. “Fa molto riflettere, poi, che la sinistra – aggiunge – non sia mai scesa in piazza er esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle forze dell’ordine”.
“E’ evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere, perchè ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia”, ha dichiarato Meloni, commentando il caso del gioielliere Mario Roggero. “Come si può chiedere a un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci – prosegue – per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo”.
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