È di 11 feriti lievi — cinque poliziotti e quattro manifestanti medicati sul posto dal 118, più un agente e un dimostrante trasportati in ospedale — il bilancio dei violenti scontri avvenuti nella serata di ieri a Bologna.
Invece, secondo quanto dichiarato dal Sap, gli agenti rimasti feriti durante gli scontri sono più di 50: “Per le devastazioni e gli oltre 50 feriti tra le forze dell’ordine ieri sera in piazza a Bologna il sindaco Matteo Lepore si deve assumere la piena responsabilità. Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili, soprattutto per chi svolge un ruolo così importante come quello del sindaco di una città metropolitana”. A dichiararlo è il segretario generale del Sap (Sindacato autonomo Polizia), Stefano Paoloni, dopo gli scontri registrati ieri durante la manifestazione bolognese organizzata dopo la morte di Abderrahim Fakir.
“La vicinanza per la morte di una persona – prosegue Paoloni – è un sentimento indiscutibile, ma aizzare la popolazione, o parte di essa, contro le forze dell’ordine è molto pericoloso. Ai colleghi feriti esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza, speriamo che anche il sindaco Lepore non distingua la solidarietà umana tra chi veste una divisa e chi no”.
La tensione è esplosa quando un gruppo di manifestanti, staccatosi dal presidio di piazza del Nettuno, ha raggiunto in corteo la Prefettura. Qui i dimostranti sono venuti a contatto con la polizia in tenuta antisommossa, lanciando bombe carta, bottiglie e cartelli stradali contro gli agenti, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni.
Le mobilitazioni erano scattate in diverse città per protestare dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 43enne di origini marocchine deceduto nel capoluogo emiliano durante un arresto, in circostanze ancora al vaglio degli inquirenti.
Tensioni si erano registrate già nel pomeriggio davanti al Viminale a Roma, dove una ventina di persone si era radunata srotolando uno striscione per Fakir e mostrando le foto di altre persone decedute sotto la custodia dello Stato, tra cui Stefano Cucchi.
A Bologna, invece, oltre 5.000 persone hanno affollato piazza del Nettuno al presidio promosso dal sindaco Matteo Lepore, presente insieme al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e ai familiari della vittima. Durante l’iniziativa si è registrato un malore per la sorella di Fakir, soccorsa e portata in ospedale.
“Non siamo qui per chiedere odio e vendetta, ma verità, giustizia, rispetto e umanità”, ha sottolineato dal palco la nipote Yosra Fakir, chiedendo di accertare eventuali responsabilità sui soccorsi e sull’operato delle forze dell’ordine.
Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che al Tg1 ha espresso cordoglio ai familiari definendo l’accaduto “una grande tragedia”, ribadendo piena fiducia nella magistratura e nella polizia e ricordando che l’episodio è ampiamente documentato da bodycam e filmati.
Inoltre, sia Piantedosi sia il Segretario Generale del Sap, Stefano Paoloni, hanno evidenziato la decisione della Procura di Bologna di iscrivere gli agenti intervenuti nel Registro Modello 45-bis (introdotto dal Decreto Sicurezza). Una misura che, come chiarito da Paoloni, “non è uno scudo penale ma un vaglio di garanzia” che evita l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati in presenza di potenziali cause di giustificazione.
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